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Per una Sinistra Rivoluzionaria platea BarchessaE’ la lista delle belle persone. No, non è retorica di parte: è proprio che in uno scenario politico infestato da personaggi inquietanti a caccia di una poltrona e/o di uno stipendio, vedere così tanta gente spendersi (da anni, alcuni da tutta una vita) con gratuità per l’altro...fa proprio bene al cuore.
Sono comunisti: lo sono esplicitamente, lo sono orgogliosamente, i candidati di “Per una Sinistra Rivoluzionaria”. Senza nessuna mediazione, senza nessuna indulgenza al compatibilismo. Non li sentirete mai dire frasi del tipo “il sistema si riforma dall’interno”, "siamo comunisti ma..." o similari: loro lo combattono, questo sistema. E lo chiamano con il nome giusto: capitalismo.
La Barchessa del Bizzozzero è decisamente piena, i volontari di Sinistra Classe Rivoluzione e Partito Comunista dei Lavoratori smazzano pile di sedie man mano che la gente fa capolino dall’entrata. Al tavolo, i candidati: da sinistra a destra Orietta Piazza (Senato – Uninominale), Ferdinando De Marco (Senato – Plurinominale), Andrea Davolo (Senato – Uninominale), Federico Toscani (Camera – Uninominale), Filippo Agazzi (Camera – Plurinominale). Stesa dall’influenza la povera Margherita Colella (Camera – Uninominale e Camera – Capolista del Plurinominale), che magari intervisteremo a parte sui temi della scuola, quando si riprenderà. Al centro del tavolo Emanuele Nidi ( LEGGI LA NOSTRA INTERVISTA ) nel ruolo di moderatore del dibattito, al suo fianco il portavoce nazionale di Sinistra Classe Rivoluzione Claudio Bellotti.
Per una Sinistra Rivoluzionaria tavolo BarchessaE’ proprio Bellotti a dare il via alle danze, con un lungo ed articolato intervento che ha da subito dipanato eventuali dubbi e perplessità: “ siamo alla fine di un periodo che ha perfettamente chiarito il quadro sul piano economico e sociale – ha detto agli ascoltatori -, abbiamo un’imprenditoria che ha reso esplicite le proprie posizioni quando sono finiti gli incentivi sociali, adesso obbligano i ragazzi ad andare in luoghi di lavoro a fare gli schiavi gratis. Questa cosa del lavoro gratuito sta diventando un fatto di massa, che non è legato solo all’alternanza scuola/lavoro: l’idea che tu debba stare in un posto di lavoro gratuitamente sta diventando un’idea accettata normalmente, tanto che uno dei sociologi del Movimento Cinque Stelle, Domenico De Masi, ha scritto un libro dal titolo “Lavorare gratis, lavorare tutti. Perché il futuro è dei disoccupati”. Questa è l’elaborazione che viene avanti in questa fase storica. Ci confrontiamo con una crisi sociale che si è quindi negli anni anche accentuata: la forbice continua ad allargarsi. Ma contemporaneamente viviamo in un mondo in cui 70 persone si sono messe in tasca 1.200 miliardi di dollari: loro sono riusciti ad entrare dentro la crisi e ad uscirne più ricchi di quanto non fossero 10 anni fa. Queste sono le cose vere di cui vogliamo parlare in questa campagna elettorale”.
Già, in una politica ormai egemonizzata dalle parole d’ordine dell’ultradestra (profughi, degrado, criminalità, e via dicendo), vanno a scomparire quelle che tutelano le fasce di popolazione debole: scuola, servizi sociali, diritti sindacali...scomparsi. Ma anche i diritti civili delle persone lgbt sono in via di rarefazione. Quasi a suggerire che Lega Nord, Casapound, Fratelli d’Italia, M5S siano armi di distrazione di massa utilizzate da chi ci vuole tutti rimbambiti e succubi? Bé, per i comunisti questa è una certezza, e se ci pensate bene probabilmente potrete essere d’accordo anche voi.
La disamina di Bellotti non ha risparmiato critiche né ai nemici della destra istituzionale, né a quelli della destra camuffata (il PD), né agli autoreferenziali esponenti della sinistra movimentista, quella rappresentanta da Potere al Popolo: concentrati a riformare, si aggrappano alla speranza di poter modificare l’Europa, non capendone la veste assolutamente strumentale. L’Unione Europea, sostengono in Sinistra Rivoluzionaria, è solo lo strumento che il capitalismo si è donato per poter allargare il proprio raggio di azione, e aggredire di volta in volta un fortino diverso. La deludente esperienza di Tsipras in Grecia questo ha insegnato. Liberi e Uguali? “Non fatemene parlare – esclama Bellotti, ridendo sotto i baffi – non ne vale quasi neanche la pena: siamo di fronte a gente che ha governato con il PD che discute con fuoriusciti dal PD su quali siano le migliori modalità per stringere un accordo con il PD: siamo al delirio”.
Le strade maestre? Quelle le spiegano i candidati, che si succedono ad uno ad uno, terminato l’intervento del portavoce.


