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Teleriscaldamento lavori stradali escavatoreAleggia sul capo di Pizzarotti, la questione del teleriscaldamento, e in fondo in fondo ne racconta l’etica.

Sostanzialmente accade questo: la rete di teleriscaldamento era uno dei “pezzi” del progetto di costruzione dell’inceneritore di Ugozzolo. In effetti era, ad essere precisi, il pezzo che ne avvallava l’opinabile termine di “termovalorizzatore”. Per molti anni l’opera di stesura è proceduta a rilento, e anche oggi, in realtà, non è che marci a passo spedito.
Di chi è la rete? In altre parole: chi è il proprietario dei “tubi”? Non è una domanda da poco, ballano attorno alla risposta tante centinaia di milioni di euro da poter coprire interamente lo stato debitorio di Comune e partecipate del “sistema Parma”, e avanzerebbero comunque un pacco di soldi. Presenti e futuri. Perché chiaramente se la rete è di Iren, è il Comune di Parma a dover eventualmente pagare un affitto per il servizio, in caso contrario è Iren che deve pagare una cifra da capogiro per l’utilizzo della rete.
A sollevare per primo la questione è stato l’avvocato Arrigo Allegri ( LEGGI ), che ha fatto esposti ad ogni organismo competente, non ultimo l’Anac di Raffaele Cantone ( LEGGI ). In Consiglio comunale, invece, a martellare con maggiore frequenza è stato l’oggi “pensionato della politica” Roberto Ghiretti ( LEGGI LEGGI ), che ha a più riprese battibeccato con il primo cittadino di Parma e forse anche per questo è stato “bruciato” dai salotti buoni della città. Iren, del resto, non è una multiutility: è un vero e proprio atto di Fedez ( LEGGI ). A Ghiretti si sono volentieri accodati i due grillini dissidenti Nuzzo e Savani (oggi al governo con la Lega, perché erano “di sinistra”), che a loro volta hanno sovente rintuzzato la giunta grillina, quindi ex grillina ( LEGGI ).
Ad un certo punto sulla scena politica è comparso l’evocato Raffaele Cantone, che ha intimato a Pizzarotti di procedere in sede legale a tutela del cittadino parmigiano e delle casse dell’ente di piazza Garibaldi. Interrogato su ciò sempre da Ghiretti (poi anche dal PD), Pizzarotti rispose, in un’assise pubblica ed in diretta streaming, mica al bar durante una briscola, che Anac poteva sostenere ciò che voleva, ma che non aveva particolari poteri nella faccenda. A dare man forte al sindaco anche l’assessore al Bilancio Marco Ferretti.
Raffaele Cantone , convinto della bontà dei rilievi sollevati da Arrigo Allegri ( LEGGI ), convocò quindi a Roma Pizzarotti, spiegandogli non solo che di poteri ne aveva a iosa, ma anche quale “culo” gli avrebbe fatto se non avesse modificato linea sull’argomento: per certe scemenze c’è il penale e la responsabilità diretta, era necessario ne fosse consapevole ( LEGGI ).
Pizzarotti piegò il capo ( LEGGI ), e diede inizio ad un blando tentativo di azione legale. Sulla faccenda calo un fitto silenzio.
Ieri, in Consiglio comunale, il gruppo Pd ha chiesto conto della questione, volendo capire tra dichiarazioni in un senso e atti di delibera nell’altro, quale fosse l’attuale “linea” dell’amministrazione comunale. La risposta di Pizzarotti è stata persino più ridicola del solito, agli occhi di chi lo abbia negli anni sentito intervenire sul tema. “Ecce homo”, verrebbe da dire volendola buttare sul ridere.
L’interrogazione letta da Lavagetto, va detto, si riferisce ad una deliberazione comunale del 9 giugno 2017, quindi a poche ore dal voto del primo turno delle amministrative (prima giunta Pizzarotti, in altre parole). In essa, come letto da Lavagetto, l’amministrazione prendeva atto della “natura pubblica del teleriscaldamento” e “stante la natura pubblica dell’opera essa non può essere affidata direttamente ad Iren ma deve essere oggetto di gara ad evidenza pubblica”. Iren, per parte sua, “aveva rifiutato nel dicembre 2016 di sottoscrivere una convenzione per l’utilizzo del sottosuolo, avendo affermato la stessa di aver realizzato a proprie spese la rete e di esserne sostanzialmente la proprietaria”. Le frasi di Lavagetto sono estrapolate dalla deliberazione del 9 giugno. Come conseguenza la giunta individuava la necessità di mettere in atto un’azione di accertamento inerente la proprietà delle reti innanzi all’autorità giudiziaria.
Un particolare importante invece, dell’intervento del capogruppo Pd, è quella della richiesta di una Commissione interamente dedicata al tema, che nei mesi non ha trovato alcuna risposta: del resto, chi ha tempo per una Commissione su un bene da 7-800 milioni di euro, quando ci sono così tanti concerti di vip della musica da organizzare (alcuni con i soldi del mainsponsor Iren)?
