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Consiglio comunale opposizioni in sala stampaParma vive un surrealismo politico che non si ricorda dai tempi di Vignali, cerottino in faccia, contestato dagli antifascisti sul palco del XXV aprile: fuori dal Comune di una giunta che si era presentata come ambientalista sono parcheggiati i bolidi della 1000 miglia, anche quest'anno ospite prezzolata (paghiamo noi contribuenti la presenza dei partecipanti della manifestazione, #sapevatelo ) dell' amministrazione Pizzarotti, dentro le opposizioni tengono una conferenza stampa dai contenuti più grillini che mai.

Essenzialmente, a ranghi completi (escluso Giuseppe Bizzi, che non ha firmato la mozione ma ne sostiene la legittima presentazione in aula), le opposizioni chiedono che la discussione del caso riguardante il Teatro Regio in Consiglio comunale, e protestano per il rifiuto dell'attuale blocco di potere pizzarottiano di dibattere la mozione che avevano presentato nell'aula consigliare martedì.
In essa, udite udite, gli stessi chiedevano al sindaco di “fare chiarezza a questo Consiglio e alla città circa le motivazioni e le cause di preminente interesse pubblico che hanno indotto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Regio a decidere di ritenere infruttuoso il risultato della selezione pubblica condotto dalla Commissione Tecnica”. Che cattivoni, chiedere su che basi si siano nominate la Meo e la Minghetti.
Due che, e a sottolinearlo è Maria Teresa Guarnieri, “curriculum alla mano non avrebbero avuto nemmeno i titoli per partecipare a quella stessa selezione”. GUARDA L'INTERVENTO DELLA GUARNIERI
“Era doveroso aprire un dibattito nella sede istituzionale più idonea, quella che rappresenta tutti i cittadini – racconta Nicola Dall'Olio LEGGI DELLA DEMOCRAZIA SOSPESA DI PIZZAROTTI - : noi abbiamo assistito ad un grande dibattito sui social, sulle televisioni e sui giornali nazionali, con il sindaco che pubblica su Facebook, ma ci attendavamo di poterne discutere in Consiglio comunale. Volevamo che il primo cittadino chiarisse come mai era stata seguita questa procedura, e spiegasse come mai è stato iscritto al Registro degli indagati ( LEGGI LEGGI LEGGI ) senza avvisare e lasciando che divenisse noto attraverso la stampa, ma chiediamo anche di revocare il Cda del Teatro Regio, perlomeno nelle figure che hanno contribuito a quella deliberazione e chiediamo di adottare, un po' come è stato fatto per Parma Gestione Entrate ( LEGGI ), un metodo condiviso per allargare la base sociale del Regio: ricordiamoci che c'è soltanto il Comune di Parma, come socio, e sarebbe ora che tutte le forze rientrassero, e si rinnovasse completamente il Consiglio di Amministrazione”. GUARDA L'INTERVENTO DI DALL'OLIO
Sale del Comune che vengono usate per fare selfie con gli amichetti, ma nel quale non sembra possibile trattare un tema che sta risbattendo Parma nelle prime pagine di tutta Italia per motivi tutt'altro che piacevoli: “non ci interessa entrare nelle diatribe interne al M5S – commenta Nicola Dall'Olio – ma è chiaro che il Consiglio rimane il luogo in cui sono rappresentati tutti i cittadini. Chiediamo tutti uniti che il sindaco faccia una comunicazione lui, diretta, in modo da poter dare a tutti i Consiglieri la possibilità di discutere, anche senza la cosa fondamentale, che sarebbe il voto”.
Il Movimento Cinque Stelle, per l'appunto. Un paradosso politico ma in fondo quasi esistenziale ha visto i Consiglieri più attenti e fedeli all'idea originale di Grillo e a quanto promesso ai parmigiani ( Mauro Nuzzo e Fabrizio Savani) sbattuti fuori, “a sedere tra PD e Forza Italia, che è il vostro posto”, citando l'incisivo mannaro ( LEGGI DELL'ESPULSIONE DI NUZZO E DELL'ADDIO DI SAVANI ). Di fronte all'enormità di un sindaco che si rifiuta di parlare ai cittadini eletti da altri cittadini di ciò che sta accadendo anche il sinora silente M5S Parma (opposizione consigliare alla maggioranza pizzarottiana) prende la parola e dice la propria.

