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Commissione Welfare2017 su disabili VISi incavolano sempre molto, i tirapiedi di Pizzarotti, quella accozzaglia di semi-professionisti che il primo cittadino paga con il denaro dei contribuenti, quando viene ipotizzata una nuova, sottile, Parma fascista, o una nuova Parma da bere (in borgo delle Colonne, soprattutto).

Una incavolatura che potrebbe anche starci, per carità, ma che cozza pesantemente con la realtà dei fatti, con questi ultimi che si stanno accumulando, uno dopo l’altro.
Si arrabbiano molto anche quando si fa loro notare che i soldi saltano sempre fuori per le idee, spesso balzane e di mediocre portata, di Michele Alinovi (assessore all’Urbanistica), mentre “sono purtroppo finiti” quando si parla di disabili, rispetto ai quali l’assessore Laura Rossi pare oggi intenzionata ad investigare persino nelle dichiarazioni Isee.
Non parliamo poi dell’indisposizione di quando si rileva che la stessa assessore Rossi pare odiarli, i disabili (Dall’Olio, in effetti, usò l’espressione “avere un problema”...il verbo odiare lo usano i disabili stessi del nostro gruppo di lettori).


Commissione Welfare2017 su disabiliUNA NUOVA FORMA DI FASCISMO? : va bene, potranno anche arrabbiarsi. Ma anche ieri, in Commissione Welfare, si è ripetuto un comportamento già osservato in passato, in virtù del quale pare proprio che l’aspirazione dei membri della giunta Pizzarotti, a questo punto in ciò aiutati da stipendiati del Comune di Parma, sia di far arrivare i proprio eventuali oppositori a discutere dei temi nella maggiore ignoranza possibile. Pur non avendo questa giunta un lungo percorso (si è insediata solo pochi mesi fa) abbiamo infatti già assistito a voti in aula consiliare senza lettura preventiva della delibera, o con lettura di pochissimo precedente (sono successe entrambe le cose LEGGI DI LORENZO LAVAGETTO ), e discussione in Commissione di temi cui i Consiglieri non hanno potuto avere accesso ( LEGGI DI CAMPARI IN COMMISSIONE URBANISTICA ). Se a questo aggiungete che da tempo sono praticamente scomparsi gli ordini del giorno dalle comunicazioni che l’Ufficio Stampa del Comune di Parma fa sul sito istituzionale (prima dell’arrivo di Simona Morini ciascun parmigiano poteva visionare tranquillamente quel genere di atti), non pare eccessivo chiedersi se a Parma viga ancora una qualche forma di democrazia.
PER APPROFONDIRE LEGGI L’ARTICOLO PRECEDENTE SULL’ARGOMENTO
Se ne sono accorti a proprie spese i Consiglieri intervenuti in Commissione Welfare, che non hanno potuto visionare le cifre snocciolate da Laura Rossi che una volta giunti in sala Cultura, al terzo piano del palazzo comunale. Per la maggior parte dell’esposizione stessa hanno dovuto fare a meno anche del videoproiettore, che misteriosamente si è rifiutato di fare il proprio lavoro. A denunciare il tutto, chiaramente indignato per la cosa, il Consigliere Pier Paolo Eramo, di Parma Protagonista. Suo e dei colleghi di opposizione, Lega Nord esclusa, il comunicato che riportiamo integralmente in coda.
Commissione Welfare2017 su disabili ILA COMMISSIONE VIDEO DOPO VIDEO: nessuno del Comune di Parma vi relazionerà in modo particolarmente accurato su quanto accaduto in Commissione. C’è però fortunatamente Rosso Parma, e abbiamo ripreso quasi tutta la seduta: potete osservare i video da soli, e formarvi un’idea tutta vostra di quanto si è detto. Sarebbe in effetti la finalità che dovrebbe muovere la già citata  Simona Morini  (in quanto Posizione Organizzativa) e Marco Giorgi (in quanto dirigente), vale a dire i responsabili di uno strumento che dovrebbe essere di tutti, ma tant’è.

