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Ospedale Maggiore medicinali farmaciUn altro luminare dell’azienda ospedaliero universitaria di Parma é stato coinvolto in un nuovo scandalo. Dopo il caso Fanelli, un'altra testa è caduta. Aspettando le conclusuoni delle indagini in corso, accettando la presunzione d'innocenza fino a sentenza definitiva, grazie ad una denuncia, almeno così si legge sui media, da parte di un medico, sembrerebbe riapparire lo spettro dello scandalo, corruzione, minacce, tangenti.

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Lasciamo che la “Giustizia” faccia il suo corso ed accerti la verità sui fatti, ma ciò che emergerebbe, a sentire all'autorità giidiziaria, un sistema, sempre il solito, di corruzione, minacce, coinvolgimento di Aziende farmaceutiche anche di prestigio internazionale, e di medici dirigenti compiacenti. 7 le regioni coinvolte.

Di nuovo sotto la lente d'ingrandimento il sistema manageriale pubblico ed imprese private, l'interesse personale a discapito di un bene pubblico di tutti, la sanità. Di nuovo un singolo, con la compiacenza di pochi, approfitta per fini personali a discapito di un diritto sancito dalla costituzione, il diritto alla salute collettiva.

Ribadiamo con maggior forza, come un anno fa, che questo è il momento di smantellare il sistema manageriale aziendale e promuovere l'autogestione da parte di tutti i lavoratori, dai medici agli addetti alle pulizie, alla gestione dell'azienda ospedaliera.

Esprimiamo piena solidarietà a tutti i lavoratori non coinvolti nella spiacevole vicenda, e che sono la parte maggioritaria e che ogni giorno, con umiltà e professionalità, svolgono le proprie funzioni per l'interesse della salute dei singoli cittadini utenti.

Parma, 5 ottobre 2018

USIS-CIT PARMA

USI-CIT PARMA

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