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Lega Nord Bossi e BelsitoCon il passare delle ore assume una propria fisionomia il poker della Lega Nord a Parma. Poker che potrebbe diventare “pokerissimo” grazie al computo del proporzionale: molto probabile l’entrata di Maurizio Campari, meno quella di Emiliano Occhi. Vedremo.
La neoeletta Laura Cavandoli la butta sull’ironia, commentando sul proprio profilo Facebook “Buongiorno Parma! Svegliata ora: qualcuno sa dirmi com'è andata?”.
La leghista annuncia anche che non lascerà il posto in Consiglio comunale, e che quindi si impegnerà su due fronti. Una buona notizia: chissà che a forza di dai non impari come diamine si scrive una interrogazione consiliare.
Per quanto riguarda l’esito delle urne ha riservato una stoccata al sindaco di Parma, in effetti per più o meno gli stessi motivi che leggete nel proseguimento dell’articolo. No, nessuna vicinanza: è solo che bastava mettersi seduto al bar di via Milano piuttosto che in altri luoghi simili per capire come avrebbero votato i parmigiani e per quali motivi. Tra gli esiti elettorali non citati, e lo facciamo ora, c’è anche il mancato cambio al vertice della Gazzetta di Parma, agognatissimo dell’entourage del Pizza. Per come si sono messe le cose, a Parma, Michele Brambilla se ne andrà solo se “gli tira il culo”, come diciamo dalle nostre parti. Pizzarotti in questo momento non ha alcuna rilevanza politica, e dovrà obbedire nei prossimi anni in maniera rigidissima, pena il defenestramento.

LA DICHIARAZIONE DI GIORGIO PAGLIARI:
Ringrazio le elettrici e gli elettori di Parma e di Reggio Emilia.
Mi complimento con la sen. Saponara, a cui auguro buon lavoro.
Un calorosissimo “in bocca al lupo” rivolgo a tutti gli eletti del PD, che avranno davanti una stagione complessa.
Il risultato elettorale va rispettato, ma non posso tacere la grande preoccupazione per le prospettive del Paese sia per la situazione di grande confusione determinata dall’esito del voto, sia per le incerte prospettive relativamente al governo.
Mi auguro – ma non mi illudo – che, nella peggiore delle ipotesi, emerga un di più di responsabilità per consentire l’approvazione di una nuova legge elettorale di stampo maggioritario, perché l’Italia ha bisogno come il pane della governabilità.

AGGIORNAMENTO ORE 4 E 30:

Consiglio comunale2017 Lega Nord Maurizio Campari intervento ICambia tanto, a Parma. Innanzitutto: addio PD, vorremmo dire che è stato un piacere e che ci mancherai. La fase renziana, pesante e volgare nelle candidature e nelle assegnazioni, è terminata stanotte.
Va da sé che anche per il duo Marco Giorgi-Federico Pizzarotti il periodo vada considerato concluso: tutta quella fase, fatta di incontri PD per determinare questo o quello, è già passato remoto.
Maurizio Campari (se non abbiamo sbagliato i conti, e a quest'ora può capitare) e Laura Cavandoli sono stati eletti, quindi anche il gruppo Lega Nord in Consiglio comunale modificherà assetto.
I riflessi pratici? Mh, dipende. Se Lega Nord e Forza Italia riusciranno a fare un governo (gli mancano dei seggi in Parlamento, quindi è molto meno semplice di quanto sostenga l’ex ministro Brunetta) per la Parma di Federico Pizzarotti sarà cacca. Tanta cacca. Se invece il M5S ed il PD faranno un governo di scopo tirando dentro, magari, Liberi e Uguali, allora sarà “cacchina”, perché il M5S gli farà pagare l’incoerenza e la disonestà (come minimo intellettuale) del passato, ed il PD gli farà pagare la sostanziale irrilevanza elettorale, ed il fatto di mettere sempre e comunque prima se stesso degli altri.
In effetti Maria Saponara ha potuto fare incetta di voti a Parma soprattutto per l’insoddisfazione dei parmigiani rispetto al degrado e allo spaccio. Giorgio Pagliari, ormai ex senatore (anche se, formalmente, si rimane senatori per sempre), dovrebbe condurre una riflessione sul quanto abbia pagato la vicinanza politica con il sindaco di Effetto Parma.

