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Usi Ait Corteo I Maggio bandiere Cub e KurdistanUn I° Maggio decisamente riuscito, quello organizzato dai sindacati di base e guidato dall’Usi-Ait.

Un corteo mai tanto diverso da quello dei confederali, caratterizzato da autorità, funzionari della triplice e concertone acchiappaclic: in piazzale Rondani si sono presentati tutti gratis, per un sentimento di appartenenza e partecipazione. In una città ogni giorno più infighettata, popolata da adulti-adolescenti individualisti e egoici, una bella ventata di aria fresca, non c'è che dire.
“ Per noi è una scommessa tutti gli anni – ci racconta Massimiliano Ilari, esponente di Usi-Ait e di Ateneo Libertario – il rappresentare il nostro 1 Maggio libertario, perché il mondo pare andare da tutta un’altra parte, sia dal punto di vista della svendita dei diritti che dal punto di vista dell’individualismo più becero. Le persone oggi non riescono a trovare nell’altro un aiuto, un sostegno.

Usi Ait Massimiliano Ilari Barricate I Maggio 2018E’ per questo che per noi è una scommessa, perché mentre il mondo sta andando dalla parte che vuole il liberismo, dalla parte che vogliono i padroni, cioé l’avere tanti soggetti disgregati che non hanno il minimo senso di classe per poterli sfruttare meglio, noi tutti gli anni proviamo a portare i nostri contenuti, che sono quelli di un mondo diverso, di un mondo libero di uguali. Proviamo anche a proporre il nostro modello sindacale, fatto di lotte condotte direttamente dai lavoratori e senza funzionari stipendiati. Siamo boicottati praticamente da tutti, e questo da un lato dispiace, ma dall’altro ci dice che la strada è quella giusta, perché se sei boicottato dal potere o da chi contesta il potere perché vorrebbe essere al suo posto, significa che la strada che abbiamo intrapreso è quella che va bene”.

GUARDA L'INTRVISTA INTEGRALE A MASSIMILIANO ILARI
Nella realtà sono in tanti a dimostrarsi refrattari alla chiamata dei padroni, ed il corteo piano piano si forma, diretto all’Unione Industriali.
Lì l’UPI diventa oggetto della satira di Massimo “Franzo” Franzoni, che si dimette ironicamente da esponente Usi-Ait, dato che nemmeno quest’anno il padronato è uscito per dibattere, discutere di soluzioni, per offrire un caffè, qualcosa.
Antifascismo monumento partigiano bandiere anarchia“Un padronato – ha detto – cui dobbiamo dire grazie: loro non hanno mai smesso di farla, la lotta di classe!”

GUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE DI MICHELE "FRANZO" FRANZONI


Al monumento del Partigiano di piazzale della Pace il momento degli interventi veri e propri, che sono iniziati da Giovanni Cippo, esponente del sindacato Cub.
“Noi abbiamo un aumento dei morti sui luoghi di lavoro – ha detto -, c’è sempre qualche motivo in più per il quale la gente muore in fabbrica. Ci sono migliaia e migliaia di posti di lavoro che rischiano di saltare, ci sono le maestre, 50 mila in Italia, che per decreto perderanno il posto di lavoro, ci sono contratti in peggioramento costante. E ci sono le pensioni: noi saremo i poveri di domani, e per i nostri figli sarà peggio ancora, perché ci sarà chi non raggiungerà neanche l’età della pensione. E le politiche che cosa fanno? Il contrario di quello che dovrebbero fare”.

GUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE DI GIOVANNI CIPPO DI CUB