Per una Sinistra Rivoluzionaria Andrea Davolo BarchessaANDREA DAVOLO: psicologo psicoterapeuta, 40 anni, da tanti anni si occupa di donne violate e bambini, oltreché di migranti ( LEGGI LEGGI ), Andrea Davolo si candida al Senato. La sua disamina riprende le fila dell’introduzione di Bellotti riguardo all’Europa. Che non può essere riformata, ribadisce il candidato. “Un no all’Europa determinato da una presa d’atto, e cioé che è un sistema economico che non funziona. E non funziona perché non è stato concepito perché funzioni. Guardate – dice gesticolando all’auditorium – che questa cosa del debito è una sciocchezza: noi non paghiamo il debito, che peraltro abbiamo già abbondantemente ripianato...noi ci affanniamo a tentare di pagare gli interessi. Dobbiamo prendere atto che il capitalismo è sinonimo di povertà, e partendo da questo approntare una politica di classe”. Concetto difficile, da spiegare alla gente comune: da qualche anno in qui pare quasi che il cittadino della strada più viene bastonato e più è contento. Pensiamoci: il centro destra si presenta alle elezioni con condannati ed ignoranti capitanati dal pluricondannato e ultraottantenne Silvio Berlusconi...e verrà votato massicciamente. Questi compagni, puliti e onesti, lo saranno molto meno. Impressionante, e narrativo di un popolo.

 

Per una Sinistra Rivoluzionaria Ferdinando De Marco BarchessaFERDINANDO DE MARCO: 43 anni, ingegnere elettronico ed aspirante senatore della Repubblica, Ferdinando De Marco ( LEGGI ) è nella foto quello centrale, compreso tra Orietta Piazza ed Andrea Davolo.
Il suo retaggio culturale è orientato al sindacalismo di lotta e di classe, chiaro quindi che il suo intervento vertesse sulle tematiche del lavoro: “conviviamo con il pessimo contratto dei metalmeccanici che si ha “regalato” Landini, capace di farci ottenere l’anno scorso un incremento salariale pari ad un euro lordo. Io ritengo che la specificità di Sinistra Rivoluzionaria passi anche dalla riscoperta di alcune parole d’ordine: abolizione del Jobs Act e ripristino dell’articolo 18, con una sua estensione a tutti i lavoratori, per esempio. Ma anche salario minimo garantito pari a 1.200 euro, perché i lavoratori devono vivere dignitosamente!”. De Marco non fa sconti, nel proprio intervento: certo non al PD, capace di demolire qualsiasi tutela contrattuale nell’arco di pochi anni, ma nemmeno alla Cgil, che ha guardato senza battere ciglio l’evolversi della situazione. Insomma, si deve ripartire dai fondamentali, per quanto riguarda la tutela dei lavoratori e dei luoghi di lavoro.


Per una Sinistra Rivoluzionaria Orietta Piazza BarchessaORIETTA PIAZZA: dipendente pubblica e giornalista pubblicista ( LEGGI ), Orietta Piazza si è candidata come i primi due compagni al Senato. Un intervento, il suo, bello dritto nei denti sui temi di genere, con qualche interessante parallelismo con la questione dei migranti. Perché una cosa deve essere ben chiara: il capitale ha sempre e comunque bisogno di una categoria da schiavizzare. E’ necessario, così come è strumentale la guerra tra poveri. Ed una donna lo sa bene, soprattutto in questi anni di crisi e di assalto alle prerogative dei diritti nei luoghi di lavoro: se ad una donna cominci a far vivere con colpa la scelta della maternità, se impoverisci così tanto il suo salario da rendere più conveniente che stia in casa a fare i lavori domestici piuttosto che lasciarle inseguire le proprie aspirazioni, avvalendosi di asili pubblici e altre forme di agevolazioni garantite dalla Costituzione...ne hai ri-fatto una persona sottomessa all’uomo. Una riprova di questi capisaldi? Chi si occupa dei genitori anziani, in una coppia? Lui o lei? Ecco, appunto.
E questo perché avviene? Perché il maschilismo è un retaggio del capitalismo, sempre per quel discorso che il capitalismo ha bisogno di uno schiavo da sfruttare. In questo senso si inserisce perfettamente il parallelismo compiuto dalla Piazza tra la condizione femminile di ieri e quella dei migranti di oggi.
Una comunista ha un compito – ha detto -: citando Camilla Ravera, quello di liberare la donna dall’uomo e tutti e due dal capitale”.


