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Tep deposito vista satelliteNervi tesi, ma con un bel sorriso stampato sul volto. Ricordatevelo: qualsiasi cosa accada, se hai su una giacca e una camicia, devi sfoggiare il sorriso della persona civile.
E’ stata essenzialmente questo la Commissione comunale dedicata ai piani industriali di Tep e Smtp, e poco altro: Belli, Rizzi e Consiglieri dell’opposizione che volevano affrontare il nodo della sentenza del Consiglio di Stato, l’assessore Marco Ferretti che ha stoppato in tre situazioni diverse il tema. Andando probabilmente molto oltre le proprie prerogative, che non risulta siano eccepire su quanto voglio fare i convitati.
Perché l’espressione del Tar e quella in arrivo del Consiglio di Stato sono importanti? Bé, i nostri lettori ci saranno già arrivati da soli, lo scriviamo per l’assessore e per i fedelissimi di Pizzarotti: perché da un eventuale ricorso o meno di Smtp su Tep deriva la solidità e la credibilità di quegli stessi piani industriali. Perciò avevano assolutamente senso le domande di Lavagetto, Eramo e Campanini, improntate sul “se il Consiglio si esprimerà a favore di...quali tempi per...” e via dicendo. Marco Ferretti ha una carriera accademica che riflette perfettamente la capacità di comprendere un assunto così semplice.
Partiamo da questo: il ricorso di Smtp al Consiglio di Stato c’è stato, lo ha dichiarato il suo presidente Pierdomenico Belli e ce lo ha confermato il presidente di Tep Antonio Rizzi, che abbiamo disturbato ai margini della seduta assembleare.

PER APPROFONDIRE LEGGI DI QUELLO DI BUSITALIA E VAI A RITROSO NEI LINK

Nel corso del dibattito è emerso che un primo appuntamento davanti alla magistratura di piazza Capo di Ferro, 13 (Roma) avverrà giovedì di questa settimana, il 15 febbraio. Il giro di parole ha dominato sovrano tutta la seduta, ma da quel che è parso di capire non sarà comunque in quel giorno che verrà presa la decisione che determinerà la vita o la morte della nostra società pubblica (ricordiamoci bene che Tep non prevede soci privati) per il trasporto.
Antonio Rizzi si è comunque detto molto fiducioso “che tutti i 7 punti sui quali il Tar ci ha dato ragione verranno confermati dal Consiglio di Stato”. E ne ha ben motivo: stiamo seguendo le vicende di Busitalia in procedimenti analoghi in Campania e Friuli Venezia Giulia, piuttosto che altrove. Diciamo che non ne stanno uscendo benissimo, e là non c’è neanche un loro dirigente sotto indagine per condotte volte alla turbativa d’asta (Daniele Diaz), per cui figuriamoci se non è lecito un pelino di ottimismo.
Per il resto il suo intervento, e ancora di più quello del pizzarottiano Mirco Rubini, è consistito in un lungo elenco di “abbiamo fatto”, “vogliamo fare” privo di contraddittorio. A voler essere un po’ cattivi può venire in mente che la Commissione precedente, popolata da numerosi lavoratori, sia stata saltata per non avere troppe domande nello specifico cui rispondere. Quelle di un paio di avvocati, di un geologo e di un addetto stampa potrebbero essere parsi di più facile gestione. Diceva Andreotti che a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Chissà.
Fatto sta che comunque le domande degli stessi hanno fatto emergere qualche altro elemento interessante.
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BELLI DENTRO, IL PIANO INDUSTRIALE DI SMTP: protagonista della prima parte della seduta è stato Pierdomenico Belli, presidente di Smtp. Questa società, in estrema sintesi, è la proprietaria dei “muri” nel trasporto pubblico: volendo raffigurare il trasporto su autobus ad un bar, Smtp sarebbe la proprietaria del locale in cui esso si trova, del balcone e dei frighi in cui trovate bottigliette di acqua e birre, mentre Tep sarebbe il gestore, quindi il barista che vi prepara il caffè e che vi rilascia lo scontrino. Una cosa del genere, per capirci.