 

Mauro Nuzzo e opposizioni consigliari“ La situazione è questa – racconta Mauro Nuzzo, capogruppo del M5S di opposizione a Pizzarotti -: abbiamo fatto una Capigruppo giovedì in cui abbiamo ascoltato Marco Vagnozzi (Presidente del Consiglio comunale, ex staff di Favia in Regione, ndr) e Marco Bosi (Capogruppo della maggioranza pizzarottiana, ndr) dirci che secondo loro non è rilevante e quindi non è urgente. Evidentemente per i ragazzi discuterne su twitter e facebook o andare in tv e raccontare a chi non è di Parma le cose secondo il proprio piacere, ma ahimé in modo distante dalla realtà. A me sembra che il parlamento comunale sia l'ambito e il luogo in cui discutere, perché rappresenta una fetta molto rilevante della cittadinanza”.
Michele Angella, di Teleducato, chiede se questi si sarebbe mai immaginato un Pizzarotti espulso, quando ha sposato la candidatura del sindaco grillino.
“Io non ho sposato il progetto Pizzarotti - risponde il capogruppo del M5S fedele a Grillo -: io ho abbracciato i principi del Movimento Cinque Stelle e vista la degenerazione della politica locale e nazionale ho deciso di impegnarmi in politica con dei ragazzi che conoscevo relativamente, tutti uniti nella necessità di cambiare questa politica. Se noi sul palco della Pilotta piuttosto che in campagna elettorale al fianco di Grillo avessimo candidato non Pizzarotti ma una Pizza Napoli, avrebbe vinto la Pizza Napoli. E lo sappiamo tutti che abbiamo votato l'idea, e delle persone sconosciute. Io sono rimasto sorpreso, fortemente deluso e oggi leggermente arrabbiato dal fatto che questa persona e altri con lui, dopo pochissimo, quindi tra il primo turno e il ballottaggio (Nuzzo fa riferimento alla richiesta di voti dei pizzarottiani all'ex Pdl nel ballottaggio contro Bernazzoli, ndr), abbia cambiato, e voi sapete quante inversioni di marcia abbia fatto rispetto agli impegni elettorali presi con la cittadinanza. Poi se posso permettermi: il fatto che un uomo ad un certo punto si volti per azzannare alla giugulare il padre (il riferimento è ad un indigesto “Grillo chi?” di Pizzarotti in diretta tv, ndr) per me è un elemento di distanza, e io prendo le distanze da questi consiglieri e dal sindaco. La sospensione era ora che arrivasse: con il nascondimento di un'informazione di garanzia il sindaco ha reciso quel canale di fiducia fondamentale tra un primo cittadino, un amministratore con i cittadini”. GUARDA L'INTERA VIDEOINTERVISTA A NUZZO  GUARDA IL SUO INTERVENTO IN SALA STAMPA
Mauro Nuzzo che vive una nemesi storica: tacitato in Consiglio rispetto ad un intervento che ha dovuto fare dai banchi dell'opposizione proprio di commento alla propria espulsione, è oggi il vero volto del M5S.
Chiosa feroce del grillino sull'assuefazione alla malapolitica: “in un paese normale un sindaco che nasconda ai cittadini un avviso di garanzia il mattino dopo va a casa, per vergogna e con ignominia: qui abbiamo un signore che va a ghignare nelle reti nazionali e poi decide di non discutere un fatto che coinvolge tutti”, commenta da M5S “old style”.
Non vuole passare da speculatore politico Ettore Manno, dei Comunisti italiani: “non è che non abbiamo di meglio da fare, anzi: è molto fitta, l'agenda politica. Vogliamo parlare di quanto accade a Pizzarotti perché sono queste le regole della democrazia, a meno che il sindaco non decida di prolungare una norma per cui i Consigli comunali non servono più a niente. Ho citato il senatore Ferrari perché allora, e c'erano maggioranze molto bulgare, lui dava lo stesso a tutti la possibilità di parlare, di discutere, di intervenire, perché ciò significava dare la possibilità a chi ha ricevuto il voto di dire la sua. Io credo che un sindaco che predilige la comunicazione 2.0 ma non concede quella istituzionale io credo non meriti più la fiducia dei cittadini di Parma”. GUARDA L'INTERVENTO DI MANNO
Giuseppe Pellacini ribadisce anche lui un concetto molto semplice (per tutti ma non per Marco Bosi, pare): “la magistratura ha ravvisato anomalie, il sindaco venga a dire come stanno le cose sul Regio e sui suoi vertici”.
Franco Cattabiani chiederà formalmente le dimissioni dell'assessore Laura Ferraris, “perché ha dimostrato in questi anni di non essere all'altezza del ruolo”. Strano: per Federico Pizzarotti è l'assessore più migliore della squadra (il riferimento è ad una celeberrima gaffe dell'assessora LEGGI ).