ZFoto protesta maestri licenziatiLe maestre, per l’appunto. Una vicenda ignobile, assolutamente italiana (e non è un complimento). Fondamentalmente è accaduto questo: molti anni fa le maestre potevano entrare in graduatoria con il diploma magistrale. Facevi le superiori, cominciavi a fare le prime sostituzioni, le prime supplenze, e intanto accumulavi punti in graduatoria. Poi, più recentemente, si è deciso che per fare la maestra ci volesse una laurea. Capiamoci: per “recentemente” intendiamo le diplomate del 2001-2002, quindi 16 anni fa. Quelle che ci sono rimaste in mezzo? Lo Stato ha riconosciuto la loro professionalità in un primo momento, sancendo che il diploma magistrale fosse abilitante, ma poco dopo stabilendo che per entrare in graduatoria esso non fosse sufficiente. Un po’ come dire che ti riconoscano la patente, ma solo se guidi nel giardino di casa tua, per capirci.
Alcune, in passato, hanno fatto ricorso, ed il Consiglio di Stato ha dato loro ragione, consentendo loro di diventare di ruolo. Successivamente un secondo “treno” ha presentato sostanzialmente il medesimo ricorso, e l’avvocatura di Stato ha dato loro torto.
ZFoto protesta maestri licenziati aIl risultato? 2.000 disoccupate (operiamo una sorta di linguaggio di genere: le maestre sono quasi tutte donne, usiamo il femminile) d’emblée, altre 5.600 verranno estromesse dal ruolo nel medio periodo. Ma è di 40-50 mila il bacino delle “fregate” dalle contraddizioni del sistema giuridico italico, e stiamo parlando di lavoratrici che tirano su i nostri figli da 15 o 20 anni, in alcuni casi.
Un riassunto, per propria natura, tende a semplificare situazioni complesse: lasciamo alle dirette interessate (rappresentanti regionali delle maestre inserite in GAE) una esposizione certamente più completa ed esaustiva. Ne riportiamo gli interventi integrali.

GUARDA IL PRIMO INTERVENTO DELLE MAESTRE

GUARDA IL SECONDO INTERVENTO DELLE MAESTRE

GUARDA IL TERZO INTERVENTO DELLE MAESTRE


La parola è stata quindi data a Serkan Xozatli, esponente della comunità curda di Parma, che ha lanciato un sentito appello alla fine dei massacri in quell’area della terra e alla vicinanza alle sofferenze di quel popolo, massacrato impunemente dai dittatori di mezzo Medio-Oriente (anche se i mandanti, a ben guardare, siamo soprattutto noi).

Usi Ait Massimiliano Ilari Barricate I Maggio 2018 bGUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE DI SERKAN
A concludere lo spazio oratorio è stato Lorenzo Coniglione, che i parmigiani hanno conosciuto in passato per svariate iniziative, tra le quali la presentazione di Umanità Nova, il periodico anarchico.
“ Con la lotta, e non per concessione del padrone – ha detto al microfono – abbiamo abbassato l’orario di lavoro, ma a noi non basta: il frutto di quelle 40 ore settimanali a chi vanno? Vanno a noi forse? No, non è assolutamente così: buona parte di quel che noi produciamo va nelle tasche del padronato. Composto dagli stessi che poi ci vengono a parlare di flessibilità, di aumento della produzione perché c’è la crisi. Ma per chi è che c’è la crisi? Io non ho mai visto un padrone in cassa integrazione, non l’ho mai visto in mobilità, non l’ho mai visto finire in mezzo ad una strada o dormire in un’auto. Vediamo banalmente le macchine che hanno, o in che case abitano, e facciamo in fretta a fare i conti della serva e a capire quale differenza ci sia con la nostra condizione di vita”.

GUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE DI LORENZO CONIGLIONE


Tutto attorno a Lorenzo la “platea” dei passanti, insofferenti e ironici all’inizio e piuttosto attenti verso la fine: che il sospetto di essere inchiappettati e contenti li abbia colti, nello svolgersi degli interventi? E’ una speranza.
Usi Ait Massimiliano Ilari Barricate I Maggio 2018 cIl corteo riprende la propria marcia nei borghetti del centro, destinazione borgo del Naviglio: come da tradizione si va ad omaggiare la lapide dedicata ad Antonio Cieri, “padre” dell’anarchia parmigiana ed eroe delle Barricate antifasciste. Posato un fiore, cantati gli ultimi cori, il gruppo si è spostato al parco Pellegrini, per una mangiata in compagnia: nessuna band è stata strapagata, nessun sindacalista è in corteo per perorare il prolungamento del proprio distacco...solo compagne e compagni desiderosi di stare assieme e di porgere un modo alternativo ed antico di militare politicamente. In questa Parma, un bene preziosissimo e raro.

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