CAMERA FIDENZA: Giovanni Battista Tombolato allunga e porta a 13.661 preferenze il proprio bottino. Da solo ha il 47,34% dei voti. Il grado di incertezza è scarsino. Fabrizio Savani è a quota 6.996 voti, Giuseppe Romanini a 6.197 voti.
CAMERA PARMA: la spunta Laura Cavandoli con 32.403 voti (alle 4 e 30 del mattino) contro i 30.119 di Lucia Annibali. Male Nuzzo, che a dispetto di un trend nazionale mai così “pro M5S”, non va oltre il 25% dei voti. Gli effetti della devastazione pizzarottiana si fanno ancora sentire, e probabilmente permarranno nelle persone ancora a lungo.
SENATO PARMA: Maria Saponara ha preso il largo e attorno alle 3 di notte ha iniziato ad incrementare il proprio vantaggio, fino a portarlo a +2 mila preferenze su Giorgio Pagliari. 66.271 contro 64.222. La strage è stata a Parma città, con la leghista che ha preso il doppio dei voti dell’esponente Pd. La politica di Parma, e certamente molti “compagni”, hanno perso il polso della situazione: non parlano più con le persone, e quindi non si spiegano il perché di questo dato elettorale. Chi invece fa un giornale, legge le lettere dei lettori, ne ascolta i problemi, un’idea ce l’ha bella chiara.

LEGGI DEL CROLLO DELLA SINISTRA

LEGGI DELLE REAZIONI DELLA STAMPA ESTERA E DELLE DICHIARAZIONI DI SALVINI

AGGIORNAMENTO ORE 4:
PD Matteo Renzi con parlamentariFIDENZA:
Meno sorprendente e meno sul filo di lana il risultato nel collegio di Fidenza, dove si prospetta l’affermazione del destrorso Giovanni Battista Tombolato: alle ore 4 ha ottenuto 9.036 voti, pari al 47,86%, contro i 4.552 voti di Fabrizio Savani (M5S). Giuseppe Romanini (PD)...non è esattamente un animale da competizione: anche in Parlamento ci è arrivato perché la Kyenge è andata in Europa. Così ecco che i suoi 3.991 voti stupiscono fino ad un certo punto.
Non buone le performances dei candidati di sinistra: Livia Ludovico di Liberi e Uguali è al 2,31% delle preferenze, Antonina Passaniti del Partito Comunista all’1,07%, Stefano Carosino di Potere al Popolo all’1,01%, Federico Toscani di Sinistra Rivoluzionaria allo 0,16% . A parziale discolpa dei suddetti va specificato che, a dispetto del nome, la circoscrizione di Fidenza è tutto fuorché ristretta: praticamente occupa tutta la pianura, l’intera pedemontana e la montagna che butta verso Piacenza, 37 comuni comrpesi tra Albareto e Varsi. Fare campagna in un territorio così vasto è tutt’altro che semplice. 

AGGIORNAMENTO ORE 3 E 30:
PD tavolo deserto conferenza stampa“Stiamo seguendo l’evoluzione dei risultati. Per noi si tratta di una sconfitta molto evidente chiara e netta. Stiamo seguendo l’evoluzione dei risultati collegio per collegio al Senato e poi alla Camera. È chiaro che si profila per noi un dato al di sotto dell’aspettativa. Le valutazioni piu compiute alla luce dei dati definitivi le farà poi il segretario domani mattina o in giornata. Ribadiamo che si teatta di un risultato per noi molto chiaro nella sua negatività. Per qualsiasi altra valutazione rimandiamo alla giornata di domani”. Lo ha detto il vicesegretario del Pd Maurizio Martina, commentando i dati elettorali nella sala stampa della sede del Partito Democratico al Nazareno. Con lui in sala stampa anche Matteo Orfini e Lorenzo Guerini.


SUL WEB NESSUN DUBBIO, UNA DISFATTA
Il Pd ufficiale attende di avere i dati definitivi per esprimere un giudizio sui
risultati elettorali. Ma sulla rete, nei social, su twitter la base, formata anche da dirigenti e attivisti di primo piano, un’idea se l’e’ fatta. E’ stato un tracollo. Cristiana Alicata, dirigente e attivista dei diritti lgbt, ricorda a chi prova a edulcorare l’esito del voto che il Pd era formato da “quelli che sapevano perdere e chiamare i numeri coi loro numeri”.
Aurelio Mancuso rincara: “Non è un tracollo, è una disfatta”, dice l’ex presidente dell’Arcigay.
L’economista Massimo D’Antoni ironizza: “Non so cosa deciderà di fare il segretario, ma intanto dal Pd si sono dimessi gli elettori”, dice.
Netto il commento di Mario Calabresi, direttore di Repubblica: “Il partito democratico è lo sconfitto di queste elezioni. Non mi stupirei se domani Renzi si dimettesse”, dice.
Il centro destra, osserva Calabresi, “arriva più vicino alla maggioranza come
coalizione ma senza raggiungerla. Ed è difficile immaginare che possa andare a cercare altri voti. Quello che possiamo immaginarci è un percorso di scomposizione dove resta il partito più forte, il Movimento 5 Stelle, che dovrà trovare un alleato di governo”.