Riusciranno i nostri eroi a parlare nella sede opportuna di quanto viene discusso in ogni altro luogo nel resto dello stivale? Chissà, sognare non costa nulla.

IL TESTO INTEGRALE DELLA MOZIONE CHE I CONSIGLIERI CI HANNO INOLTRATO:
Oggetto: MOZIONE ex art. 30 c. 1 del regolamento del Consiglio Comunale diretta ad impegnare il Sindaco ad adottare atto di revoca dei consiglieri del CdA della Fondazione Teatro Regio oggetto di avvisi di garanzia e a rinnovare il CdA ricercando nuovi soci con diritto di voto
IL CONSIGLIO COMUNALE
PREMESSO:
che nel settembre 2014 la Fondazione Teatro Regio, in attuazione di una delibera del proprio CdA, ha pubblicato un avviso di ricognizione esplorativa per l’incarico di direttore generale della stessa Fondazione con scadenza, per la presentazione delle candidature, fissata per il 04/10/2014;
che tale bando, al punto 8, prevedeva la nomina di un’apposita Commissione Tecnica Consultiva per la selezione di una rosa di candidati a cui successivamente richiedere, quale ulteriore criterio di valutazione, l’elaborazione di “un progetto triennale orientato alla produzione di una proposta artistico-culturale”;
che la Fondazione si riservava la facoltà di scelta del Direttore generale sulla scorta del migliore tra i progetti presentati a esclusivo e insindacabile giudizio del proprio Consiglio di Amministrazione;
che tra le circa trenta domande presentate, la Commissione tecnica, presieduta dal Dott. Chiarot, selezionò una rosa di 7 candidati con idonei requisiti per la carica di direttore generale, sottoposta alle valutazioni del Consiglio di amministrazione della Fondazione Teatro Regio nella seduta del 26 novembre;
che ai sensi del citato punto 8 del bando, come suggerito in sede di Consiglio di amministrazione dalla stessa Commissione tecnica, si doveva procedere alla richiesta dell’elaborazione del progetto triennale da parte dei 7 candidati selezionati;
che la selezione finale del candidato e del progetto di sviluppo artistico-culturale era funzionale alla presentazione al Ministero dei Beni Artistici e Culturali, entro il 31 gennaio 2015, di un progetto triennale per accedere ai finanziamenti del Fondo Unico per lo Spettacolo;
che per ragioni mai adeguatamente motivate e mai chiarite pubblicamente da parte del Sindaco nonché presidente della Fondazione, il CdA, invece di procedere alla richiesta del progetto triennale secondo quanto previsto dal bando, deliberò nella successiva seduta del 4 dicembre di dichiarare chiusa senza esisto la procedura pubblica di selezione avviata con il bando;
che nella seduta del 26 gennaio il CdA della Fondazione Teatro Regio deliberava di assegnare l’incarico di direttore generale alla dott.ssa Anna Meo e di nominare consulente allo sviluppo e ai progetti speciali la dott.ssa Barbara Minghetti senza alcuna forma di selezione e opportuna valutazione di progetti artistico-culturali, come in precedenza previsto dal bando;
RILEVATO
che già a suo tempo fu evidenziato pubblicamente e da più parti l’anomalia e l’atipicità della procedura seguita per la nomina del Direttore Generale del Teatro Regio, priva di apparente logica e di motivazioni esplicite stringenti;
che ad oggi non sono mai stati esplicitati e dimostrati precisi e argomentati motivi e cause di interesse generale che giustifichino la decisione assunta dal CdA del Teatro Regio di dichiarare infruttuosa e chiusa senza esito la procedura di selezione pubblica e di individuare il nuovo Direttore con una nomina fiduciaria ad personam di un soggetto che non aveva partecipato alla selezione;
che a tutt’oggi non risulta altresì chiarito chi ha sviluppato, nel vuoto dirigenziale creatosi tra le dimissioni del precedente direttore Carlo Fontana e la nomina del nuovo direttore generale, il progetto triennale artistico-culturale necessario per accedere ai fondi FUS che doveva essere selezionato, insieme al direttore, con la procedura di selezione poi dichiarata chiusa senza esito;
CONSIDERATO
che in data 12/05/2016, da notizia pubblicata sulla Gazzetta di Parma, si è appreso che tutti i membri componenti l’allora CdA della Fondazione Teatro Regio (Federico Pizzarotti, Laura Maria Ferraris, Silvio Grimaldeschi, Marco Alberto Valenti, Giuseppe Albenzio) risultano indagati per reato di abuso di ufficio in merito alle decisioni assunte per la nomina del direttore generale della Fondazione, di cui in premessa;
che tale notizia è stata ripresa e rilanciata da tutti i giornali e i media nazionali creando grave nocumento all’immagine della Fondazione Teatro Regio e alla stessa città di Parma;
