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ZFoto Volantino Schermata del 2018 08 27 12 38 28Il PD, da tempo oramai, è diventato sinonimo di concetti negativi ed immorali, o nel migliore dei casi oggetto di scherno. E’ un dato di fatto. Questa caduta degli dei è avvenuta per fattori piuttosto diversi tra loro, e in una buona parte dei casi per colpe dirette dei propri vertici, protagonisti di manovre tutt’altro che limpide, particolarmente stridenti in quest’epoca di comunicazione esasperata, più o meno social.
Un esempio minimale, ma a suo modo narrativo, ha riguardato certamente Fabrizia Dalcò. La tizia è stata esponente di primo piano di una corrente dei dem, abbastanza vicina all’area pagliariana, ormai agonizzante in quanto renzianerrima.
Ad un certo punto, alla chetichella e senza dare la minima spiegazione agli iscritti, la Dalcò sostenne non il candidato ufficiale del PD alle ultime amministrative (Paolo Scarpa) e nemmeno quello ufficioso (Federico Pizzarotti), ma un terzo candidato, quel Luigi Alfieri ricordato dai più essenzialmente per le frecce rosse su ignoti ciclisti in via dei Mille ( LEGGI ).
Questa scelta politica della signora Dalcò avrebbe meritato una spiegazione pubblica ed una presa di posizione del partito di Matteo Renzi, e ciò non avvenne.
Immaginatevi se Nadia Buetto (citiamo un esponente politico pizzarottiano noto, tanto per semplicità) invece che sostenere il candidato di Effetto Parma avesse caldeggiato, sempre per fare un esempio, la leghista Laura Cavandoli, o se il salviniano Maurizio Campari avesse sostenuto Paolo Scarpa: è evidente che la “base” avrebbe preteso delle spiegazioni, o che i vertici si sarebbero in ogni caso sentiti nell’obbligo di fornirle.
Così non è stato per il PD parmense, che successivamente ad un nostro articolo ( LEGGI ) si è limitato a far sparire l’opinabile nome dall’elenco ( LEGGI ), senza ritenere che una delucidazione in merito fosse necessaria. E stiamo parlando della Segreteria Provinciale, quindi dell’organismo collegiale per eccellenza, in un territorio.
Poi, nel medesimo silenzio, oplà: ecco ricomparire Fabrizia Dalcò nell’elenco ( FONTE ). La quale nel mentre è approdata alla corte di Pizzarotti ( LEGGI ) assieme ad altri esponenti democratici ( LEGGI ).
Il punto della questione non è, come già scritto, la liceità di una scelta politica, ma la trasparenza e i motivi più o meno reconditi per la quale la stessa è stata compiuta. La Lega prenderà Parma, questo genere di dinamiche è uno dei motivi per cui ciò avverrà.

POSTILLA:
siamo stati contattati dalla signora Dalcò, che ci ha chiesto di ritrattare l’articolo, affermando che semplicemente il sito del PD non è aggiornato. Il che è assolutamente impossibile: abbiamo conservato lo screenshot del primo articolo, nel quale il suo nome compare nella lista degli esponenti della segreteria provinciale, quello del secondo articolo, nel quale il nome compare, e quello del terzo articolo, nel quale ricompare. La fonte è l’organo ufficiale del Partito Democratico, non un sito terzo che abbia dato la notizia: in esso lei viene dichiarata rappresentante e facente parte non soltanto del partito ma anche degli organismi collegiali, ed è un dato di fatto ineludibile. Come l’altra parte dell’articolo, quella relativa alla trasparenza: in nessun momento il Partito Democratico o la signora hanno ritenuto di rendere pubbliche, con diffusione alla stampa, le scelte politiche connotanti questa vicenda. Il che, come scritto, narra.

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