AGGIORNAMENTO ORE 3:
Lega Nord Matteo Salvini Laura CavandoliSENATO: un testa a testa incredibile, quello che vede protagonisti la leghista Saponara e il renziano Pagliari. Dall’apertura delle urne un costante ribaltamento di fronti, con la candidata che ha avuto un margine massimo di 100 voti, e che alle ore 3 ha 35.557 preferenze, +37 sul margheritino Pagliari.
Per quanto riguarda i partiti di sinistra prosegue un’ottima performance Gabriella Meo: a fronte di un Liberi e Uguali affranto nel suo 3,5% la ex Consigliera regionale incamera un buon 4,23% con 4.623 voti. Alle sue spalle, parecchio staccata, Margherita Becchetti, con 1.744 voti. Quindi Georgios Apostolou con 1.049 voti e Andrea Davolo con 254 voti.
Nota a margine: il distretto di Fidenza, piuttosto vasto, non viene citato negli articoli perché deve ancora iniziare lo spoglio delle schede.

CAMERA: anche in questo caso sarà vittoria sul filo di lana. Laura Cavandoli ha portato a 15.962 voti il proprio bottino, la Annibali a 15.811.
Per quanto riguarda i partiti di sinistra con aspirazioni da deputato, Alessandro Grossi di Liberi e Uguali è 2.086 preferenze, pari al 4,35% (quindi anch’egli sopra la media nazionale). Andrea Bui di Potere al Popolo è a 845 voti, pari all’1,76% dei voti. Laura Bergamini del Partito Comunista è a 408 voti, pari allo 0,85% dei voti, e Margherita Colella a 93 voti, pari allo 0,19%.

 

AGGIORNAMENTO ORE 2:

Liberi e Uguali Piero grasso voto

ALLA CAMERA: in controtendenza rispetto agli exit-poll, e al dato nazionale dei singoli partiti, è testa a testa Cavandoli-Annibali, su Parma. La Consigliera comunale della Lega Nord incamera 10.629 preferenze contro le 10.446 dell’avvocatessa cittadina onoraria di Parma. Il buon Mauro Nuzzo arranca al terzo posto con 7.952 preferenze.

Va detto che il dato alla Camera è parecchio indietro rispetto al Senato, e per esempio la conta su Fidenza deve ancora iniziare. Sarà una lunga notte, ma ciò che pare emergere in Emilia-Romagna è una composizione quasi tutta leghista, con 6 senatori su 8 e con una proporzione similare alla Camera.
Dietro a Nuzzo, Alessandro Grossi di Liberi e Uguali, che con 1.414 voti e il 4,44% conferma l’ottimo appeal elettorale della lista di Grasso dalle nostre parti.

AL SENATO: Un testa a testa che ha previsto numerosi capovolgimenti di fronte, quello tra Saponara a Pagliari, con la leghista ora avanti di 100 voti esatti ( 25.618 contro 25.518 ). Se la situazione rimanesse questa (c’è motivo di ritenere di no) le conseguenze in città sarebbero di portata abnorme: da un lato verrebbe rimarcata l’inconsistenza elettorale di Pizzarotti, dall’altro come il cazzeggiare di quest’ultimo su temi cruciali come la sicurezza siano in effetti uno dei motivi di maggiore crescita per il partito di Matteo Salvini in città. Nel capoluogo, prima o poi verranno pubblicati i dati, la Saponara ha praticamente doppiato Pagliari. Va da sé che per il duo Giorgi-Pizzarotti sarebbe finita, ma finita sul serio. Parma, come del resto la penisola nel suo insieme, vive un cambiamento storico e una aberrante svolta a destra.