Per una Sinistra Rivoluzionaria Federico Tocani BarchessaFEDERICO TOSCANI: 35 anni, educatore, Federico Toscani si candida alla Camera nel collegio di Fidenza ( LEGGI ). Da molti anni ha fatto dell’attenzione alle persone con fragilità la propria missione di vita anche nell’ambito professionale: ieri con i disabili, oggi si occupa di minori non accompagnati, e quindi incidentalmente di migranti. “E non sono i migranti, il problema: sono i capitalisti che alimentano la guerra tra poveri. Le persone giunte in Italia costano tutte assieme lo 0,6% del Prodotto Interno Lordo: se consideriamo quanto ci costa il sistema bancario, fa ridere parlare di queste cifre”. Già. Un esempio? Il salvataggio delle banche venete, era giugno dell’anno scorso, ci è costato 5 miliardi di euro. Riflettete bene sulla cifra: cinque miliardi di euro. E se n’è parlato per nemmeno una settimana. Più in generale il salvataggio delle banche saccheggiate da politici ingordi e faccendieri privi di scrupoli (per gli amici “i capitalisti”) ci è costato qualcosa come 31 miliardi di euro. La cifra è stata trovata in appena una notte di riunioni. E noi passiamo il tempo a cazzeggiare su un fenomeno che in tutti questi anni ci è costato complessivamente, come ha correttamente ricordato il candidato Toscani, 4,6 miliardi di euro: non vi capita mai di sentirvi un attimino coglioni, a sprecare minuti su un tema superfluo come il flusso migratorio?

Per una Sinistra Rivoluzionaria Filippo Agazzi BarchessaFILIPPO AGAZZI: 35 anni, ingegnere informatico, Filippo Agazzi è un aspirante deputato ( LEGGI ). Il suo intervento ha riguardato certamente la politica interna, ma anche il “come” vengono utilizzati i soldi dei lavoratori. Riprendendo il discorso fatto riguardo i migranti dal compagno Federico Toscani, Filippo Agazzi ha concentrato il discorso sul circuito del male imperialista, e quindi sulla difesa dei poteri forti operata dal PD di Matteo Renzi, che “ha fatto cose che neanche Berlusconi era riuscito a fare”, ha detto commentando i tanti assalti neodem in Parlamento. “Una “democrazia parlamentare” - ha aggiunto -, che a ben guardare si difende dal governo dei lavoratori: si aumentano lo stipendio, salvaguardano le proprie prerogative e indeboliscono quelle dei lavoratori. Basti osservare la differenza di stipendi di un italiano e di un parlamentare”.
Uno dei temi cari ad Agazzi, lo spreco di denaro pubblico in missioni militari e acquisto di armi, lo ha ripreso in fase conclusiva Claudio Bellotti, ponendo una domanda alla platea che ha nella semplicità la propria potenza: come diamine è che per comprare 17 cacciabombardieri il governo italiano ha trovato 1,3 miliardi di euro, da destinare a Lockheed Martin (USA), mentre per pensioni, fondi di invalidità e quant’altro di soldi non ce ne sono mai?

ZFoto Schermata del 2018 02 02 00 36 22Nel 2020 avremo raggiunto un totale di ordinativi pari a 32 nuovi F35, non si capisce avvantaggiando chi, tra i nostri lettori e nell’elettorato italiano (dato che oltretutto proverranno da un'azienda governativa USA).
Ecco che quindi andare in conflitto con questo sistema di cose in quanto tale è la strada maestra per uscire da un empasse che vede il povero soccombere, ineluttabilmente. Votare delle brave persone, sinceramente oneste e formate ciascuno nel proprio ambito di competenza è il primo passo in una giusta direzione. Non si trovano magari tutte in “Per una Sinistra Rivoluzionaria!”, ma...quasi. Certo qui non troverete i tirapiedi di Pizzarotti né di qualche “segretaria occulta” della Cgil (si sono accumulati altrove, fortunatamente): ci troverete dei comunisti, fieri e determinati. E niente meno di questo.

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