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ZFoto Schermata del 2018 01 13 11 10 12Ritenere uno come Federico Pizzarotti antifascista implica come minimo il non aver ben chiara la correlazione inscindibile tra fascismo e capitalismo.

Nessuno si dovrebbe dichiarare antifascista se all’atto pratico compie azioni come vendere le quote dei nostri beni comuni (acqua, energia elettrica, gas, rifiuti e via dicendo LEGGI LEGGI LEGGI) alle banche o aggredire con violenza i diritti civili dei soggetti fragili della nostra collettività (disabili LEGGI), contando sul foraggiatissimo silenzio dei cosiddetti corpi intermedi: è lampante.
Ma l’ultima uscita del sindaco di Parma fa anche più ridere del solito: sulla propria pagina pubblica attacca Blocco Studentesco, costola giovanile di Casapound, i cui manifesti sono “di idioti senza civiltà che si rifanno all'ideologia fascista”, “manifesti che riportano a quella mentalità lì, degli estremismi fatti solo di rabbia e odio. Non c'è cultura in tutti questo, e non è solo inciviltà, né solo stupidità”.

 

ZFoto Pizzarotti Casapound e quelle merde di blocco studentescoAlle infuocate righe segue l’esortazione: “prepariamoci ad affrontare l'inciviltà con la denuncia e con la civiltà, con la passione politica e il buon senso”. E potrebbe andare benissimo, se fosse detto da qualcun altro. Per i motivi elencati sopra, per i voti ricevuti da Forza Italia, Lega Nord e Destra estrema in campagna elettorale e tutt'altro che rifiutati ( LEGGI ), ma anche per una semplice constatazione: un sindaco fieramente convinto di ciò che afferma si comporta come fanno i colleghi di città anche vicine, e vieta la diffusione di quella messaggistica fascista in spazi pubblici. Ormai l’Italia è piena di primi cittadini che hanno detto “no!” a quella retorica ( leggi, ma è solo per fare un esempio, del sindaco di Ravenna LEGGI ), e si sono rifiutati di esserne strumento di propagazione. Tra essi non c’è in nessun modo Federico Pizzarotti, che sfodera l’antifascismo saltuariamente, soprattutto quando è in calo di popolarità per flop di fine anno ( LEGGI ) o per inchieste della magistratura che certo non raccontano una volontà fattiva di lotta alle infiltrazioni mafiose ( LEGGI ).

Casapound e quelle merde di blocco studentescoQuella che notate qui di lato, difatti è una foto scattata in via Costituente: l’abbiamo biecamente “fregata” alla pagina degli ottimi Parma Non Lo Sa ( GUARDALA ) per motivi di tempo mancante (siamo sommersi di lavoro arretrato...è un casino, ultimamente!). Via Costituente, per chi ci leggesse da lontano, è il cuore dell’Oltretorrente, partendo da via Bixio e sbucando in piazza Picelli, luogo che come suggerisce il nome è dedicato all’eroe delle Barricate e guida degli Arditi del Popolo. Sopra il cartellone il logo del Comune di Parma. La plancia è ufficiale, il manifesto risulta regolarmente autorizzato (e va aggiunto che è lì da giorni senza che nessuno lo abbia rimosso).

Perciò la domanda che dobbiamo farci è la seguente: cosa misura la differenza tra la civiltà e l’inciviltà citate dal sindaco di Parma? Quali sono le differenze tra “estremismi fatti solo di rabbia e di odio” e messaggi degni di essere supportati dal logo del Comune di Parma? E’ tutta una questione di bolli comunali pagati a Parma Gestione Entrate o di rispetto di un Regolamento comunale approvato giusto un anno fa? Siamo dunque diventati questa cosa qui? Fascisti o non fascisti sulla base del pagamento di un balzello o di supposte regole inerenti il decoro? Ma allora si torna alla questione del denaro, del capitalismo e del neoliberismo della Parma pizzarottiana!

Sottolineiamo un particolare importante: l’organizzazione è la stessa, Blocco Studentesco. Che Pizzarotti (e la sua corte di leccapiedi, una parte dei quali sostiene di volere dare potere al popolo candidato la lacché della Paci) si chiarisca le idee, sull’argomento, perché c’è una concreta possibilità che l’antifascismo consista in qualcosa di più che l’aver pagato o non pagato un dazio comunale, o l’aver rispettato un Regolamento. L’antifascismo delle chiacchiere e dei pipponi su una tastiera ha in effetti stancato tutti: chi si limita a parlare è complice e colluso. A ben guardare il migliore alleato dei fascisti.

Postilla: sollecitati sul tema della libera affissione, abbiamo deciso di approfondire e rispondere pubblicamente ad un amico (e lettore ). Le 21 plance non sono "affiggi quel che ti pare", ma devono rispettare il Regolamento comunale fatto votare dalla giunta Pizzarotti precedente nelle parti relative al decoro urbano e di polizia urbana. Perché Blocco Studentesco ha potuto a buon diritto affiggere quei manifesti? La risposta è proprio nel Regolamento voluto da Effetto Parma. Domanda: in quante parti prevede una indisponibilità alla messaggistica fascista o neofascista? Ci scriveremo sopra in maniera specifica, perché è ora di piantarla con un antifascismo fatto di chiacchere, cui non corrispondono decisioni politiche conseguenziali.

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