LIBERI E UGUALI: Al quartier generale di Liberi e Uguali bocche cucite. Le prime proiezioni sono deludenti per il partito di Grasso, ben al di sotto delle percentuali sperate alla vigilia. Cosi’ scende il silenzio nel Conference Center da Feltre a Trastevere, luogo designato per il contatto con la stampa nella notte elettorale. I vertici del partito hanno seguito l’uscita degli exit poll in via Arenula, ma finora nessun dirigente Leu e’ arrivato in sala stampa, colma di giornalisti gia’ dalle 22.
Le prime proiezioni lasciano intendere che il traguardo del 6% e’ ancora lontano, lontanissima la doppia cifra paventata da D’Alema in campagna elettorale.
Nessuna traccia finora di Grasso, Boldrini, Bersani, anche se prossimamente “dovrebbe arrivare qualcuno a parlare”, spiegano gli staff. Da ‘Liberi e Uguali’ a ‘Liberi tutti’, commenta il direttore del tg di La7 Enrico Mentana.
SU PARMA: il Senato però, a Parma, lascia vedere tutt’altro dato. Gabriella Meo con i suoi (temporanei) 2.876 voti incamera un interessante 4,39%, di molto superiore alla media del partito di Grasso.

AGGIORNAMENTO ORE 1:
PD Giorgio Pagliari in Provincia ottobre 2015SENATO: è testa a testa Saponara – Pagliari. Niente da aggiungere rispetto a quanto scritto appena sotto: Pagliari le ha beccate sode in città, dove parmigiani stanchi di una città targata Pizzarotti hanno detto con chiarezza la loro. In questo senso, ironia della sorte, Pagliari vittima di quegli accordi futuribili con Pizzarotti per cui il sindaco non era da colpire.
Lega Nord che svetta nella città di Guido Picelli e degli Arditi del Popolo: sarebbe ora che qualcuno si ponesse delle domande. Le speranze del senatore PD sono legate alla sponda reggiana e alla montagna.
Alle ore 01 Maria Saponara 3176 voti ( 33,44%), Giorgio Pagliari 3107 voti (32,71%). Per quanto riguarda i partiti di sinistra Gabriella Meo 419 (4,41%), Margherita Becchetti 180 (1,89%),Georgios Apostolou 81 (0,85%), Andrea Davolo 20 (0,21%).

L’affluneza? Non esaltante, in effetti: in regione quasi tutti sono andati meglio.
“Alle ore 23 di oggi – fanno sapere dal Comune di Parma -, domenica 4 marzo 2018, alla fine delle operazioni di voto, nelle 207 sezioni elettorali del Comune di Parma, i votanti definitivi per la Camera sono stati n. 104175 elettori, di cui femmine 53288 e maschi 50887, pari al 75,01 % del totale degli aventi diritto al voto e per il Senato n. 97356 elettori, di cui femmine 49952 e maschi 47404 , pari al 75,09 % del totale degli aventi diritto al voto.

Per le elezioni politiche del 2013, in cui il voto fu espresso su due giorni cioè domenica 24 e lunedì 25 febbraio, alla fine delle operazioni di voto, avevano votato: per la Camera n.108763, pari al 79,08% degli aventi diritto al voto; per il Senato n.101835, pari al 79,15% degli aventi diritto al voto”.

 

DI BATTISTA: UN TRIONFO, TUTTI DOVRANNO PARLARE CON NOI
PD Matteo Renzi affranto“Se i dati saranno confermati sarà un trionfo dei 5 stelle, un’apoteosi. Tutti dovranno venire a parlare con noi e lo faranno nel segno della trasparenza”. Lo dici Alessandro Di Battista commentando i dati elettorali.
FI: VINCE IL CENTRODESTRA, NON AFFERMAZIONI INDIVIDUALI
“Il centro destra ha la maggioranza politica, quindi è il vero vincitore di una tornata elettorale in cui è in gioco il governo del paese e non le affermazioni individuali. Solo con dati più precisi si capiranno i risultati dei singoli partiti e dei rapporti di forza parlamentari, e se la vittoria politica si tradurrà in una maggioranza numerica a Camera e Senato. Dopo 5 anni di governo della sinistra il centro destra e non il Movimento 5 Stelle è l’alternativa vincente. Gli italiani, come aveva chiesto il presidente Berlusconi, non hanno fatto prevalere la deriva grillina”. Lo si legge in una nota del Coordinamento Nazionale di Forza Italia.
ROSATO (PD): “SE M5S AVRA’ I NUMERI, NOI ALL’OPPOSIZIONE”
“In maniera molto netta noi siamo alternativi al M5s. Se avra’ i numeri per governare governi, noi saremo all’opposizione”. Lo dice Ettore Rosato a Porta a Porta replica alla posizione di Michele Emiliano, che invita il Pd a dialogare con i Cinque Stelle per la formazione di un governo.
Commentando gli exit poll, Rosato aggiunge: “Con questi dati la somma del Pd con Leu, e la lista di Insieme e l’Svp che erano all’interno del nostro partito danno lo stesso risultato del 2013”.

