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Consiglio comunale2018 opposizioni in sala stampa Comune di Parma INon crediate che l’analisi del Consiglio sul Bilancio ( PER APPROFONDIRE LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK ) sia la sbrodolata di un egoico: è solo un riassunto politico degli argomenti che Consiglieri “tecnici”hanno espresso in modo assolutamente puntuale (nel senso proprio di espressa per punti). 

Chiaramente loro, essendo in buona sostanza dei moderati, avrebbero scelto termini più miti, neutri, asettici...sono fatti così.

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L’ANALISI DI LORENZO LAVAGETTO:
“ Credo che la discussione avvenuta ieri – ha esordito Lorenzo Lavagetto – sia stata molto interessante, perché abbiamo evidenziato innanzitutto che esiste una opposizione che fa, che progressivamente si è costruita uno spazio di proposta, non soltanto di critica, come del resto avevamo promesso nel momento in cui avevamo verificato il risultato elettorale. E abbiamo studiato molto il bilancio del Comune di Parma: abbiamo formulato una serie di proposte di un quadro che non è necessariamente positivo, ma che anzi ha aspetti critici peggiori dell’ultimo bilancio. A mio avviso quest’ultimo introduce una novità: mentre fino al 2017 eravamo abituati a grandi avanzi di gestione , e quindi a livelli di spesa inferiori con possibilità di investimento, oggi si ottiene denaro attraverso il rigonfiamento del dato delle multe. Da un lato vengono utilizzati gli oneri di urbanizzazione, una prassi che utilizzava l’amministrazione Vignali che è stata pesantemente censurata dalla Corte dei Conti nel 2014, che non è illecito ma comunque è non corretto quando diventa consolidato nel tempo: lo si è usato lo scorso anno, lo si vuole utilizzare nei prossimi tre anni e quindi questo significa che per andare a pareggio è necessario mandare a bilancio degli strumenti straordinari come le multe. Nel 2017 sono state oltre 17 milioni, hanno messo in previsione oltre 20 milioni, il tutto creando nuovi varchi”.

GUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE DI LORENZO LAVAGETTO
Ex Salvarani progetto CommissioneFABRIZIO PEZZUTO, GLI ONERI DI URBANIZZAZIONE E LE MULTE:
“ Un bilancio che riflette completamente Marco Ferretti – dice per parte sua Fabrizio Pezzuto -, nel senso che è una rendicontazione fedele delle voci. Ciò che abbiamo notato noi è in generale una mancanza di coraggio, che è un bilancio che Ferretti fa quadrare con le multe, diventate una sorta di tappabuchi di quello che manca. Le cifre ci fanno notare che paghiamo una media di 120 euro di multe a testa, un dato che verrà riaumentato in qualche modo. Io mi sono soffermato sul saccheggio dei dividendi della Tep, una partecipata del Comune di Parma che ha delle difficoltà, che sono emerse anche in Commissione ( PER APPROFONDIRE LEGGI ) di mezzi e comunque più in generale di fornire al meglio il proprio servizio e che ha un piano di investimenti importante: togliergli delle risorse significa non crederci, o comunque danneggiare sul piano degli investimenti. Questo è un primo dato di incoerenza. Il secondo è legato all’entrata da oneri di urbanizzazione, soprattutto legati a centri commerciali, a parole sempre avversati da tutti, poi quando arriva il momento di monetizzare diventano sempre importanti ( SU QUESTO LEGGI L'ASPRA CRITICA DI CONFESERCENTI PARMA ). Dall’altro lato abbiamo rilevato una difficoltà ad allargare lo spettro delle entrate: la questione dei fondi europei, su cui noi abbiamo fatto ben due mozioni, di cui una è passata e l’altra no, non si capisce bene come mai. Il tema era dire: lì c’è un patrimonio, una possibilità, e quello che è stato fatto fino adesso è poco. Il quarto tema, che si ripropone, è quello della lotta all’evasione fiscale, che rimane di anno in anno sulla carta e non viene fatta. Un dato però mi pare abbastanza importante e vorrei rimarcare: noi abbiamo presentato una mozione per modificare l’esenzione Irpef affinché l’amministrazione riducesse l’addizionale comunale, che è la quota di Irpef che va al comune. Oggi non paga questa addizionale chi ha redditi sotto i 10 mila euro lordi, che significa mal contati 700 euro netti al mese. Noi abbiamo proposto di spostare questa asticella da 10 a 15 mila, e quindi di coinvolgere chi dichiara fino a mille euro al mese. Analizzando i numeri abbiamo scoperto che in questo gruppo di persone ci sono 49 mila cittadini, che significa un terzo della popolazione. Alla fine l’assessore, cui riconosco una certa apertura mentale, ha detto che gli si era aperto un mondo, per cui questa povertà di una così vasta fetta di popolazione non gli era molto chiara”.

GUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE DI FABRIZIO PEZZUTO
Disabili anziani accesso a scuolaPIER PAOLO ERAMO ED I TAGLI AD AMBIENTE E SERVIZI SOCIALI:
“Un bilancio fatto di tagli – ha dichiarato Pier Paolo Eramo -, e su questo vorremmo lanciare 4 flash: “sviluppo sostenibile e ambiente -1,8 milioni di euro, nella spesa corrente. Nei Servizi Sociali abbiamo -1 milione secco rispetto allo speso del 2017: o nel 2017 abbiamo fatto festa o i bisogni reali sono molto più alti di quelli che sono preventivati. In questo secondo caso sappiamo già che tra un mese o due siamo già in deficit. Sulla questione dell’ambiente abbiamo sottolineato anche il paradosso dell’acquisto di nuovi autobus di Tep: 82 autobus dovrebbero essere acquistati, 62 sono a diesel, quindi con una tecnologia già vecchia. Non c’è, in altre parole, un investimento e una direzione su questo.
Terzo flash, i servizi a domanda individuale e cioè gli asili: ci hanno detto di aver mantenuto le rette così per garantire i servizi. Ma dal governo sono arrivati 1,1 milioni di euro, mentre le spese sono aumentate di 300 mila euro: dove sono andati questi soldi?
Ultimo punto: ordine pubblico e sicurezza. Se guardiamo la tabella è -64 mila. Ci hanno detto “faremo le assunzioni”, e noi siamo andati a guardare le assunzioni: in tre anni sono previsti molti pensionamenti e alla fine del triennio avremo un agente di Polizia Municipale in più. Se queste sono le assunzioni allora stiamo parlando di racconti fantastici, la realtà è molto diversa”.

GUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE DI PIER PAOLO ERAMO

Asilo Zanguidi cantiere

DARIA JACOPOZZI E LE RETTE DEGLI ASILI:
“ C’è un aspetto che vogliamo mettere in luce – ha dichiarato Daria Jacopozzi -, e cioè che quei servizi lì, come l’asilo, li pagano i cittadini. Noi, con la nostra mozione, abbiamo voluto porre l’attenzione sui carichi famigliari: chi non ha una rete famigliare forte subisce carichi di tempo e anche di più economici notevoli, e quindi noi avevamo chiesto di abbassare le rette dei servizi negli asili, ancora oggi considerati servizi alla persona e che sono rimasti invariati anche a fronte dei trasferimenti statali, che sono triennali e che quindi il Comune sa già che ci saranno negli anni successivi. Avevamo chiesto di abbassare la fascia più alta, che è veramente eccessiva, proprio per un discorso di progressività, che è diversa dalla corresponsabilità”.

GUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE DI DARIA JACOPOZZI

 

Parma campi Belle e San Pancrazio droneSANDRO CAMPANINI ED UN MANTRA CHE PROSEGUE IDENTICO:
“ Un bilancio che non ha modificato la direzione – ha concluso Sandro Maria Campanini -: noi veniamo da anni di dissesto in cui il mantra era “noi abbiamo ereditato il debito, il nostro compito è mantenere in piedi i servizi, in attesa che le cose ripartano e si possa manovrare. Noi ci aspettavamo, dopo 5 anni di questo tipo di messaggio che con il nuovo bilancio il messaggio cambiasse, ed invece no: ci hanno detto “abbiamo mantenuto le tasse al massimo per mantenere i servizi”, che è esattamente la stessa cosa che è stato detto in passato. Qualcosa non torna, è giusto che la città sappia che il bilancio fatto oggi non è quello che era stato promesso negli anni passati”. Campanini è poi passato ad analizzare gli annunciati investimenti in lavori pubblici, sui quali volteggia un pericolo, e cioé che consistano in ristrutturazioni “senza anima”, mancando una partecipazione realmente popolare. Ha concluso l’intervento esprimendo soddisfazione per l’approvazione della mozione sul riutilizzo degli immobili abbandonati, messi così a disposizione di chi vive il dramma del gelo e delle associazioni e degli enti che si spendano per altri.

GUARDA L'INTERVENTO INTEGRALE DI SANDRO CAMPANINI
Da aggiungere, a conclusione, che l’analisi sugli acquisti Tep ha suscitato un botta e risposta tra l’azienda e le opposizioni: la società guidata da Antonio Rizzi, fa ridere a scriverlo ma forse c’è più che altro da incavolarsi, prima rompe le cosiddette a tutta la città esibendo per due giorni i bus totalmente elettrici, poi li dichiara inaffidabili. Vedete un po’ se il livello è accettabile. Quelle che seguono sono le posizioni citate.

PER APPROFONDIRE SUL CONSIGLIO COMUNALE LEGGI DELLE MOZIONI E VAI A RITROSO NEI LINK
TEP 18 metri di latoIL COMUNICATO STAMPA DELLA TEP:
CONSIGLIO COMUNALE: PRECISAZIONI SULLE SCELTE D’ACQUISTO PER IL RINNOVO DEL PARCO AUTOBUS
Il mercato dell’elettrico a batteria non è ancora maturo e non è adatto al servizio extraurbano. TEP punta sul filobus e sperimenta nuovi veicoli.

Parma, 1° marzo 2018 - Approfittiamo delle osservazioni mosse a mezzo stampa rispetto alle scelte strategiche di TEP circa il piano aziendale di rinnovo del parco mezzi per spiegare ai cittadini, in ottica di massima chiarezza e trasparenza, le logiche oggettive e quantitative che hanno guidato le scelte di investimento.
Occorre, innanzi tutto, precisare che gli 82 mezzi che saranno acquistati sono solo in parte destinati alla città. Una quota rilevante andrà a rinnovare il parco in servizio extraurbano per il territorio provinciale. Per questi tipi di spostamenti, chiaramente, i bus elettrici non sono idonei (lunghe tratte da percorrere, scarsa possibilità di ricarica, scarsa autonomia dei bus a batteria).
Entrando nel merito delle scelte d’acquisto, da un lato, si è preferito massimizzare l’opportunità offerta dai finanziamenti regionali stanziati nell’ultimo anno - pari a € 3.750.000 e corrispondenti a circa 38 mezzi - che erano vincolati all’acquisto di bus non elettrici.
Obiettivo primario di questo stanziamento era quello di spingere le società di trasporto pubblico della regione a sostituire i vecchi mezzi Euro 0, 1 e 2 con altri di nuova generazione molto meno inquinanti. L’alternativa al diesel per questo tipo di acquisto era quella di perdere interamente il finanziamento regionale, opportunità invece che l’azienda ha ritenuto di voler sfruttare.

