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Commissione Affari Istituzionali in sala Consiglio OPPOSIZIONIUna Commissione, quella degli Affari istituzionali che si è tenuta ieri in aula consiliare, al limite del ridicolo.

Da un lato le opposizioni, che attraverso la proposta delle opposizioni (intendendo PD, Parma Unita e Parma Protagonista, dato che per il resto siamo all'ornamentale che va su tutto e non impegna) hanno cercato di analizzare i difetti del progetto definito da Nicoletta Paci, che ha condotto alle urne l’1,95% degli elettori, proponendo delle soluzioni anche interessanti. Dall’altro i Consiglieri di Effetto Parma e tre esponenti del CCV del Lubiana portati ad hoc per spiegare che il sistema è perfettibile ma che in fondo va tutto bene. Peccato che mentissero, su un piano meramente politico, in una maniera vergognosa: nella realtà molti Consigli non si sono mai de facto attivati, altri hanno funzionato qualche mese e poi sono defunti senza dare più segni di vita. Un esempio per tutti? Il Montanara.

Però, se avete voglia di contestare questo assunto, facciamo un esperimento: snocciolate a memoria tre nomi dei CCV del Lubiana-San Lazzaro, per esempio. Un altro esperimento? I tre progetti che avete maggiormente gradito dei CCV del vostro quartiere? Chiaramente il nostro obiettivo non sono i diretti interessati, nella maggior parte dei casi poveri cristi che hanno, in modo completamente gratuito, cercato di tappare i buchi di una nave dal nome suggestivo, Titanic. Il nostro obiettivo è invece l’onestà intellettuale e la pudicizia delle dichiarazioni di uno come Cristian Salzano, su cui già nel primo mandato di Pizzarotti è stato sventolata l’ipotesi fosse un bugiardo senza che poi venissero prodotte le prove ed i verbali dimostranti il contrario. L’argomento erano i giochi del parco di Panocchia ( LEGGI ), e la sede in cui vennero lanciate le accuse era isituzionale e pubblica. I lavori furono poi affidati ad un architetto con sede nello studio di Alessandro Tassi Carboni , poi candidato con Pizzarotti ed oggi presidente del Consiglio comunale ( LEGGI DI PIZZABALLA RELOADED ). I casi della vita! 
E cosa hanno pensato di proporre, Eramo, Lavagetto e Pezzuto?
Bé, innanzitutto di togliere di mezzo l’invereconda pratica del sorteggio: avere un rappresentante dei cittadini come effetto di una tombolata venuta male non è dignitoso né troppo inerente al concetto di democrazia. In secondo luogo di approffittare delle imminenti elezioni politiche per organizzare una sorta di “election day de noartri”: vista l’impossibilità legale (a quanto pare) di far coincidere i seggi, la proposta dei Consiglieri di opposizione, dai toni veramente smelensi e troppo accomodanti ma almeno nel merito, è stata di organizzare strutture (tipo i gazebo) limitrofe ai seggi dove poter invitare i parmigiani ad esprimere il voto. Terzo punto cardine della proposta è il ritorno al voto con carta e matita: quello digitale si è rivelato una ca..ta pazzesca (citando Fantozzi).
Osservazioni, quelle dei tre partiti, che sarebbero condivisibili persino a fronte di una massiccia affluenza alle urne. Bé, non ci crederete: in un’aula che ha visto la Paci al tavolo di giunta e sui banchi gente votata da cugini di primo, ma non di secondo, grado, Nadia Buetto, Cristian Salzano, Mhaidra Nabila e Barbara Sartori hanno avuto anche la faccia di tolla di “tenere il punto”, come si suol dire in questi casi, e far passare un “va tutto bene” come ordine di scuderia.
La loro proposta è consistita nel far votare a febbraio 2018 in modo sostanzialmente invariato. Un modo di fare che ha determinato la reazione composta ma netta di Pier Paolo Eramo, che riportiamo integralmente ( GUARDA IL VIDEO DALLA COMMISSIONE AFFARI ISTITUZIONALI ).
Si lascia la Commissione con un interrogativo forte: che democrazia è quella in cui delle persone votate dalla maggioranza di una minoranza (non ha votato che il 37% degli aventi diritto) e, a titolo singolare, da alcune decine di amici, impone il proprio volere anche rispetto ad un sistema, quello inerente i CCV, platealmente fallimentare? Non siamo forse di fronte ad una nuova forma di autoritarismo, neoliberista e oligarchico? Bé, ciascuno rifletta con la propria testa e arrivi alle proprie risposte.