E cos’è successo, ieri sera? Erano presenti, oltre all'assessore Laura Rossi e ad alcuni funzionari del Comune, i Consiglieri Pier Paolo Eramo, Fabrizio Pezzuto, Bruno Agnetti, Nadia Buetto, Daria Jacopozzi, Lorenzo Ilariuzzi, Laura Cavandoli, Marco Maria Freddi, Oronzo Pinto, Cristian Salzano, Valeria Ronchini (presidente della Commissione, ma per adesso si fa per dire, perché per esempio durante la seduta hanno fatto un po’ tutti quel che volevano), Mhaidra Nabila, Barbara Sartori e Stefano Fornari. Alcuni in quanto facenti parte della Commissione, altri come uditori, vai a capire se perché interessati al tema della disabilità o se per dare manforte all'assessore sull’argomento che più di tutti da sempre la vede patire.

Commissione Welfare2017 su disabili IIL’ESPOSIZIONE DI LAURA ROSSI: a dare inizio alla seduta commissariale è stata Laura Rossi. Essenzialmente i primi 20 minuti sono stati dedicati all’anticipazione di eventuali contestazioni e alla risposta indiretta a critiche ricevute recentemente da un gruppo di associazioni di disabili del nostro territorio. Queste ultime hanno denunciato il mancato coinvolgimento nel processo decisionale che ha portato alla formulazione del pacchetto di provvedimenti sul “Dopo di Noi”, una legge a lungo attesa da chi vive nell’universo della disabilità.
A detta loro, ma il dato viene confermato dalla stessa assessora, il Comune di Parma si è presentato a pochi giorni dai termini previsti dalla legge con una proposta di iniziative “blindata”, da “questo è, che vi piaccia oppure no”.
“Non è stata colpa nostra – ha dichiarato l’assessora al Welfare -: quello che ho detto anche alle associazioni la sera dell’incontro è che la delibera regionale imposta una metodologia di lavoro per la quale il primo anno non poteva essere che una presa d’atto di quello che c’era già sul territorio, con al massimo qualche ipotesi di innovazione. Il metodo è in itinere, e si può considerare che parte da adesso per le annate successive”.


Commissione Welfare2017 su disabili IIILa Rossi, che sagoma! Il suo gioco, come quello di altri componenti della giunta, è di inserire en passant la parola “Regione” nel discorso. E’ un messaggio molto chiaro: si può interpretare facilmente con un implicito “ok, se mi dai addosso, dai addosso alla giunta Bonaccini...vedi un po’ tu”, con cui il pupillo di quell’area renziana (o post-renziana?) del Pd ricorda ai membri di Parma Protagonista, Parma Unita e Pd stesso contro chi ci si vada a porre. E soprattutto nel Pd la cosa funziona parecchio, teoricamente. Nella pratica però le cose sembrano cambiare.
“ Il provvedimento sul Dopo di Noi – le fa notare Daria Jacopozzi, proprio del PD – sembra ribaltare il concetto tradizionale, ed in un certo senso pone al centro la persona e la famiglia anche nella fase progettuale, quindi non è più il Comune a farsi carico del progetto, ma il ruolo della famiglia diventa centrale. Ci pare di aver capito che i Tavoli di Zona non siano stati realizzati, che sono rimasti sulla carta, e se quindi questo ha creato un vuoto di comunicazione in questo puzzle. Mi sembra importante il segnale che si da alla città rispetto alla dimensione culturale che ha il prendersi cura di una persona disabile. Io insegno e so già chi dei miei ragazzi avrà bisogno di una borsa lavoro l’anno prossimo. Quindi potevamo attrezzarci molto prima, non possiamo ridurci ad aspettare a luglio per pensare cosa farà questo ragazzino, perché non tutti i disabili hanno delle famiglie “forti” alle spalle (la Jacopozzi intende dal punto di vista economico, il senso sarà più chiaro più avanti, quando si parla di fondi regionali, ndr). Ci chiediamo a questo punto se sia possibile aprire questi tavoli di zona e mettere in atto una progettualità a lungo termine che si occupi di piani di vita”.
“ Questo ragionamento va su piani diversi – risponde Laura Rossi -: il lavoro con le famiglie noi lo rivendichiamo, perché qualunque progetto parte dal territorio e con una convenzione prima di tutto con le famiglie”. Curioso, se detto da una persona che venne inseguita fin dentro al Comune dalle stesse famiglie ( RICORDA QUEL MITICO INSEGUIMENTO NELLE IMMAGINI DEL CORRIERE DELLA SERA TV ), e che proprio recentemente dalle stesse è stata attaccata, ma tant’è...questa è la sua opinione.
