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Islam preghiera diagonaleE’ un tema sollevato a più riprese da molti, quello del cimitero islamico a Parma. Ed altrettanto sentito è quello simile del nuovo Centro Islamico, che dovrebbe nelle intenzioni rendere più dignitosa la pratica dell’Islam e le attività sociali ad essa collegata.

Già, perché ricordiamolo bene: il Centro Islamico da sempre si distingue per tutta una serie di attività svolte a favore di tutti con gratuità. Qualche esempio? Un attivissimo gruppo Avis, la scuola di italiano per persone di lingua araba e di arabo per italiani, la raccolta di viveri e generi di prima necessità a favore dei bisognosi, e tanto altro ancora.
Esattamente 4 anni fa (era il 17 febbraio 2014) l’allora Consigliere comunale Maurizio Vescovi interveniva pubblicamente sollevando il tema della dignità delle sepolture per le persone di religione islamica: nonostante nel parmense siano decine di migliaia, e siano nostri concittadini da 30 anni (una quota rilevante di essi), in nessun luogo è possibile la sepoltura secondo il rito islamico. Che poi sono semplicissimi, e consistono in una disposizione particolare della salma: niente di che.
Vescovi è tornato a tuonare sul tema a giugno dell’anno successivo, stavolta trovando attenzione da parte della prima giunta Pizzarotti, punta sul vivo rispetto alle promesse non mantenute.
Da allora si sono alternati una serie di annunci da parte dell’assessore Michele Alinovi: la firma della convenzione è parsa essere imminente già a fine dicembre 2015, con conclusione dei lavori nei mesi immediatamente successivi. E così non è stato.
Promessa su promessa si è arrivati all’aprile 2017: a poche settimane dal voto alle amministrative, e con il caghetto di doversi trovare un lavoro vero a tutto vantaggio del candidato Paolo Scarpa, l’amministrazione Pizzarotti ha prodotto uno schema di convenzione che avrebbe dovuto pianificare le operazioni, e rendere quindi spedita la marcia realizzativa.
Ma si sa, siamo in Italia: avuta la grazia, gabbato lo santo. Una volta ottenuta l’elezione, il tema è scomparso dall’agenda politico-amministrativa e ad oggi non c’è stato lo straccio di una firma su quella bozza. Ne consegue che nessun cittadino di fede islamica può essere sepolto nella città che l’ha adottato. Evidentemente terminato il periodo elettorale, costoro hanno esaurito la propria utilità nelle vite dei cortigiani di Pizzarotti.
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ZFoto planimetria cimitero di ValeraUn discorso anche più grave si può fare rispetto al Centro Islamico: un paio di anni fa i gruppi PD-Possibile-Pci presentarono una mozione congiunta volta all’individuazione di un nuovo spazio per la comunità islamica, meno defilato e più dignitoso. Pizzarotti rispose che ci stavano lavorando, che era imminente una decisione sul tema.
Nel botta e risposta dei mesi successivi si individuò in una zona di particolare degrado un’area adatta all’edificazione, quella prospicente a via Reggio. Ma alle chiacchiere successero azioni ben diverse: in quello spazio venne votata l’ennesima colata di cemento, con altri condomini da vendere e altri supermercati.

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D’altronde, basta guardare quanta incidenza hanno gli oneri di urbanizzazione nel bilancio in via di approvazione per capire quale rilevanza ricoprano i diritti civili delle persone nelle scale valoriali dei signori Federico Pizzarotti e Michele Alinovi. Guardiamo con positività al futuro, dato che per il passato è davvero impossibile farlo.
Postilla: di questi argomenti si dovrebbero occupare il Consigliere aggiunto Marion Gajda e la Delegata del sindaco per l’inclusione sociale Katya Lucà, che ad oggi pochi hanno capito cosa stiano facendo per meritare il ruolo. In assenza di loro posizioni, ce ne occupiamo noi.

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