LEGGI DELLA COMMISSIONE PRECEDENTE

Commissione Affari Istituzionali in sala ConsiglioLA PROPOSTA DELLE OPPOSIZIONI NON LEGHISTE SUI CCV:

Consigli dei cittadini volontari: che sia partecipazione vera
Proposte migliorative dei gruppi PD, Parma Protagonista, Parma Unita

Tutti siamo consapevoli che nel voto delle recenti comunali in città “ha vinto l’astensione”: il fenomeno (anche nazionale), preoccupa. Ci sembra quindi che lavorare con rinnovato sguardo ed attenzione alle esperienze che promuovono la partecipazione attiva dei cittadini e il ruolo democratico sia non solo un dovere ma un’ urgenza del momento storico/politico.

I Consigli dei cittadini Volontari sono scaduti e si dovrà andare al loro rinnovo.
E’ noto che la creazione di tali organismi, così concepiti, non ha avuto il nostro consenso, al di là dell’impegno che è stato poi portato avanti dai singoli Consiglieri volontari, che in alcuni casi è stato significativo
Con spirito costruttivo, avanziamo alcune proposte migliorative.

Partiamo da alcuni dati di fatto.
alla prima elezione dei Ccv, nel 2015, partecipò solo l'1,95% degli aventi diritto;
in alcuni quartieri non si trovarono candidati in numero sufficiente per costituirli;.
le votazioni per il bilancio partecipativo – strumento che pure riteniamo abbia delle potenzialità - hanno visto la partecipazione di 6.186 cittadini;
in merito all’esperienza fin qui condotta sui Ccv , dalle informazioni che abbiamo ci pare che la situazione sia “a macchia di leopardo”, con realtà che hanno visto livelli di maggiore partecipazione/attività e altre che si sono dimostrate meno efficienti.

LE NOSTRE PROPOSTE

Abolizione del sorteggio
Proponiamo che sia abolita la quota dei componenti dei Ccv (pari al 50% dei componenti) scelta con sorteggio, per almeno quattro ragioni:
diversi consiglieri sorteggiati hanno rinunciato a favore di altri, a dimostrazione che senza una reale motivazione il meccanismo non funziona;
l’esperienza di alcuni Consigli dimostra che alcuni che accettano poi tendono a non partecipare attivamente;
il sorteggio, per il solo fatto di essere previsto, indebolisce la già flebile legittimità dei Ccv, trasmettendo l’idea - al di là delle intenzioni - che siano degli organismi più o meno pletorici;
non è rispettoso per chi si è candidato ed è stato eletto, anche se con pochi voti, essere in sostanza “parificato” a un consigliere sorteggiato a caso.

Modalità di voto: seggi fisici e schede
Proponiamo di tornare a un sistema tradizionale di voto (postazioni fisiche e scheda cartacea) non perché non crediamo alle potenzialità delle nuove tecnologie, ma perché, molto più semplicemente, abbiamo constatato che il voto telematico non favorisce la partecipazione, avendo peraltro un costo di gestione comunque rilevante.
Le elezioni nazionali, quasi certamente a marzo, sarebbero l’occasione giusta - seppure non si possano utilizzare gli stessi seggi - per allestire anche postazioni di voto per i Ccv. Non entriamo qui nei particolari organizzativi, che possono essere affrontati e risolti se c’è la volontà di farlo. Riteniamo che l’associare i due appuntamenti potrebbe stimolare la partecipazione.

Numero minimo candidati: rivederlo, sulla base dell’esperienza
Proponiamo sia effettuata una valutazione, sulla base dell’esperienza del 2015, sull’opportunità di un abbassamento del numero minimo di candidati necessario alla costituzione dei Ccv.

Più relazione col territorio e capacità di elaborazione condivisa
Se i Ccv devono essere, come crediamo, “sentinelle del territorio”, dovranno svolgere pienamente la loro funzione di luoghi di costruzione di relazioni ed ascolto con i cittadini del territorio e di elaborazione di proposte condivise dalla cittadinanza con adeguata ampiezza.
I Ccv devono farsi carico, in modo sistematico e non estemporaneo, del coinvolgimento delle associazioni presenti nei diversi quartieri e anche, a seconda dei temi affrontati, di quelle a dimensione cittadina.

Comunicazione e informazione
Occorre migliorare le forme di comunicazione ai cittadini in merito alla convocazione dei CCV, ai loro lavori e agli esiti delle sedute.

Gestione delle sedute e delle attività
Ci sono stati segnalati in alcune situazioni difficoltà nella gestione delle riunioni: a tale proposito, sarebbe utile fornire ai Coordinatori indicazioni di base e/o organizzare incontri ad hoc dedicati al metodo di conduzione delle sedute e, in generale, delle attività.

I Gruppi consiliari Partito Democratico, Parma Protagonista, Parma Unita

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