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Foibe antifascismo militante volantino“Fascista dai piedi di balsa racconta una storia falsa”, titolavano giusto ieri quegli irraggiungibili satiri dei Wu Minkioni ( LEGGI ). Non discostandosi però troppo dal quadro reale di quanto sta accadendo da alcuni anni a questa parte: con la progressiva scomparsa dei partiti comunisti (oggi di dimensioni oggettivamente piccole, benché sovente ottimamente frequentati) e con l’imperversare di un malinteso senso di pacificazione nazionale (ricordiamo note associazioni partigiane invitare a questo passo non troppi anni fa) le ponghe, come affettuosamente chiamiamo la feccia fascista a Parma, hanno preso piede. In parte per un senso di appartenenza e di militanza sviluppato con grande attenzione, ed in parte per la capacità di dire bugie di dimensioni abnormi con la più spregiudicata mancanza di scrupoli. Diciamocelo: i partiti che oggi a destra inneggiano alle foibe sono essenzialmente composti da bugiardi disposti a tutto, pur di ottenere l'ambita poltrona. I sondaggi li danno a percentuali minime, e questo è positivo, ma questo fatto non toglie molto alla gravità di poter spargere falsità senza patire la benché minima conseguenza.
Il regime fascista (composto da italiani, ricordiamolo) ha sterminato, spesso dopo torture indicibili, qualcosa come 350 mila esseri umani, nella regione balcanica, tra il 1941 ed il 1945. I numeri che stiamo snocciolando non sono frutto di una visione mistica, ma presi dalla Commissione per i crimini di guerra delle Nazioni Unite: parliamo di persone delle quali esiste un nome e cognome ufficiale, e sovente una documentazione della “sentenza” o della uccisione, per essere ancora più chiari.
Le forze di Tito a quel tempo erano del tutto sovrapponibili alle figure parmigiane cui abbiamo dedicato scuole, piazze e sale pubbliche, e che abbiamo osannato in quanto liberatori della nostra città dal tallone dell’occupazione nazi-fascista.

ZFoto WhatsApp Image 2018 02 09 at 19.37.12Le foibe, quindi: un momento di grande violenza, che colpì anche persone blandamente colpevoli, se non addirittura innocenti. Sì, può essere. Ma se stermini un quarto di milione di cittadini di una nazione (l’allora Jugloslavia, altre 100 mila vittime dei fascisti erano greche), c’è una seria possibilità che gli animi dei partigiani di quel posto siano alquanto lontani da quello spirito di fratellanza che un internazionalista può auspicare. Stiamo comunque parlando di un massacro (circa 10 mila altri esseri umani), ma le proporzioni 10 mila contro 250 mila dovrebbero indurre gli italiani ad un atteggiamento tutt’altro che indignato. Magari più umiltà e maggiore riflessione sulle brutture della guerra potrebbero essere preferibili. Concetti lontani dallo spirito che animerà il corteo delle ponghe, e per un motivo piuttosto preciso: ad organizzarlo sono delle laide merde speranzose di riportare l'Italia a quel regime dittatoriale. Né più, né meno.

“Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava – dichiarava del resto il loro idolo Benito Mussolini -, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani”.

Noi cerchiamo di non scordarci questo, prima di esprimere un qualsiasi concetto su un tema tanto delicato quanto le foibe. 


Quello che segue è il volantino che gli antifascisti di Officina Popolare Parma e circolo anarchico Cieri hanno diffuso ieri davanti alle scuole parmigiane di via Toscana e viale Piacenza. Le stesse organizzazioni hanno chiesto partecipazione ad una contromanifestazione rispetto a quello che le ponghe (non si augura del male a nessuno ma certo se ne venisse uno a loro tante lacrime non ne verseremmo) hanno organizzato “in celebrazione” delle persone infoibate.

“La realtà sarà più forte di ogni deriva fascista e razzista – hanno scritto in merito gli antifascisti -, ma c'è tanto lavoro da fare. Domani, domenica, un raduno del cosiddetto "comitato 10 febbraio" porterà i suoi contenuti nazionalisti per propagandare falsità e nostalgie del ventennio.
Appuntamento al presidio antifascista, domani domenica 11 febbraio, piazzale Barbieri
(barriera Bixio) ore 17".

ZFoto volantino 27709680 399979183781314 178258758920519903 o10 FEBBRAIO FESTA DELLA PACE CONTRO LE BALLE MESSE IN GIRO DAI NIPOTI DEI NAZIFASCISTI
"Il linguaggio politico è concepito in modo che le menzogne suonino sincere, e l'omicidio rispettabile..." (G. Orwell)
Caro concittadino, come ormai da diversi anni, Parma e altre città rischiano di trovarsi la solita parata di neofascisti, impegnati nel loro "Tour delle Foibe": gruppi come Forza Nuova e Casapound ad esempio. A pochi giorni dalla tentata strage terroristica di Macerata ( PER APPROFONDIRE LEGGI DEL LEGHISTA ATTENTATORE ), riteniamo intollerabile la presenza di organizzazioni e iniziative di stampo fascista nella nostra città, nel nostro paese. Il giorno del Ricordo, con la Legge 92 del 30 marzo 2004 (primo firmatario il politico di estrema destra "onorevole" Roberto Menia) diventa, nonostanze le palesi deformazioni storiche alla base, una solennità civile italiana. Un minimo esempio della propaganda diffusa da anni su televisione, giornali, social? Questa foto, girata anni fa nella trasmissione di Bruno Vespa "Porta a porta", può dare un esempio del livello di menzogna che è stato raggiunto: questa foto, mostrata quando si parlava di "esecuzioni sommarie" a opera dei partigiani antifascisti jugoslavi, è in realtà un’esecuzione sommaria compiuta dai nazisti il 29 maggio 1944. Gli impiccati sono ventisei giovanissimi di Premariacco e di S. Giovanni al Natisone. Viene un sorriso amaro nel vedere questo vilipendio alla memoria, fatto sulla pelle di popolazioni che, alla fine della guerra fascista, hanno abbandonato, tra gli anni 40 e 50, le province dell'alto Adriatico. Diventa intollerabile ascoltare questa propaganda nazionalista che dimentica i colossali crimini di guerra compiuti dai fascisti e dai nazisti nell'ex Jugoslavia durante l'occupazione. (e negli anni precedenti) Ricordiamo col 10 febbraio l'anniversario dei trattati di PACE di Parigi del 1947. Ricordiamo anche quest'anno la fine della guerra iniziata dai nazifascisti che è costata la vita di decine di milioni di persone, la sparizione o l'esodo di interi popoli. Gli stessi che oggi "onorano i martiri delle Foibe" sono quelli che gioiscono su Facebook quando centinaia di uomini e donne perdono la vita in quella gigantesca tomba che è diventato il Mare Mediterraneo, che applaudono ai lager preparati in Libia e finanziati dal governo in carica. L'antifascismo riguarda ognuno di noi. L'odio per il diverso potrebbe colpire un nostro amico, il compagno di scuola, il vicino di casa. I fascisti colpiscono perché sei omosessuale, o zingaro, nero, disabile, ebreo, musulmano, o anarchico, comunista, per una vignetta satirica... Pensano a una mandria di donne segregate nel focolare domestico, a fare figli per difendere la "razza italiana". Servono a chi ha il vero potere per creare capri espiatori e deviare la rabbia su di essi.

CONTRO LA VIOLENZA E LE MENZOGNE NEOFASCISTE!

Officina Popolare Parma                                                                                             Gruppo anarchico "A. Cieri"

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