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Stefano Bonaccini Federico Pizzarotti foto orrida DIRE"CHE ERRORE CASINI A BOLOGNA; PER REGIONALI NESSUN INTERLOCUTORE" 

"Nessun interlocutore privilegiato" in vista delle regionali del 2019 in Emilia-Romagna. L'avviso e' del sindaco di Parma Federico Pizzarotti, promotore di Italia in Comune, della lista dei sindaci 'civici'. Malgrado il centrodestra e i 5 stelle lo considerino gia' di fatto un alleato del Pd (a Parma qualche giorno fa i dem hanno votato il reddito di solidarieta' comunale con la maggioranza), Pizzarotti chiarisce: per le regionali "ci sono tanti sindaci civici che mi hanno contattato. E' un percorso che vedo facile, ma non c'e' nessun interlocutore privilegiato. Sulla base di chi sara' in lista decideremo come e in che modalita' proporci. Non e' una decisione che verra' presa da me, ma decidera' chi ci sara' in maniera assembleare". Parole parecchio caute, dopo le aperture molto decise arrivate dal governatore Stefano Bonaccini e dal sindaco di Bologna Virginio Merola.
Dialogando questa mattina sull'emittente bolognese Punto Radio con l'ex consigliere regionale della Lega Manes Bernardini (oggi leader dei civici di Insieme Bologna) Pizzarotti si e' soffermato anche sul sistema elettorale, a turno 'secco', delle regionali, assai diverso da quello col ballottaggio per l'elezione dei sindaci. Per Bernardini questo sistema potrebbe svantaggiare una piccola lista che deve farsi largo, ma Pizzarotti non e' del tutto d'accordo. "Anche il doppio turno- osserva- non sempre agevola ragionamenti politici ampi, ma va a penalizzare chi ha dei nemici. A Parma in tutte e due le tornate elettorali, 2012 e 2017, ci hanno votato al secondo turno tutti quelli che non sopportavano il Pd. Questo e' un conto da fare".
Quanto alle comunali del prossimo anno, la lista dei sindaci ci sara' ma "senza lo stress di candidare gente per forza o esserci per forza. Secondo me invece bisogna far crescere le cose che gia' esistono, non per forza seminare o trapiantare per esserci. Non credo nel presenzialismo". In attesa del summit romano di Italia in Comune previsto per domenica (il congresso sara' ad ottobre), Pizzarotti ribadisce le proprie critiche ai democratici, soffermandosi anche sulle liste per le politiche. "Il Pd- dice- non ha avuto il coraggio di allontanare persone che gli fanno perdere piu' voti di quelli che gli fanno guadagnare. Pensano ancora che ognuno che mettono in lista porti il suo bacino di voti. Mentre non e' la somma dei singoli che dovrebbe fare l'idea di una lista o un partito ma un'idea generale di partito".
Dopotutto, ipotizza il sindaco ex M5s, "non sono i partiti che non rappresentano piu' le persone, ma forse e' come vengono scelte le persone. Abbiamo visto la Boschi candidata in Trentino o altri catapultati a Sassuolo o Casini a Bologna". Non esclusa, per il futuro, una convergenza tra i sindaci di Pizzarotti e Insieme Bologna. Bernardini, gli suggerisce il sindaco ducale, "si vada a leggere la nostra Carta dei valori, alcuni sono un po' distonici rispetto a quelli della Lega, ma se e' un leghista pentito...". Pur non considerandosi un "pentito", Bernardini guarda con interesse a Italia in Comune: "Puo' essere una piacevole novita' per le regionali".
(Bil/ Dire)

PER APPROFONDIRE LEGGI DEL VOTO CONGIUNTO PD-EF IN CONSIGLIO COMUNALE

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