“Il secondo piano – prosegue – riguarda il progetto di vita, la continuità, che noi comprendiamo benissimo: questo però sta nei limiti della programmazione comunale. Se noi sappiamo di quanto disponiamo alla fine di ottobre del 2017 è evidente che non riusciamo a dare certezze di programmazione neanche all’esterno. Quelli che arrivano adesso fanno i conti con gli strumenti di programmazione che noi abbiamo: non avendo certezza noi delle risorse, non possiamo neanche programmare”. Questo collegamento così ferreo tra fondi ricevuti e programmazione sulla disabilità racconta un dato politico importante, soprattutto a quei falliti e/o leccapiedi che vogliono imporre Pizzarotti come uomo “di sinistra”: se i soldi arrivano, da Bologna, i disabili accedono a progetti...altrimenti restano fuori. Il Comune ha appena presentato un documento economico con un attivo da 12 milioni di euro: prendetevi tutto il tempo che vi serve per rifletterci.
“ Il terzo piano – conclude Laura Rossi – prevede il piano di zona: li abbiamo sempre fatti, i tavoli ci sono sempre stati. La Regione, nel 2012 o nel 2013 non ricordo bene, è partita con un percorso di costruzione regionale di una nuova modalità per costruire piani di zona triennali. Dal 2012 siamo arrivati al 2017 ad avere il piano triennale: la delibera è arrivata la settimana scorsa o due settimane fa, ed è adesso che cominciamo ad avere dei documenti della Regione che ci danno mandato. Noi stiamo partendo adesso”. La Rossi spiega che nei prossimi mesi avverranno incontri, soprattutto di natura protocollare, cioé sottesi a spiegare chi fa cosa in questo nuovo piano regionale. In realtà l’ambito di richiesta della Jacopozzi (e delle famiglie che a lei si sono rivolte) è diverso, l’assessore sembra fingere di non capirlo: le è stato richiesto di discutere preventivamente in maniera corale proprio ciò che ha presentato come un documento bloccato.
E difatti la Jacopozzi la rintuzza ulteriormente: “ i soggetti associativi, però – afferma – erano particolarmente importanti da consultare proprio perché, essendo spesso composti da genitori, sono organizzazioni che stanno facendo un percorso di mutuo aiuto. Un’amministrazione che ascolti queste associazioni e questi genitori è un’amministrazione che ha colto il senso di questo mettersi assieme, che è un valore aggiunto”.
GUARDA IL PRIMO VIDEO DEL BOTTA E RISPOSTA JACOPOZZI-ROSSI
GUARDA IL SECONDO VIDEO DEL BOTTA E RISPOSTA JACOPOZZI-ROSSI
Commissione Welfare2017 su disabili IVIL DELEGATO DEL SINDACO SULLA DISABILITÀ: il tema della partecipazione si è quindi spostato sulla scelta (non ancora compiuta) rispetto al delegato del sindaco sulla disabilità. Fa ridere pensare che proprio Pizzarotti criticava di Vignali queste dispendiose deleghe (si chiamavano “agenti”, quello per la disabilità era Bernini, poi arrestato e processato in seno a Aemilia), fatto sta che la dinamica si sta ripetendo ( LEGGI DELLA CORTE DI PIZZAROTTI, CHE PAGHI TU ).
Daria Jacopozzi: “la questione della partecipazione investe anche la scelta del delegato del sindaco per la disabilità, figura che pare un po’ calata dall’alto e senza alcuna condivisione con questa ricchissima rete di associazioni, che ha una profonda esperienza. Le chiedevo se rispetto a questa nomina ci sono delle novità e se anche su questo metodo di scelta”.
“Si ritorna – risponde l’assessore Laura Rossi – alla questione degli oggetti di lavoro: io non credo che tutto ciò che fa un’amministrazione sia oggetto di condivisione su tutti i tavoli. La scelta del delegato ha seguito una metodologia per gli altri e seguirà la stessa metodologia: è una scelta dell’amministrazione comunale. Ci prendiamo la responsabilità di scegliere la persona, non è possibile immaginare un percorso di condivisione, perché altrimenti dovremmo condividere anche con i sindacati, con gli stakeholder”.