 

ORE 24: mistero Pagliari. 

ZFoto volantino exit poll senatoLa Saponara viene data in largo vantaggio a Parma centro, quindi il margheritino “teoricamente” balla. Dalla sua però tutta la montagna ferrariana. E quindi? E quindi la grande incognita sarà la zona di Reggio Emilia...ed il fattore numerico vero e proprio. Perché chiaramente con gli exit pool ci si può pulire...diciamo che a fare la differenza saranno gli elettori veri e propri. Se il PD gira attorno al 20% Pagliari dovrebbe farcela, al di sotto di quella asticella...si ride.

A dirla tutta un discorso molto simile si potrebbe fare anche per gli altri due eleggibili: Nuzzo rischia a vantaggio della Cavandoli, ma se il M5S si afferma attorno al 32% come sembra, per la leghista ci dovrebbe essere poco da fare. Vedremo, dai.
Passando al dato nazionale, e sempre tenendo ben presente che a fare la differenza sarà il votante fisico e non l’intenzione di voto, si comincia a delineare una maggioranza M5S (che come primo partito avrà certamente l’incarico di formare un governo) con il centro-sinistra. No, non è un auspicio: è che conti alla mano è l’unico possibile in questo momento.

 

ORE 23 E 30: Si apre una fase politica estremamente “divertente”: l’affermazione numerica del M5S e della Lega Nord anche nel nostro territorio sposta potentemente gli equilibri politici. M5S Mauro Nuzzo in Consiglio comunaleInnanzitutto sarà meraviglioso, una roba da far pagare il biglietto d’ingresso, vedere Federico Pizzarotti dare dell’ “onorevole” a Mauro Nuzzo, neoeletto parlamentare. Poi, a dirla tutta, anche pensare che il grillino guadagnerà 5 volte più del sindaco di Effetto Parma mette una certà ilarità.
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Gian Battista Tombolato, ex Consigliere provinciale della Lega Nord? E’ quello delle firme false della candidatura di Priamo Bocchi: occorre andare a vedere se è conclusa quella vicenda, come e se è applicabile la Severino, legge che esclude da cariche politiche i condannati. Anche se a dire il vero...verosimilmente il tutto si è concluso in maniera bonaria: i vertici leghisti non possono essere stati così deficienti da candidare un condannato, dai.
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Giorgio Pagliari, senatore PD di area ultra-renziana, ha saputo tessere le proprie alleanze sul territorio: è la sua capacità più italiana, quella di saper dare qualcosina a tutti, affinché lo trovino conveniente.
Ma nel prossimo Parlamento avrà vita difficile: non ci saranno più Romanini e Maestri ad applaudire ad ogni scemenza detta...la vita sarà difficile, per il margheritino, in futuro.
Analisi spietata? Mh, neanche tanto. Ciò che resta, di questa campagna elettorale, è una ritrovata affluenza al voto, che ha mitigato gli effetti del periodo astensionista, e una composizione “variopinta” della rappresentanza parlamentare, che può, come detto, rappresentare sia un vantaggio (maggiore dialettica prima di decisioni tipo la Ti-Bre) che un svantaggio (un certo immobilismo “per principio”). Vedremo. Una cosa è certa: salirà di qualche punto uno, scenderà l’altro, il grande mistero del prossimo futuro sarà il tipo di maggioranza che guiderà il paese, e soprattutto che programma applicherà, visto che nessuno ha di fatto vinto la tornata elettorale (il PD l’ha persa, sia detto per inciso).

I DATI RAINEWS 24:
M5S 29-32%
PD 20,5-23,5%
FORZA ITALIA 13-16%
LEGA 13-16%
Fdi 4-6%
Liberi e Uguali 3-5%
Per quanto riguarda le coalizioni:
Centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d'Italia e Noi con l'Italia-Udc) 33,5-36,5%
M5S 29-32%
Centrosinistra (Pd, +Europa, Italia Europa Insieme e Civica Popolare) 25-28%
Liberi e Uguali 3-5%
Svg per La7
M5S 28,5-30,8
Pd 21-23%
Forza Italia 13,5-15,5%
Lega 12,3-14,3%
FdI 4,4-5,4
+europa 2,8-3,4%

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