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Fiere di Parma entrataNon rimarrà moltissimo del concetto di “bene comune”, dopo il passaggio di Federico Pizzarotti, a Parma. Il giochino dell’A Seventh of Mayor è più o meno il seguente: prendere proprietà che prima erano della collettività, venderle, e con il ricavato avere quella liquidità che necessaria a creare consenso, sia esso acquisito aumentando le dimensioni del “carrozzone” ( LEGGI DELLA GIUNTA DA UN MILIONE DI EURO ALL’ANNO E LEGGI DEI QUATTRO DELEGATI DEL SINDACO ) o derivante dalle opere di urbanizzazione/cementificazione (per esempio il rifacimento del piazzale antistante il Duc o di quello della Pace). Così ecco che la determina dirigenziale 3018, firmata dalla fedelissima pizzarottiana Ester Reverberi, assume una valenza politica appena appena confermativa, rispetto a ciò: con essa il Comune di Parma prende atto dell’entrata derivante dalla cessione delle azioni di Fiere di Parma, che sono fruttate 5.367.497,74 euro. E’ con tale cifra che la francese Crédit Agricole si è assicurata le 215.909 in capo al Comune, che si sono aggiunte ad analoga quantità ceduta dalla Provincia di Parma del presidente Filippo Fritelli.

LEGGI DELLA VENDITA DELLA VERGOGNA
La cessione delle azioni di Fiere di Parma ha suscitato, da molti mesi a questa parte, polemiche a più livelli e per svariati motivi. Il primo di tutti è rappresentato dal fatto che con essa Federico Pizzarotti ha deciso di vendere le azioni di una Partecipata in attivo costante per entrare in una società, Sogeap, perennemente in passivo, ed in effetti periodicamente lì lì per portare i libri in tribunale ( PER APPROFONDIRE SOGEAP LEGGI E VAI A RITROSO NEI LINK ). Il secondo che con essa Federico Pizzarotti in pratica consegna il nostro ente fieristico a Stefano Bonaccini ( PER APPROFONDIRE LEGGI ), da anni impegnato nella creazione di un polo fieristico con Forlì e Parma ma imperniato attorno a quello di Bologna. Fiera di Bologna che, per inciso, a sua volta boccheggia tra passivo e pareggio di bilancio, quando la nostra produce attivi per 7 milioni ogni anno che Iddio manda in terra ( LEGGI DELLA COMMISSIONE SULL'ARGOMENTO ). Il terzo motivo è che la scelta non è stata condivisa con nessuno, ed in effetti ha trovato la contrarietà di praticamente tutti, in città. Tranne ovviamente l’Unione Parmense degli Industriali, da cui è arrivata la lettera al sindaco con la manifestazione di interesse. Perché ricordiamocelo: Pizzarotti è di sinistra (come no!).

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