Per quanto riguarda, invece, i bus da acquistare in autofinanziamento (circa 37), prima di scartare l'elettrico TEP ha condotto un’analisi preliminare di sostenibilità, valutando sia l’aspetto ambientale che economico connesso con l’investimento
Non va infatti dimenticato che il concetto di sostenibilità - inteso come impatto che le scelte fatte oggi per soddisfare i nostri bisogni avrà su chi vorrà legittimamente soddisfare i propri bisogni domani - deve essere declinato su entrambe queste direttrici

I risultati delle verifiche fatte in merito all’acquisto di bus elettrici evidenziano che:
- dal punto di vista economico, il costo di un mezzo elettrico è più che doppio rispetto all'acquisto di un veicolo diesel, così come sono circa doppi i costi di esercizio e di manutenzione. A parità di investimento, dunque, è possibile acquistare meno della metà degli autobus rispetto alla scelta del diesel. Se avessimo optato per l’elettrico per i 37 mezzi in previsione d’acquisto in autofinanziamento nei prossimi 2 anni, avremmo avuto bisogno di ulteriori 10 milioni di euro di cassa aggiuntivi per pagare i fornitori, dovendo inoltre prevedere un aumento degli oneri in conto economico per 1,5 milioni di euro all'anno. Si tratta di un investimento insostenibile per l’azienda, a meno di far ricadere il fardello e le conseguenze di un grave indebitamento sulle generazioni future e su tutti i cittadini di Parma. Scelte del genere in passato sono state fatte in altre realtà che, di conseguenza, oggi si trovano spesso agli onori della cronaca, in nome del consenso sulle spalle di una comunità che ne sta ancora pagando le conseguenze.
- dal punto di vista tecnico e ambientale, il bus elettrico a batteria ha una tecnologia ad oggi non è ancora del tutto affidabile. In ambito autobus, la produzione industriale è ancora ad un livello sperimentale, quantitativamente limitata e meno sviluppata di quanto non sia in ambito automobilistico, dove pure il mercato non è ancora maturo per una produzione diffusa. I bus di questo tipo sono soggetti a problemi e anomalie più frequenti rispetto ai bus diesel e, per il momento, non possono garantire appieno la qualità e l’affidabilità del servizio.
Il beneficio ambientale offerto dai bus elettrici a batteria, inoltre, è limitato dal fatto che queste vetture richiedono la sostituzione periodica e lo smaltimento di pacchi batterie del peso di svariate tonnellate almeno, con ricadute negative evidenti dal punto di vista ambientale. Ad oggi, peraltro, gli autobus a batteria non sono utilizzati stabilmente nemmeno nelle altre città, se non su tratte limitate e in via sperimentale.

Tutto ciò non significa che TEP non tenga sott'occhio questa tecnologia e non intenda percorrere in futuro la strada dell’elettrico.
Al momento, però, l’unica tecnologia elettrica altamente affidabile è quella filoviaria, nella quale TEP ha sempre creduto. Al contrario di tante città dove la rete filoviaria è stata smantellata a partire dal primo dopoguerra, a Parma la rete è stata mantenuta e progressivamente ampliata. Certamente si tratta di un tipo di alimentazione che non si adatta a tutti i tracciati, ma laddove è utilizzabile, TEP intende senz’altro mantenerla e svilupparla, in virtù del beneficio ambientale reale (zero emissioni, zero batterie da smaltire, mezzi praticamente non soggetti ad usura) che questo genere di mobilità offre. In quest’ottica abbiamo previsto la sostituzione dei filobus attualmente in servizio sulla linea urbana 1 con 7 filobus full electric di ultima generazione.
L’azienda, inoltre, sta partecipando attivamente al progetto europeo LOW CARB, studiando l’opportunità di efficientare l’utilizzo di bus elettrici su tratte limitate come quella della linea 8 e prevedendo l’installazione di stazioni di ricarica multimodali presso il capolinea.
TEP si è anche resa disponibile con le industrie di produzione di autobus per condurre sperimentazioni locali e per testare prodotti attualmente in fase di sviluppo, così da poter integrare il nostro parco con questo tipo di veicoli non appena saranno offerti bus compatibili con le esigenze del servizio urbano.

