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Commissione Welfare Eramo Jacopozzi altriLa solita Commissione Welfare, quella tenutasi ieri in Sala Cultura, al terzo piano del palazzo comunale: da un lato una decisione reale dei cui confini poco viene fatto capire ( riforma del Regolamento sulla figura del Garante dei Detenuti ), dall’altro una serie di scemenze prive di concretezza sparate ad appannaggio di organi di informazione servili ed allineati ( Reddito di Cittadinanza ). Nel mezzo un interessante dibattito sulle Isee, argomento che l’assessore sperava forse di aver concluso, e che invece la vede boccheggiare in maniera crescente.
IL GARANTE DEI DETENUTI: molti Consiglieri (di opposizione) arrivano in aula per capire, soprattutto per intuire dove sia la “gabòla”. Il ruolo in passato pare lo volesse Marco Maria Freddi, Consigliere di Effetto Parma che ha come qualità politica maggiore l’essere il compagno di Laura Rossi, i Consiglieri di opposizione cercano di capire se sia in atto un nuovo tentativo in tal senso.
Soprattutto non capiscono la necessità di riformare un Regolamento scritto proprio per il nuovo ruolo pochissimi anni fa.
“ La Commissione Affari Istituzionali – spiega Alessandro Tassi Carboni, che per una volta rinuncia persino a fare il “simpa manipolatorio” e che si limita ad esporre la questione – ha proposto che il soggetto che ha svolto la funzione (Roberto Cavalieri, ndr) fino a dicembre dell’anno scorso, e avere da lui una relazione sull’attività svolta. L’idea era di fissare una audizione per la settimana prossima e poi valutare al termine il Regolamento”.
“ Nello scorso mandato – ha aggiunto Laura Rossi – abbiamo istituito questa figura in via sperimentale: ovviamente quella fase è finita, possiamo quindi adesso possiamo regolamentare in maniera definitiva. La delibera ha questo senso”.
In discussione c’è anche la coincidenza tra la figura del Garante e quella di responsabile dello Sportello in Carcere. Vedremo dove andranno a parare.

Commissione Welfare Tassi Carboni e altriLA BUFALA DEL REDDITO GARANTITO COMUNALE: hanno la faccia come il …, quelli di Effetto Parma, politicamente parlando. Includendo nella definizione sia il gruppo consiliare che la giunta Pizzarotti.

Motivo? Bé, per esempio che hanno chiacchierato di reddito garantito comunale anche ieri sera, quando non è passata nemmeno una settimana dall’analisi del Bilancio e del DUP (acronimo di Documento Unico di Programmazione, quindi un po’ il “previsionale” sui 3 anni a venire), dai quali si evinceva che, nero su bianco e in atti comunali depositati, lo sforzo economico dell’ente riservato a questa voce è...zero. Zero, neanche un euro. Nada de nada.

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Però, a parte questo piccolissimo particolare, in Commissione il tema, già figlio di Rei (Reddito di Inclusione, stanziato dal governo) e Res (Reddito di Solidarietà, stanziato dalla Regione), ha avuto una sua parte.
Chiaramente, trattandosi di un provvedimento solo annunciato e di cui non è stata predisposta copertura finanziaria, abbiamo ascoltato il dibattito mentre mettavamo i “mi piace” su Facebook, i cuori su Instagram e ci leggevamo un articolo sulla fatturazione in cloud nell’anno fiscale in corso. La vita è corta, figuriamoci se la sprechiamo con le scemenze della Laura Rossi.

ISEE E RETTE DEGLI ASILI: ecco, politicamente parlando il vero e proprio clou dell’incontro è stato il nuovo botta e risposta tra Laura Rossi e Pier Paolo Eramo sulla questione delle Isee.
Succede questo: fino a qualche anno fa le assegnazioni di servizi sociali o di beni (tipo le case popolari, per capirci) venivano stabilite partendo dal cud e applicando una serie di indicatori, che ciascun comune individuava. Ad un certo punto lo Stato, e la Regione ha recepito, ha detto. “no, questo crea sperequazioni territoriali. Applicate tutti gli Isee, così si parte da una base comune”. E così è stato fatto. Solo che l’assessorato di Laura Rossi ne ha approfittato per cancellare alcune reti sociali, tra cui quelle per le famiglie numerose. Lei si è recentemente difesa in aula dichiarando di essere obbligata ad applicare l’Isee, dall’altra parte Eramo, Jacopozzi e tutta la banda dei cattolici hanno obiettato che questo non preclude la possibilità di scontistiche. La Rossi ha negato che l’opportunità potesse.
Così ieri sera Eramo si è presentato in Commissione presentando una serie di delibere sul tema votate da parecchi comuni, tutte prese da una “delibera madre” votata a Verona qualche tempo fa.
La Rossi è diventata di tutti i colori, capendo di essere all’angolo. Vedremo se quel documento di Eramo si trasformerà in una mozione, in una interrogazione o in chissà cos’altro.

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