Curiosamente Nadia Buetto irrompe concedendo la parola a Valeria Ronchini. Il "curiosamente" si deve al fatto che essendo la Ronchini presidente di Commissione dovrebbe essere casomai il contrario, e che dal punto di vista istituzionale la Buetto non ha alcuna autorità per intervenire a proprio piacimento per invitare all’intervento chicchessia. C’è tutto nel video, non vi resta che guardare con i vostri occhi. La Ronchini si limita a ripetere pari pari quanto già affermato dall’assessore, infilandoci una castroneria sulla nomina dei dirigenti scolastici. Siamo al surrealismo politico.
GUARDA LA DISCUSSIONE SUL DELEGATO DEL SINDACO
Commissione Welfare2017 su disabili VPIER PAOLO ERAMO E L’IMPOSSIBILITÀ DI STUDIARE I CONTENUTI: Pier Paolo Eramo ascolta tutti, scribacchia sul suo pc con touch screen, poi interviene. Innanzitutto rimbrottando proprio la Ronchini rispetto all’ordine dei lavori, visto che in quasi tutta la Commissione è intervenuto chi voleva per il tempo che voleva e a discapito di chi avesse eventualmente voluto rispettare le regole, secondariamente per un contenuto espresso proprio dalla pizzarottiana. Costei, spiegando il mancato coinvolgimento delle famiglie nella scelta del delegato ha affermato (letteralmente, c’è nel video) che le stesse non vengono coinvolte nemmeno nella scelta del dirigente scolastico degli istituti. Eramo, che nella vita il preside lo fa per davvero, fa notare che un dirigente viene scelto per concorso, e non perché piace al sindaco (quest’ultima parte è una nostra interpretazione). Eh...la meritocrazia: bei tempi, ricordate?
Eramo sottolinea altresì come mettere a bando una nomina del genere significa mettere il ruolo sullo stesso piano della scelta dell’addetto stampa, “con tutto il rispetto”, e vista la delicatezza del ruolo forse ciò è inopportuno. Poi il Capogruppo di Parma Protagonista, come altri colleghi prima di lui, pone l’accento su una questione che abbiamo toccato iniziando l’articolo, quella che vede i Consiglieri messi nelle condizioni di studiare le carte prima di licenziare una delibera o di votarla in aula.
“ Non ho capito perché – afferma ad un certo punto – in questa Commissione il materiale che ci viene dato qui e anche quello che viene proiettato non ci è stato messo a disposizione prima, dato che evidentemente c’era: è evidentemente poi difficile intervenire cercando di capire ciò che c’è scritto”.
“ Io non sapevo che documenti farvi girare – risponde con una notevole faccia di tolla l’assessore Laura Rossi -: pensavo di mostrarvi ora qualche attività e poi lasciarvi questi fogli, vi farò fare le fotocopie”.
GUARDA L’INTERVENTO DI PIER PAOLO ERAMO
Commissione Welfare2017 su disabili VIILAURA ROSSI E IL SENSO DELL’INIQUITÀ: stucchevole. Una donna che ha cercato di mettere in atto la più feroce e violenta aggressione ai diritti dei bambini disabili dalla fine del primo fascismo ad oggi, riuscendoci in parte, parla di iniquità.
“ Questa è una situazione – ha dichiarato testualmente – che noi siamo i primi a dire non essere eticamente accettabile: io sono imbarazzata anche dal fatto che, in questa situazione eticamente inaccettabile, siamo consapevoli che ci sono dentro al sistema tutta una serie di iniquità, che metto sul tavolo, perché è giusto condividere. Le iniquità sono rappresentate prima di tutto dal fatto che stanno arrivando e chiedono servizi ragazzi giovani e giovanissimi per cui i laboratori, quindi un’attività educativa di formazione sarebbe fondamentale, mentre dentro ai servizi ci sono persone anche molto anziane, che da 30 anni sono nei laboratori occupazionali e che quindi occupano un posto che per un giovane potrebbe essere assolutamente più utile”. Ma sì! Sopprimiamo Beppe, glorioso cembalista degli Onirici. Al rogo il Mex, figura storica del Comune di Parma. Eliminiamoli, che è 30 anni che sono nei circuiti laboratoriali. Sono anziani, che facciano posto ai giovani. Non so se vi è chiaro l’orrore del sottinteso della Rossi, che invece che chiedersi come mai sia tanto inadeguata nella creazione di nuove forme di sperimentazione, prefigura una sorta di guerra tra poveri tra disabili giovani e disabili anziani. Da far accapponare la pelle.