Belli si è speso nello spiegare il perché Smtp abbia deciso di andare a gara d’appalto, nonostante in mezza regione si cominciasse a guardare con sospetto l’agire di Busitalia e nonostante al suo fianco ci fosse Paolo Scarpa, che da candidato sindaco (tempo nel quale si occupava parecchio della città) avesse dichiarato preferibile un affidamento in house.
“C’è chi le fa e chi non le fa – ha detto parlando delle Gare il presidente Smtp -: chi non le fa non chiedetemi perché non le fa, perché per quanto ci riguarda esse sono obbligatorie. La nostra società, come detto, è partecipata in pari quota dalla Provincia dal Comune di Parma, ha un capitale sociale di 31 milioni 616 mila euro e un patrimonio netto di 37 milioni e 600 mila. Le funzioni principali, volendo riassumere, sono due: la prima di agenzia per il trasporto pubblico locale (…), la seconda è di gestore del patrimonio immobiliare. Noi siamo proprietari di un deposito urbano a Parma, più uno dismesso: due entità immobiliari sicuramente di elevato livello”. Si trovano nel quartiere Molinetto, di fronte al cimitero della Villetta, quindi in una zona che da un lato guarda al centro storico e dall’altro all’imbocco delle tangenziali: a volerle edificare valgono un botto.
“Il deposito 25 aprile – ha dichiarato in merito Belli, sollecitato dalle opposizioni – è effettivamente in vendita, e ha un valore che si aggira attorno ai 9 milioni di euro. Per un caso abbiamo ricevuto una manifestazione d’interesse pochi giorni fa”.
I Consiglieri hanno quindi cercato di capire il profilo dei compratori, avendo a che fare con una giunta Pizzarotti che sta assassinando il centro a colpi di centri commerciali, ma niente: nessuna risposta è stata loro data.
Nell’esposizione Belli ha rimarcato più volte un concetto: i soci gestori sono dei riferimenti anche sul piano decisionale, perciò l’andare a gara piuttosto che altre scelte sono assolutamente determinate dal confronto con gli assessori di riferimento. Un modo abbastanza elegante per dire “eh sì, adesso lasciate affondare me...come se me lo fossi inventato io, di andare a gara d’appalto!”, o qualcosa di simile.
Riferendosi ai conti del bilancio, Belli ha anche dichiarato che, rispetto ai costi di vertici e dipendenti, “Smtp è senza dubbio l’agenzia più snella di tutta l’Emilia-Romagna. Questo è fuori da ogni dubbio”.
Per quanto riguarda gli utili, “abbiamo sempre pensato a come reinvestire questi in chilometri” di percorrenza dei bus sul territorio, ha detto il presidente.
Dopo 21 minuti e 15 secondi di esposizione del Piano Industriale Pierdomenico Belli è passato al tema annoso della sentenza del Tar. Marco Ferretti lo ha stoppato brutalmente: “io che sono l’assessore alle Partecipate non ho capito: non sono stati fatti vedere numeri, la gara la terrei in fondo”. Perché il fatto che non abbia capito non ci sorprende? Mah, che tempi.
Tornando sul tema della Gara, Belli ha ri-sottolineato: “abbiamo fatto due gare a doppio oggetto perché i soci (Comune e Provincia di Parma, ndr) hanno detto “fate la gara a doppio oggetto”. Annunciati anche investimenti per 300 mila euro come quota nella nuova bretella del Cinghio (il presidente ha dato per assodato che tutti sapessimo di cosa parlasse: errore fatale), oltre ad altri 300 mila euro spalmati nel tempo per lavori di ammodernamenti del deposito dei bus. 400 mila euro saranno investiti nel forno di verniciatura (speriamo di aver ben compreso) all’interno del deposito I° Maggio.
