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Maria Elena Boschi con Pagliari buonaIl PD provinciale è ormai quel momento che uno utilizza per tirarsi su di morale, per pensare che in fondo la sua vita non fa proprio schifo. L'iniziativa di oggi è consistita nell'espulsione del gruppetto che a Traversetolo ha presentato una lista “concorrenziale” alle recenti amministrative, e quindi nella defenestrazione di Gian Domenico Pedretti (candidato sindaco con “Traversetolo Domani”), Alberto Albertini, Gian Carlo Amuro e Tiziana Fusina.
Traversetolo, come si sa, non è più nelle mani della dinastia dei Mari (pur trovandosi ai piedi dei monti...pare una pizza), ma è diventata fortino della Lega Nord. Già, questo Pd provinciale è l'unico strumento politico in grado di spingere un parmense ad esclamare qualcosa del tipo: “Ehi, ma sai che nel guardarli in fondo in fondo Rainieri è pure magro e slanciato?”.
Traversetolo succede a Fontevivo, del giovanissimo Fiazza.

E per l'appunto: che differenza c'è tra i due casi? Nessuna. Se lì si fecero o meno le primarie? Ma di fatto anche in quel caso era evidentissimo come il PD dell'apparato avrebbe fatto perdere il partito a favore degli avversari. Cosa che immancabilmente avvenne.E che dire di Busseto? Stesso schema, che ve lo diciamo a fare ( e non prendiamoci per il sedere con la storia delle autosospensioni, per cortesia ). E quindi perché questa decisione?

Queste scelte sono essenzialmente determinate dal fatto che Beppe Negri, politicamente parlando, va considerato poco più che il drone di Giorgio Pagliari (quello della busta chiusa con il nome del direttore del Regio, che poi nessuno seppe che fine fece) e che (sempre politicamente) Gian Paolo Serpagli rispetto ad Alessandro Cardinali ha l'autonomia più o meno di un cardellino da salotto. I termini adatti prevederebbero forse i verbi leccare ed il punto di congiunzione dei muscoli glutei, ma con questi è come sparare contro la Croce Rossa (rosa, facciamo rosa), perciò mitighiamo. Ma é solo partendo da questa ipotesi (fanta?)politica che si ottiene una spiegazione rispetto alla mancanza di analoghi provvedimenti rispetto a Lucia Mirti (esponente pagliariano ma anche ufficio legale di Iren) e Fabio Moroni (fino alla candidatura esponente pagliariano ma anche addetto stampa di Patrizia Maestri), che insieme ad altri si resero protagonisti di un'iniziativa politica che determinò la vittoria della Lega Nord a Fontevivo. Lo sapevano verosimilmente benissimo che la conseguenza sarebbe stata quella (anche perché glielo dissero in parecchi), ma se ne fecero un baffo e andarono avanti.

Quella sconfitta fu colpa loro, ma di questo a Giorgio Pagliari e al Pd provinciale cosa frega? Procediamo con le epurazioni, soprattutto dei “non amici”.
La parte positiva di questa analisi politica (un bagno di sangue elettorale, in estrema sintesi) è che nel medio periodo, con questo “provinciale”, non sembra fuoriluogo ipotizzare una sinistra tra il 10 ed il 15%. Le solite sparate di Rosso Parma? Bé, innanzitutto chiedetevi quante volte abbiamo sballato previsioni, e secondariamente vi invitiamo a tenere l'articolo di lato, e stare a vedere: l'appuntamento è per il 2017, con un Pagliari dominante, Parma in mano alle destre e la sinistra però tornata in doppia cifra alle urne. Tempo al tempo, ci stiamo lavorando (e anche loro!).

P.S.: di Censi non parliamo per la pietà umana dovuta verso un uomo con evidenti problemi. Ma questo non solleva il Provinciale da precise responsabilità politiche.

( nella foto Giorgio Pagliari con il ministro Boschi: la foto la scattammo a Fontevivo, pochi mesi prima che gli stessi la regalassero alla Lega Nord )

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