L’altra iniquità di fondo è che ci sono persone, anche queste inserite da 30 anni, che usufruiscono di doppio servizio, cioè che sono dentro un Residenziale e sono dentro anche ad un Centro Riabilitativo Diurno o un Laboratorio Occupazionale, che in termini di risorse del fondo vuol dire occupare due quote “. Questa non la commentiamo nemmeno: essendo tutta videoripresa la lasciamo alla mercè dei rappresentanti sindacali e associativi, tanto per vedere se hanno un minino di dignità.
“ Un’altra iniquità è che tutte le famiglie che hanno avuto accesso ai progetti innovativi e sperimentali stanno pagando, perché stiamo ragionando con un budget di salute, e quindi le persone che entrano nei servizi o nelle nuove domiciliarità mettono sul piatto le loro risorse mensili e si costruisce il progetto a partire dalle loro risorse mensili. Poi noi integriamo la parte educativa, però il costo del servizio lo pagano le famiglie. Ci sono alcune famiglie che pagano alla Proges, che sono quelli che sono andati in appalto, che pagano una quota giornaliera di un certo rilievo, perché abbiamo fatto l’appalto così. E però ci sono le stesse persone negli altri gruppi appartamento, della Molinetto o della Fiorente, che non pagano niente, se non i pasti”.
L’iniquità di fondo, e la più grave – occhio, perché qui la Rossi si mostra per ciò che è –, è che tutti quelli che sono dentro i servizi adesso di fatto sono in assoluto regime di gratuità, nel senso che pagano i pasti o il trasporto se ne usufruiscono, ma la quota retta è totalmente gratuita. L’iniquità è che ci sono famiglie assolutamente in difficoltà, ma ci sono anche disabili che hanno pensioni aggiuntive, di reversibilità, se non patrimoni, risarcimenti assicurativi, con Isee molto alti. Noi non li conosciamo, perché non sono mai stati richiesti. Questa è un’iniquità di fondo, una situazione che non è mai stata affrontata”.
Capite lo schema di fondo? Laura Rossi sta ventilando, in estrema sintesi, che i servizi che sono DIRITTI inalienabili di un disabile, vengano ad un certo punto pagati dal disabile “ricco” a quello “povero”. Il ricco, chiaramente, ammesso che esista. Fa ridere (o piangere) ripensare a questa signora che frignottava contro Renzi e contro i tagli, ed ascoltarla dire bestialità del genere. Anche in questo caso le associazioni di categoria e la società civile sono chiamate ad una risposta, rispetto a questa voglia nemmeno troppo mascherata.
GUARDA L’INTERVENTO DI LAURA ROSSI SULLE “INIQUITÀ” CAUSATE DAI RICCHI DISABILI PARMIGIANI


Fondazione Cariparma Palazzo Bossi BocchiDISABILITÀ E FONDAZIONI BANCARIE: a questo punto Daria Jacopozzi chiede conto dell’influenza delle fondazioni bancarie sulle politiche inerenti la disabilità. Queste ultime buttano nel Comune di Parma un pacco di soldi (milioni di euro, non migliaia) per il finanziamento di progetti: la Jacopozzi si chiede se non sia possibile utilizzare per bypassare il problema sorto da questo “change” della Regione.
“Al momento non ci sono Fondazioni che possono finanziare un qualche progetto – ha risposto l’assessore Laura Rossi -. La Fondazione Cariparma finanzia ogni anno dei progetti, ma sono contributi che vanno ad alimentare il Bilancio comunale nella parte sociale. Quindi non è una “aggiunta”: la calcoliamo già, come dire nel Bilancio sociale”.
