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Sport nuoto piscinaUn bando “strano”, quello oggetto della determina dirigenziale 1233 a firma della dirigente Loretta Aimi: con esso, sostanzialmente, si raccolgono le candidature per l’utilizzo degli spazi in acqua di alcuni dei principali impianti natatori del Comune di Parma. Parliamo delle piscine di via Moletolo (G.Onesti), di via Zarotto (G.Ferrari), di via Pellico (U.Corazza), del Campus (E. Negri) e del più piccolo e vetusto impianto di via Piacenza (Caduti di Brema).
Perché “strano”? Bé, essenzialmente perché la durata del bando è di appena un anno, e questa è prassi molto recente: usualmente i bandi di concessione vengono immaginati pluriennali per dare alle società vincenti la possibilità di programmare le attività quantomeno nel medio periodo. Ciò si traduce per esempio nella creazione delle scuole giovanili, o nell’investimento in esse.
Una spiegazione di questo approccio potrebbe stare nell’espressione utilizzata nella determina, laddove si legge che “la gestione degli impianti sportivi comunali al coperto deve essere improntata a criteri di efficienza ed economicità tesa alla realizzazione delle finalità istituzionali di formazione e sviluppo della pratica sportiva”. E questo ci conduce dritti dritti alla visione di questa giunta comunale in merito alla pratica sportiva: impossibilità di fare programmazione, focus sull’”economicità”. Narrativo.
Da oggi al 20 giugno, comunque, sarà possibile richiedere gli spazi acqua in questione, e vedremo chi se li aggiudicherà.
Efsa piscinaIn tutto ciò, a dispetto delle dichiarazioni reiterate della medesima giunta comunale, del famoso bando di gara per la gestione dell’impianto di via Giulio Cesare ancora non si ha notizia: soldi pubblici spesi ormai due anni fa perché il Coni, forte delle proprie competenze, “disegnasse” il bando e ad oggi quella struttura è abbandonata a sé stessa.

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I campi da calcetto ad essa collegati sono fortunatamente utilizzati da ragazzi vogliosi di giocare a pallone ma a corto di denaro: un po’ come si faceva un tempo, fatto un buco nella recinzione, i giovani si portano sotto le porte e cominciano a palleggiare. Musica accesa ad alto volume, qualcosa da bere e voglia di scartare come il campione preferito.
Ok, è vero: non sarebbe un’azione da incoraggiare, in condizioni normali. Ma stiamo parlando della Parma di Federico Pizzarotti e dell’assessore Marco Bosi, non dimentichiamolo. Se partiamo da questo assunto, se l’alternativa è il degrado da inutilizzo che caratterizza tante altre infrastrutture cittadine (ponte Nord su tutte)...evviva i portoghesi del calcetto.

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