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Prostituzione tratta schiavi prostituzioneE’ piuttosto interessante la riflessione sollevata da Fabrizio Pezzuto in Consiglio comunale, ancorché schiacciata dal ridicolo teatrino che, come sempre, Effetto Parma e Lega (da mesi impegnati ad accreditarsi reciprocamente con finte liti abbastanza penose da osservare).
L’oggetto della comunicazione prende vita da una recente operazione di pubblica sicurezza: la chiusura di 22 centri massaggi “cinesi”, nei quali si praticava esplicitamente la prostituzione.

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Di “riduzione in schiavitù” parla espressamente il Consigliere di Parma Unita, rispetto a quelle donne “importate” dalla Cina per il piacere del maschio parmense, impacchettate in appartamenti e liberate solo quando dentro ai centri massaggi e per il tempo strettamente necessario allo svolgimento delle funzioni assegnate. Degli oggetti, e niente più, agli occhi di sfruttatori e clienti.
“Sono amareggiato – ha dichiarato Pezzuto durante la comunicazione alla giunta – perché erano ben 22 i luoghi diversi in cui avveniva, formalmente accettata, questa riduzione in schiavitù”. Il Consigliere ha anche pungolato su un secondo punto, tutto politico, interessante: in questa città, ha sinteticamente detto, ci si concentra molto sul fenomeno della diffusione delle droghe e si tollera la violenza sul corpo delle donne. Si effettuano controlli incisivi e puntuali nel settore alimentare (la chiusura di questo o quel kebabbaro sono musica per le orecchie dell’assessore Cristiano Casa, ndr), ma non si ritiene di utilizzare la Polizia Municipale per verificare quanto accade in luoghi di sfruttamento. Dalle sue parole deriva una considerazione: la perizia nel confezionamento di un kebab vale meno dello stupro dietro pagamento di tariffa di una donna schiavizzata. C’è tutto un triste modo di intendere la società, dietro a questo utilizzo di Polizia Municipale e ufficio stampa del Comune.

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