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Inceneritore boschetto alberi spogliE' da tempo che il sottoscritto, e ben prima di me Roberto Ghiretti, denuncia il fatto che sull'inceneritore di Ugozzolo, Iren,, fino ad oggi con il benestare silenzioso dell'Amministrazione comunale, stia portando avanti il progetto di far lavorare l'impianto a pieno regime e alla massima capacità di smaltimento.
Il tutto sempre in barba alle promesse di non accogliere rifiuti da fuori provincia, e cercando sempre di superare i limiti stabiliti a livello regionale, come accaduto già nel 2016 e nel 2017, quando il termovalorizzatore è arrivato a smaltire oltre 150mila tonnellate. Comportamento legittimo dall’azienda che deve massimizzare gli utili, ma che suscita diverse riflessioni.

In questi anni in cui il tema inceneritore è letteralmente passato sopra la testa dei cittadini tradendo tutte le aspettative di chi nel 2012 era convinto di votare anche per fermare l'eco mostro, pochi di quelli che potevano incidere e fare opinione si sono interessati attivamente a quanto stava succedendo e solo oggi che il Comune di Parma sembra invocare uno stop a Iren assistiamo a un fiorire di prese di posizione.

Bene, in ogni caso considero questo un fatto positivo. Ora però qualche domanda a Pizzarotti e alla sua amministrazione bisognerà pur farla visto che governa la città da ormai sei anni e ha una persona che su indicazione del Comune di Parma siede nel Consiglio di amministrazione della Multiutility.

Io, nel mio piccolo, vorrei chiedere cosa stia facendo questo nostro rappresentante, vorrei chiedere se ha riferito tempestivamente rispetto al progetto di funzionamento dell'impianto a pieno regime, vorrei chiedere se ha fatto sentire la propria voce nelle sedi deputate in ossequio ad indicazioni che immagino saranno arrivate dal socio Comune di Parma.

E poi vorrei capire una volta per tutte se Iren è dalla parte di Parma e dei suoi cittadini o se considera il nostro come un territorio di conquista, da sfruttare come i primi colonizzatori fecero con l'America, regalando qualche perlina qua e là ai frastornati abitanti. “Perline” che, fuor di metafora, sono assimilabili nel nostro caso a quel confuso miscuglio di sponsorizzazioni e donazioni liberali che vediamo arrivare annualmente, puntuali come le tasse.

E qui arriviamo al Sindaco, al quale vorrei chiedere se ritiene che un giorno sarà costretto a decidere da che parte stare, smettendo finalmente i panni dell'uomo di potere o del barricadero a seconda delle opportunità e delle convenienze. Non ho dimenticato la sua uscita, alla Festa dell’Unità di Reggio, in cui teorizzava tranquillamente l’accoglimento dei rifiuti reggiani in base ad una logica ineluttabile che, all’improvviso, sembra aver deciso di avversare.

Infine a Parma vorrei chiedere di cominciare a porre lei queste domande, perché fin quando lo fa l'umile consigliere comunale Fabrizio Pezzuto di Parma Unita è un conto, ma se a muoversi fosse la città intera ebbene credo che le risposte comincerebbero ad arrivare e forse anche qualche ravvedimento in zona Cesarini da parte di qualcuno dei troppi attori che sui rifiuti in questa città hanno giocato una partita tutt'altro che coerente.

Insomma se smaltire 190 mila tonnellate di rifiuti nel cuore della nostra Food Valley, per altro nel momento in cui raggiungiamo l'80% di raccolta differenziata, ci pare quanto meno una presa in giro è certamente il caso di unirci oggi al Comune nel dire “no” a Iren. Salvo poi cominciare da domani a vigilare e chiedere conto di tutto quello che avverrà nei prossimi mesi, perché quel “no” non può e non deve essere di facciata, ma deve essere sostanza, passione e attenzione alla nostra città. Proprio quello che è mancato dal 2012 a oggi. Se così sarà, se sarà battaglia vera, nelle sedi giuste e con i mezzi giusti, saremo sicuramente al fianco del Sindaco, ma nessuna apertura di credito in bianco.

Fabrizio Pezzuto
Parma Unita- Centristi

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