Pierdomenico Belli è quindi tornato sulla questione delle gare, per l’ennesima volta bloccato da Marco Ferretti, che lo ha invitato “gentilmente a ritornare sugli argomenti dell’ordine del giorno della serata, che sono: piano economico e business plan di Smtp e piano economico e business plan di Tep”. Viene da chiedersi che cosa tema, rispetto all’iter procedurale che ha portato la partecipata al Consiglio di Stato. Paolo Scarpa, presidente della Commissione Garanzia, è intervenuto a sua volta facendo presente all’assessore Ferretti che ci sono tutta una serie di finanziamenti, per esempio quelli della Regione, che riguardano il futuro prossimo di Smtp, e che quindi parlare della sentenza è parte del piano industriale. Ci arriverebbe anche un bambino (ma non necessariamente un pizzarottiano) che dalla vittoria o dalla sconfitta in aula derivano tutta una serie di conseguenze sia in termini di “cassaforte” che di investimenti. Prefigurare gli scenari ai Consiglieri comunali è, in quest’ottica, tutt’altro che fuoriluogo.
L’esposizione del presidente Belli è stata senza praticamente sosta disturbata dai consiglieri della Lega Nord Maurizio Occhi e Laura Cavandoli, i quali a fronte di un piano industriale tra i più importanti e controversi del “sistema Parma” hanno ritenuto congruo chiacchierare e ridacchiare come due bimbiminkia dall’inizio alla fine. Abbiamo tenuto il video da una parte per eventuali contestazioni: che si diano una regolata, se vengono e per caso non capiscono ciò che viene detto almeno non disturbino l’aula. Non siamo all’asilo!
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CAPA RIZZI E TEP: molto meno stringente l’analisi dei due esponenti di Tep, per tanti motivi, alcuni dei quali comprensibili. L’azienda è sotto la spada di Damocle della sentenza Tar/Consiglio di Stato ormai da un annetto buono, e da ciò deriva una forte limitazione nel produrre un piano industriale che vada oltre ai “desiderata”. Ad essere diretti: se il Consiglio di Stato si esprimesse a favore di Busitalia con le slide che ha snocciolato Rubini ci si potrebbe fare giusto gli aeroplanini di carta e poco più.
Rispetto ai dividendi da 3 milioni di euro, oggetto in passato di una forte polemica ( PER APPROFONDIRE LEGGI ), Rubini ha inserito l’azione in una strategia di confezionamento della proposta di gara: fondamentalmente una disposizione dei conti che raccontasse lo stato di salute della Tep, pare di capire.
Rispetto all’offerta di Busitalia, Rubini a dichiarato: “il Tar ha analizzato tre punti sostanziali, che costituivano il motivo per cui loro (Busitalia, ndr) avevano 17 milioni in più”. In estrema sintesi viene contestato il rapporto tra liquidità ed investimenti della società a capitale misto di Trenitalia.
Peraltro i vertici di Busitalia “non avrebbero potuto fare quel tipo di business plan se non andando sui costi del personale e sui costi fissi in generale, e questo lo si fa fingendo di non sapere che poi si andrebbe allo scontro con i sindacati”. I giorni di sciopero, in effetti, hanno dei costi per l’azienda: Busitalia l’ha imparato a Padova piuttosto che in altre città nelle quali gli autisti hanno incrociato le braccia.
Alquanto inquietanti i due passaggi dedicati da Rubini a statistiche nelle quali si ventila un possibile aumento del biglietto: se hanno in mente un rincaro che lo dicano senza menarla tanto.
Esecrabile l’ennesimo commento riservato ai controllori Tep: per qualche motivo oscuro il vicepresidente deve far lavorare Holacheck, nonostante sia stata assodata l’assurdità dell’operazione ( PER APPROFONDIRE LEGGI ). Come reazione al biasimo per quella scelta da molti mesi passa il tempo a esibire slides sottese a rimarcare la mancanza di prestazione dei verificatori di casa. Uno con ruoli apicali nel crac di Delta dovrebbe usare più moderazione nel parlare delle prestazioni di altri ( LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK ).
Il resto dell’esposizione di Rizzi (interessante la parte riguardante i 7 punti del Tar citata in apertura) e di Rubini (interessante la parte qui sopra) è consistita in una serie di "faremo".

Postilla: notizie così rilevanti su un settore tanto essenziale alla vita di tutti i cittadini (il trasporto pubblico) le leggete solo qui. Nessun giornale si è presentato in Commissione, ma ancora più grave il sontuoso apparato di comunicazione di Pizzarotti, guidano da Simona Morini, non scriverà una riga, sul tema. Quasi lavorassero per gli assessori e non per i cittadini di Parma.

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