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Soragna Salvatore Iaconi Farina sindacoNon si è fatta attendere la risposta del PCI alla decisione del Consiglio comunale di Soragna: nelle righe sotto una presa di posizione netta. Ma la giunta è sostenuta da ex Pdl e leghisti: speriamo che qualcuno li aiuti nella comprensione dei passaggi più complessi del testo, quando fosse necessario.

LEGGI DELLA MOZIONE VOTATA A SORAGNA

PARTITO COMUNISTA: VIA LA MOZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI SORAGNA. L’ANTICOMUNISMO NON PASSERÀ!

Il Partito Comunista condanna duramente la mozione approvata dal Consiglio Comunale di Soragna, nella quale si richiede al governo di procedere alla “messa al bando del comunismo”, e si impegna a promuovere mobilitazioni popolari per ottenerne il ritiro, valutando anche possibili azioni legali.
La mozione, proposta dal gruppo consiliare della Lega, chiede una misura speculare alla legge Fiano che colpisca i comunisti, perché “il Partito Comunista ha cagionato oltre cento milioni di morti” ed “è sinonimo di feroci dittature”.
Il Partito Comunista ribadisce:
• la totale opposizione alla provocazione inaccettabile dell’equiparazione tra fascismo e comunismo, sottesa alla richiesta di un provvedimento “speculare” alla legge Fiano. Questa equiparazione è il totale sovvertimento della storia. La propaganda sugli “opposti estremismi” non fa altro che gettare fango sul comunismo mentre di fatto separa il fascismo dalla sua natura di dittatura aperta e sciovinista dei settori più reazionari del grande capitale. Cercare di imporre questa equazione significa riscrivere la storia, mettere sullo stesso piano chi ha lottato per la conquista del potere da parte dei lavoratori con chi ha difeso più conseguentemente il potere delle banche dei grandi gruppi industriali e agrari. Significa porre sullo stesso piano chi ha cercato di imporre l’oscurità su tutta l’Europa e chi invece ha distrutto storicamente quel tentativo, pagando il prezzo altissimo degli oltre 20 milioni di morti causati dall’aggressione nazista all’URSS e del sacrificio di centinaia di migliaia di militanti dei movimenti di liberazione in cui i comunisti hanno giocato un ruolo fondamentale, come sicuramente fatto dal Partito Comunista durante la Resistenza in Italia.
• l’ipocrisia del DDL Fiano e del PD. Ci troviamo davanti ad una legge spot che viene usata dal PD nell'ambito di una strategia complessiva per cercare di mantenere una presa sul suo elettorato. Mentre il PD e il suo governo portano avanti sempre nuove misure antipopolari e regalano miliardi alle banche, spostano a destra la posizione sull'immigrazione e vedono alcuni loro esponenti sostenere la necessità di una legge contro il diritto di sciopero, cercano di presentarsi come una forza antifascista per mantenere una qualche maschera di sinistra. Nella realtà però questa mossa da parte di un governo che viene avvertito sempre di più come antipopolare apre solamente alla possibilità che ci possa essere un’identificazione sempre maggiore da parte di settori popolari con quelli che il PD presenta come “nemici”, ed in questo caso quindi con i fascisti, anche grazie alla potente opera di revisionismo storico portata avanti in Italia anche con il contributo di settori del centrosinistra. Il fascismo non si sconfigge per decreto, in questo modo anzi lo si rinforza e si apre solamente ad operazioni di equiparazione e richiesta quindi di misure “speculari” orientate a colpire invece i comunisti e la lotta dei lavoratori.
• il profondo legame tra anticomunismo e imposizione di misure e leggi antipopolari. Non è un caso che proposte di questo tipo arrivino sempre di pari passo all'imposizione di misure di massacro sociale e volte ad imporre restrizioni alle possibilità di lotta dei lavoratori. È esattamente quello che sta succedendo con il pieno supporto dell’Unione Europea, sia dentro che fuori i suoi confini, in vari paesi dell’Est e del Baltico (Ucraina, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, Estonia). In questa operazione PD e Lega mostrano strutturalmente di stare al servizio del grande capitale: esponenti di un partito impongono misure antipopolari e propongono di attaccare il diritto di sciopero, esponenti dell’altro propongono di mettere fuori legge le organizzazioni che si pongono l’obbiettivo di lottare contro le misure antipopolari e per il potere ai lavoratori e contro le idee che danno forza, coscienza ed organizzazione alle lotte dei lavoratori. La criminalizzazione delle esperienze socialiste del XX secolo è la criminalizzazione dell’idea che ci possa essere un’alternativa al capitalismo e serve ad imporre l’idea che l’unico orizzonte possibile per la grande maggioranza dell’umanità siano fame, misera, sfruttamento, precarietà e guerra.
Inoltre invita il Consiglio Comunale di Soragna ad esprimersi con la stessa animosità contro le misure antipopolari che vengono approvate dal governo, e che sono stati approvate in passato da governi tanto di centrosinistra quanto di centrodestra. Chissà chela giunta sia pronta a dare battaglia contro il Patto di Stabilità imposto ai comuni su direttiva dell’Unione Europea, che è la causa di molti problemi e mancanze di servizi per i cittadini della loro cittadina ed essere conseguente nei confronti dei partiti di appartenenza.
Il Partito Comunista invita i lavoratori, la gioventù e tutti quanti si vogliano battere contro questa provocazione inaccettabile a mobilitarsi.

PARTITO COMUNISTA ITALIANO: Sbigottiti ed indignati ci troviamo a commentare una bizzarra delibera del Consiglio Comunale di Soragna, votata a maggioranza su proposta di una consigliera leghista, con inaudito voto favorevole del Sindaco.

