0
0
0
s2smodern

Disabile mano su ruota carrozzinaLa denuncia di Liberi e Uguali di Parma: quote salate per i redditi medi e rimangono le liste d’attesa

Parma, 9 agosto 2018 –“Il Comune di Parma ha di recente assunto un nuovo orientamento sulle politiche di assistenza per le persone disabili non autosufficienti, decisione che Liberi e Uguali –Parma non condivide e di cui denunciamo tutti i rischi – dichiara Mirella Caffettani di “Articolo1-Mdp” e Riccardo Righelli di “Sinistra Italiana”– Saranno le famiglie a pagare il costo del servizio, che potrebbe arrivare anche a somme ragguardevoli (800-1300 euro al mese) per le persone con disabilità che superano una soglia di reddito medio. Non c’è alcun impegno da parte del Comune per azzerare le liste d’attesa né per migliorare la qualità dei locali in cui i servizi vengono resi, che in alcuni casi ne avrebbero davvero bisogno.”

Fino ad ora, il Comune di Parma aveva sempre assicurato la copertura quasi totale dei costi sia per quanto riguarda la frequenza a strutture residenziali sia per quanto riguarda quella a strutture diurne, lasciando in capo alle persone con disabilità una quota di compartecipazione marginale, correlata ai costi dei pasti e trasporti per i servizi diurni e di pasti e servizio alberghiero per i residenziali.
Ora restano a carico del Comune solo le spese per i casi di famiglie con situazione economica difficile.
L’impegno delle associazioni delle famiglie ha parzialmente permesso di limitare l’impatto delle scelte del Comune di Parma, ma solo per quanto riguarda i servizi residenziali.

“Liberi e Uguali- Parma chiede che il Comune compia scelte politiche e di bilancio che mettano al primo posto i diritti delle persone più deboli – affermano ancora Caffettani e Righelli – Non accettiamo la giustificazione delle risorse limitate a disposizione: le priorità di bilancio sono materia esclusiva della politica, e dunque nella piena facoltà di scelta dell’Amministrazione. Contestiamo anche la cultura politica che questa decisione esprime: sarebbe come se per frequentare la scuola pubblica venisse richiesto alla famiglie degli alunni di pagare non solo la retta della mensa e le spese di trasporto, ma una parte degli stipendi degli insegnanti. Occorre considerare i costi enormi che una famiglia con una persona con disabilità non autosufficiente deve sostenere: assistenza domiciliare nelle ore non coperte dal servizio, rinuncia al lavoro da parte di componenti la famiglia per garantire assistenza e molto altro. Il risultato potrebbe essere la rinuncia delle famiglie ai servizi domiciliari, e anche una maggiore richiesta di servizi residenziali. Riteniamo grave anche che la Regione Emilia-Romagna abbia finora fornito indirizzi che lasciano margini interpretativi tali da creare discriminazioni tra cittadini residenti in comuni diversi. ”

Sostieni Rossoparma con una donazione