Altro particolare interamente di Lavagetto è quello riguardante le tariffe applicate da Iren ai condomini raggiunti dalla rete, oggetto di lamentela da parte di parecchi parmigiani: “le stesse tariffe non sembrano essere soggette ad alcun elemento di controllo”.
Altra domanda: “quali erano le considerazioni svolte da Anac nella delibera 14 del 2015 e nelle successive note in merito alla natura della rete, alla libera concorrenza e alla libertà di esercizio delle reti?”.
LA RISPOSTA DI PIZZAROTTI: l’uomo che si alzò a suo tempo in piedi per dare dell’ignorante a Nuzzo, sottolineando che esso era rimasto indietro mentre lui (Pizzarotti l’umile LEGGI LEGGI ) aveva studiato, si era elevato ( LEGGI ), e che aveva sommerso di offese Ghiretti, reo di chiedere per primo conto della tutela delle tasche del cittadino, oggi fischietta indifferente, modificando bellamente il “ricordo” dell’iter e facendosi promotore delle iniziative di rivalsa verso Iren. Uno spettacolo francamente stucchevole.
Le considerazioni dell’Anac? Pur con tutto il carteggio che abbiamo fatto con Anac è evidente che, a causa della modifica delle norme, a causa della modifica dello status delle diverse società che sono partite da Amnu e sono diventate Iren, sono cambiate le interpretazioni di chi facesse cosa e quindi c’era un casino in termini di rete di teleriscaldamento. Noi però avevamo fatto una proposta : visto che c’era qualcuno che aveva fatto dei lavori, si fa fatica a dire “me lo dai, peccato” e avevamo elaborato una proposta che fosse per il pagamento della rete, c’è la concessione a chi ha fatto la rete per un tempo congruo all’ammortamento, come se lo avessero fatto per conto del Comune, in modo parallelo alle autostrade. Anac ha detto che non entra nel merito, ma ha ribadito che l’opera è pubblica, dicendoci di trovare una quadra. Questo determina già oggi una confusione sull’allunghiamo le linee del teleriscaldamento: chi lo fa? Ce lo chiedono? Glielo concediamo? Chi paga? Capiranno i legali dove sta la verità”.
“La questione delle tariffe: non entro nel merito tanto delle tariffe. Sono d’accordo però sulla libertà: io devo avere sia l’allaccio ipotetico del teleriscaldamento, ma anche il gas e io cittadino sceglierò se mi piace attaccarmi il tubo al teleriscaldamento o se voglio, a parità di condominio, avere la mia caldaietta perché mi piace la caldaia”.
REPLICA DI LAVAGETTO: “devo dire che quest’ultimo punto rimane comunque irrisolto, e anche: se il teleriscaldamento è stato concepito come opera di mitigazione e compensazione, nel momento in cui non viene svolto adeguatamente credo sia un problema di cui l’amministrazione debba occuparsi quanto prima. La prima deliberazione di Anac sull’argomento è del 2015, e per quanto la difficoltà spieghi in parte i tempi, va detto che sono comunque passati 3 anni, anche nell’ambito di una negoziazione mi pare che la celerità non sia stata una caratteristica dell’amministrazione. Chiederei anche se nel futuro possiamo avere più velocità nel confronto, perché per avere questo siamo partiti nel settembre dell’anno scorso con una richiesta e ci ritroviamo oggi con una interrogazione figlia di un accesso agli atti che ci ha messo 80 giorni ad essere risolto (il limite di legge sarebbe 15, ndr)”.
In realtà, quando a Parma c’era un’opposizione, si sarebbero udite una serie di domande decisamente più probanti.
La prima: di che diamine di cambio di norme parla, Pizzarotti? Nessuna legge è cambiata di granché, in merito a quell’accordo di programma: Iren si impegnava, in cambio del permesso a costruire l’inceneritore, a dare a Parma la rete di teleriscaldamento: che c’è da capire in un procedimento mentale tanto semplice?
La seconda: come si è permesso Pizzarotti di tentare di “ammortare” le spese sostenute da un’azienda privata che ha con l’ente pubblico un accordo stipulato legalmente? La funzione di Pizzarotti è quella di tutelare i cittadini o il cda di Iren?
La terza: perché Pizzarotti si preoccupa di chiedersi a chi spetti il proseguimento della costruzione della rete di teleriscaldamento? Compete ad Iren, e un sindaco deve intimare alla società di eseguire il lavoro a regola d’arte, pena azioni di rivalsa milionarie.
Insomma, non ci siamo. Pare quasi che la minoranza consigliare prosegua a mendicare qualcosa che va imposto, cioè il rendere conto. Sembra scusarsi di un’interrogazione che invece è tardiva e sacrosanta. In passato, quando l’accesso agli atti è arrivato con alcuni giorni di ritardo rispetto ai limiti di legge, c’è chi ha minacciato di andare in Procura, ottenendo ben altra attenzione.
Il teleriscaldamento resta il tema aperto della politica locale, ed il campo di prova di alcuni concetti basilari: l’etica, il coraggio della denuncia, l’urgenza interiore di tutelare i propri concittadini.
Chi ha il coraggio di mettere alle strette Iren sul tema dà alcune risposte, su questi temi. Chi non lo fa ne da altre.

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