Il consiglio comunale impegna il sindaco ad impegnare la nazione nel rendere illegale e sanzionato penalmente tutto ciò che significhi “comunista”, dalle persone alle idee, dai simboli agli oggetti.
Questo non è revisionismo, è analfabetismo politico, storico e costituzionale.
Solo il fascismo si premurò di legiferare in tal senso, con un Tribunale Speciale che emise centinaia di sentenze per migliaia di persone e per migliaia anni di carcere. Una di quelle sentenze condusse 80 anni fa al lento omicidio di Antonio Gramsci, segretario del PCI.
Le differenze tra fascismo e comunismo, soprattutto in Italia sono chiarissime e lampanti: il fascismo ha spento ogni diverso pensiero e diversa opinione, il Partito Comunista Italiano è stato la spina dorsale della resistenza contro il nazifascismo ed il coautore della Costituzione Repubblicana, non a caso sottoscritta da Umberto Terracini quale Presidente della corte Costituzionale, nonché fondatore del PCI e condannato dal Tribunale Speciale.
Il Partito Comunista Italiano è stato “socio fondatore” della nostra democrazia partecipando a conquistarla e a difenderla dai tentativi golpisti, dalle versione terrorista e mafiosa.
Tanti sono i nostri Martiri per il nostro ideale, per la libertà e per la difesa della democrazia e dei diritti.
Il PCI ha rappresentato e rappresenta le classi subalterne e ne ha condiviso le conquiste politiche, sindacali e le sconfitte.
Confondere i comunisti italiani con Pol Pot è ridicolo, oltre che assurdo.

Annotino quei consiglieri comunali, e relativo Sindaco, quante compagne e quanti compagni comunisti, che hanno dato lustro al Paese, vivono a Soragna e si leggano le loro biografie.
Tanto avranno da imparare!
La delibera è infantilmente anticostituzionale perché la nostra carta garantisce libertà di manifestare le proprie opinioni nel rispetto della Legge e di farlo associandosi in partiti.
Una delibera comunale (ma nemmeno una legge ordinaria) non può soprassedere e derogare da prioritari diritti costituzionali di cittadinanza che non sono, ovviamente, a disposizione del Consiglio Comunale di Soragna.

Vogliamo essere ancor più chiari: chiunque equipari, prendendo a pretesto la legge Fiano, fascismo e comunismo, manifesta una evidente identità fascista.
Tutti devono ricordarlo: in Italia il fascismo fu e continua ad essere un crimine, il comunismo no.
Quella delibera deve essere ritirata o annullata da chi può o da chi deve, oltre che per la totale assurdità del merito, per la palese incompetenza in materia di un consiglio comunale.

Invitiamo il Sindaco di Soragna a comunicare ai suoi consiglieri che manifesteremo in loco per il nostro diritto a ricostruire quel PCI che, evidentemente, ha un significato ed una storia che si vorrebbe scongiurare.
Porteremo un esempio di serietà e buona politica, soprattutto verso i più deboli, mentre altri hanno reso ridicola Soragna in tutta Italia.

PCI Parma

I GIOVANI COMUNISTI: La proposta del Consiglio Comunale di Soragna (provincia di Parma), datato 23 settembre 2017 sulla messa al bando dell’ideologia Comunista, si rifà in modo diretto alla Legge Fiano, in questi giorni in discussione al Senato per l’approvazione. Assistiamo sempre più a discussioni piene di odio e di urla, non comprendendo che il Comunismo è la voce anche del silenzio, della concretezza delle alternative, e tutto il resto è la voce di chi ha paura della verità. E per quanto urliate e cerchiate di zittire la nostra voce, noi continueremo a fare politica e diffondere la nostra visione del mondo.
“Quindi avvisiamo che da oggi 27/09/2017 chiunque venisse trovato sul territorio comunale di Soragna in possesso o intento a riprodurre, distribuire, diffondere, vendere, richiamare pubblicamente la simbologia, le gestualità, o di manifestare ideologia da ricondurre al Partito Comunista potrebbe essere richiesto da Iaconi Farina al Governo stesso che si proceda nei suoi confronti ad infliggere pene severe, con pena aumentata se questo dovesse accadere attraverso i mezzi della rete informatica.”
Continua imperterrito, dunque, il tentativo da parte dei governi (locali, nazionali od europei) di limitare l’ideologia comunista, minacciando persino di perseguire coloro che, liberamente, decidono di impegnarsi per una società migliore, più libera e più giusta. Si fa forte dunque in noi, ed in tutti i cittadini italiani, il bisogno di essere presenti, e resistenti, al fine di poter tornare ad una situazione di piena agibilità dei valori antifascisti, in cui non ci sia paura di esprimere la propria idea, contraria a quella dei poteri forti, gli stessi che rubano milioni di euro dichiarandosi innocenti, e che minano le volontà popolari. Da sempre i Comunisti sono a fianco dei lavoratori, del popolo, degli sfruttati, di chi non trova modo di far valere i propri diritti.
La Costituzione Italiana sancisce non solo il divieto di ricostituzione del disciolto Partito Nazionale Fascista, ma protegge soprattutto la libertà personale e di pensiero di ogni cittadino, in ossequio agli autentici valori che animarono la Resistenza antifascista. Invitiamo dunque i firmatari della mozione a rispettare la storia del nostro Paese, a rispettare la storia della costruzione della democrazia del nostro Paese, imperniata sulla Carta Costituzionale che, non a caso, porta la firma del comunista Umberto Terracini.
La mia praticità consiste in questo: nel sapere che a battere la testa contro il muro è la testa a rompersi e non il muro.
(A. Gramsci)

di Fabio Ferraris, Segretario FGCI Emilia Romagna e FGCI Parma

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