Vi è, infine, un'ultima considerazione di carattere generale da fare.
Gli studi più recenti realizzati dalla Comunità Europea stimano che una persona che viaggia in auto inquina da 4 a 8 volte in più rispetto a un suo concittadino che si muove in bus, indipendentemente dal tipo di alimentazione utilizzata per i servizi di trasporto pubblico.
Le ricerche condotte dall’Università Bocconi, inoltre, valutano che l’impatto del trasporto pubblico sull’inquinamento dell’aria in area urbana sia pari al 2%, mentre la mobilità privata contribuisce per oltre il 30%. La quota rimanente è prodotta da industria, riscaldamento e altre fonti.
E’ evidente, dunque, che per quanti interventi si possano fare sulla composizione del parco autobus delle aziende di TPL, l’impatto complessivo inciderà in maniera estremamente limitata sul livello di inquinamento dell’aria che respiriamo come comunità. Per il bene della città e della salute dei suoi abitanti, di conseguenza, è tanto più importante agire sul 30% generato dal trasporto privato.
Questo è possibile solamente incoraggiando un numero sempre più ampio di persone a spostarsi in autobus rinunciando all’auto privata.
Noi, come TEP, cosa possiamo fare in tal senso? La ricetta è una e una sola: offrire il maggior numero possibile di autobus nuovi, affidabili e confortevoli allo scopo di produrre un servizio sempre più attrattivo e di qualità; a basso impatto ambientale ma anche sostenibile economicamente, evitando che le nostre scelte debbano essere pagate da chi verrà dopo di noi.
Tep Bus a fermataIL COMUNICATO DI RISPOSTA DELLE OPPOSIZIONI:
Bus diesel o bus ecologici: le scelte strategiche spettano al Comune di Parma. Non intendiamo polemizzare con Tep, ma l’ambiente deve essere una priorità
Il comunicato di Tep S.p.A. difende la propria scelta di acquisto di Bus con motori diesel, ritenendoli più convenienti ed affidabili di mezzi con tecnologie più sostenibili.
Comprendiamo le ragioni di convenienza di Tep, con la quale non intendiamo polemizzare, ma ribadiamo l’incoerenza strategica del Comune di Parma, che di Tep detiene il 50 % e che avvalla una scelta che noi continuiamo a ritenere profondamente sbagliata e in controtendenza con le modalità più avanzate di concezione sostenibile del Trasporto pubblico.
Il diesel è una tecnologia inquinante e si avvia alla estinzione, per scelta delle stesse aziende motoristiche. Esistono numerose alternative al diesel, a cominciare dai bus a metano, che, è vero, hanno un costo di circa il 10 % in più dei diesel, ma garantiscono emissioni pulite.
Parma nella sede di Parma della Tep dispone di un impianto efficiente e moderno di distribuzione del metano. Perché non puntare sul metano come scelta primaria?
Vi sono poi città italiane ambientalmente avanzate come Bolzano che hanno deciso di investire sulla tecnologia dei motori ibridi, questa certamente più costosa del metano, ma di grande efficienza, su cui convergono anche grandi città come Parigi e Londra.
Esistono infine le motorizzazioni elettriche, che iniziano a prendere piede in numerose realtà del trasporto pubblico, e Parma ha capacità tecnica per avanzare fasi di adozione progressiva, anche in collaborazione con le competenze avanzate della nostra Università.
Parma deve fare una scelta di campo, facendo valere la forza di una visione strategica. O si punta sul risparmio economico immediato, accettando costi ambientali e inquinamento, oppure si punta davvero a diventare una smart city e le politiche devono essere conseguenti. Una visione ragionieristica anche del trasporto pubblico, e della politica in generale contrasta con le rivoluzioni annunciate.
Per i gruppi consiliari:
Lorenzo Lavagetto (Pd), Paolo Scarpa (Parma Protagonista), Fabrizio Pezzuto (Parma Unita)

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