DATO ATTO:
che il consigliere della Fondazione Teatro Regio Giuseppe Albenzio, successivamente alla nomina del direttore generale, si è dimesso ed è stato sostituito dal consigliere Massimo Ambanelli che non ha partecipato in alcun modo alla delibera di nomina e non è pertanto oggetto di indagini al riguardo;
che lo Statuto della Fondazione Teatro Regio di Parma stabilisce (art.7 c.1) che il Consiglio di amministrazione è composto di 5 membri, di cui 1, il presidente, rappresentato dal Sindaco del Comune di Parma, 2 nominati dallo stesso Comune e 2 votati dall’assemblea dei soci, senza la partecipazione al voto del Comune di Parma (art.6 c.12);
che essendo il Comune di Parma l’unico socio con diritto di voto, anche i consiglieri di competenza dell’assemblea dei soci sono stati di fatto nominati dal Comune in difformità con le disposizioni dello statuto di cui sopra;
che in base all’art. 7 c.9 dello Statuto della Fondazione Teatro Regio di Parma i componenti del Consiglio di Amministrazione nominati dal Comune di Parma possono essere revocati durante il mandato dell’Ente;
PRESO ATTO
che si ritiene opportuno, a tutela dell’immagine del Teatro Regio e a migliore difesa degli interessati, procedere alla revoca dei componenti del Consiglio di amministrazione della Fondazione oggetto di indagini nominati dal Comune di Parma, in analogia con quanto già avvenuto per la società partecipata Parma Gestione Entrate;
che tale revoca non può applicarsi al Sindaco in quanto da statuto Presidente della Fondazione Teatro Regio di Parma;
che lo stesso, in attesa degli esiti delle indagini giudiziarie, può però autosospendersi e delegare le sue funzioni al Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione di nuova nomina, come da art. 9 dello Statuto;
che al fine di rilanciare il Teatro Regio e di rafforzare la governance della Fondazione, garantendo maggiore trasparenza e controllo interno e maggiore corrispondenza con lo Statuto, occorre vi sia uno sforzo corale affinché sia ampliata la base dei soci aderenti con diritto di voto coinvolgendo le principali istituzioni e forze economiche della città, a partire dalle Fondazioni bancarie, oggi socie benemerite senza diritto di voto;
che su queste auspicabili rinnovate basi sociali si dovrà poi procedere alla nomina del nuovo Consiglio di amministrazione;
Visto l’art. 30 del vigente Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale;
Per tutto quanto premesso e considerato
IMPEGNA IL SINDACO
a fare chiarezza a questo Consiglio ed alla Città circa le motivazioni e le cause di preminente interesse pubblico che hanno indotto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Regio a decidere di ritenere infruttuoso il risultato della selezione pubblica condotto dalla Commissione tecnica per la nomina del nuovo Direttore Generale del Teatro Regio, che pure aveva individuato sette candidati idonei, e a esplicitare quali siano stati i criteri oggettivi di valutazione che hanno indotto il Consiglio di Amministrazione alla nomina diretta a direttore di un soggetto che non aveva partecipato alla selezione;
a fare chiarezza per quali ragioni non ha informato il Consiglio comunale e la Città sul fatto che per la richiamata procedura di nomina del direttore della Fondazione Teatro Regio di Parma erano state avviate indagini per abuso d’ufficio da parte della magistratura con l’iscrizione nel registro degli indagati di tutti i membri dell’allora Consiglio di Amministrazione della Fondazione;
ad adottare atto di revoca dei membri del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Teatro Regio di Parma iscritti nel registro degli indagati per abuso di ufficio in merito alla nomina del direttore generale, nelle persone di Laura Maria Ferraris, Silvio Grimaldeschi, Marco Alberto Valenti, al fine di tutelare l’immagine del Teatro e a garanzia degli stessi indagati;
ad attivarsi insieme a tutte le forze politiche presenti in Consiglio comunale, alle istituzioni e alle forze economiche e sociali della città affinché sia ampliata la base dei soci della Fondazione Teatro Regio con diritto di voto;
a rinnovare il CdA della Fondazione Teatro Regio di Parma, auspicabilmente con il concorso di nuovi soci, e a delegare le proprie funzioni al nuovo vicepresidente della stessa in attesa della chiusura e degli esiti delle indagini giudiziarie
I Consiglieri comunali

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