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Langhirano Marco Romano primo pianoDell’onestà, dell’integrità morale di uno come Marco Romano, abbiamo parlato a più riprese, in questi anni.
Volendo riassumere: Federico Pizzarotti lo ha messo a capo di un’istituzione cittadina chiamata Consulta del Verde, deputata a raccogliere i pareri dei principali agenti territoriali in materia ambientale. Per esempio annovera tra i componenti le principali associazioni ambientaliste parmigiane.
Un bel giorno l’assessore Michele Alinovi e Gabriele Folli, che di Romano condividono pari livelli di onestà, decidono un restyling della Cittadella da brivido: 500 alberi tagliati in palese violazione non solo dei regolamenti (visto che a dispetto del dichiarato le piante NON erano malate), ma anche del senso ecologista sbandierato in campagna elettorale. Le associazioni si ribellarono, ma la strage la giunta Pizzarotti la compì ugualmente. Anzi, indisse una conferenza stampa in cui Romano, in quanto presidente di un ente terzo, di vocazione istituzionale, si presentò con la spilletta del M5S.
Passano le settimane e, ma tu guarda il caso, il M5S di Parma candida proprio Marco Romano a sindaco di Langhirano ( LEGGI ). Quasi fosse un “pagamento politico” a saldo di quel sconcertante appoggio. Grazie a Dio poi vinse Giordano Bricoli, e Romano fu relegato al ruolo di Consigliere di minoranza. Ovviamente noi, Rosso Parma va diretta al nocciolo della questione, denunciammo tutto con tranquillità, affinché ciascuno facesse la figura meritata. Oggi Marco Romano getta la maschera e si stacca anche dal M5S, fondando “Effetto Langhirano”: non era un grillino, era semplicemente un componente della corte di Pizzarotti, ed in quanto tale ha agito. Ciascuno si formi dell’etica di un tizio che fa approvare qualcosa per mero ritorno politico l’idea che meglio ritiene: a noi sembra chiaro il livello.

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