GUARDA IL BOTTA E RISPOSTA JACOPOZZI-ROSSI SULLE FONDAZIONI BANCARIE

Lega Nord Matteo Salvini Laura CavandoliLE INASCOLTABILI SCEMENZE DI LAURA CAVANDOLI: Laura Rossi ha una sola fortuna, politicamente parlando: sovente, dopo di lei, interviene una del livello di Laura Cavandoli. E badate bene: in questa affermazione non va ravvisato l’ antileghismo di chi possa ritenere che, in un paese realmente civile, gli emuli di Salvini dovrebbero penzolare in piazzale Loreto. La Volante Rossa non c’entra nulla (però... diamine se ci vorrebbe Giulio Paggio, nell’Italia del 2017!). Il fatto è piuttosto che la Capogruppo della Lega Nord in Consiglio alterna alcuni interventi alquanto centrati a “cagate” di portata epica. In generale , per quel po’ di statistica che si può fare da un così breve ascolto, quando inizia un intervento con “ci siamo confrontati con i nostri referenti in Regione” si può tranquillamente attendere l'arrivo di una scemenza inascoltabile. Occorre ripetersi: lo sarebbe anche arrivasse da Rifondazione Comunista, Silvio Berlusconi e/o Ratman (i primi tre personaggi di fantasia vicini all’uscita di scena definitiva che ci sono venuti in mente). Recentemente l’abbiamo sentita in Consiglio comunale parlare di “legalità” rispetto ad un atto ratificato, citando una legge e “addomesticandone” talmente i contenuti da lasciare sbigottiti tutti, in aula. Ovviamente Marco Ferretti, nel risponderle, è parso un Nobel dell’Economia.

A PROPOSITO DI LEGALITÀ E LEGA NORD : LEGGI QUI
Quella sparata l’altra sera è stata la seguente: “ la Regione distribuisce il Fondo regionale per la non autosufficienza in un modo non proprio iniquo fra le varie realtà locali (intendeva “equo”, ma questa è una scemenza che le lasciamo passare), per quello secondo me il Comune di Parma dovrebbe proprio agire facendo delle istanze dirette in Regione perché aumenti la quota a parte del Comune di Parma, perché siamo un territorio svantaggiato”.
Fin troppo facile per la Rossi “smerdarla” facendo notare che l’erogazione stessa è in conto capitale ed in base al numero di abitanti. Lo spieghiamo meglio per i leghisti alla lettura: non è che i disabili vengano pagati 100 euro al chilo a Modena e 12 euro al chilo a Parma. Non sono deputati a produrre chianina per le macellerie di Parma. I fondi vengono erogati sulla base delle dimensioni della comunità e delle esigenze, e vale su tutto il territorio regionale. Qualcuno informi che ci sono delle leggi dello stato che evitano comportamenti difformi da questo.

GUARDA LAURA CAVANDOLI DIRE UNA BOIATA E LAURA ROSSI METTERLA A TACERE
Disabili scrivania pcLE FAMIGLIE DEI DISABILI SBOTTANO: ad un certo punto le famiglie dei disabili in questione si spazientiscono, ed una delle mamme dei 12 ragazzini esclusi da tutto il marasma presentato da Laura Rossi e provocato, a suo dire, dalla Regione Emilia-Romagna, prende la parola. Nessuno scoppio d’ira, comportamento sgradevole e in qualche caso maleducato visto in passato da altri genitori, ma una composta indignazione sì: la mamma ha fatto notare che per lei non è stata un’impresa epica organizzare attorno al figlio un nuovo progetto lavorativo. Certo è stato faticoso, certo ha richiesto capacità di relazione con l’esterno, ma non impossibile. E quindi la domanda che si solleva è: se ce la fa una mamma da sola, perché diamine paghiamo lo stipendio all’assessore Rossi, a fior di consulenti e delegati e a dirigenti comunali?
GUARDA LA DISAMINA DELLA MAMMA NELLA PRIMA PARTE
GUARDA LA DISAMINA DELLA MAMMA NELLA SECONDA PARTE

Consiglio comunale2017 Parma Protagonista Pier Paolo Eramo interventoPIER PAOLO ERAMO ED I CONTI DELLA SERVA: mentre i vari botta e risposta si susseguivano Eramo scarabocchiava i fogli che gli erano da poco consegnati. Ad un certo punto alza il ditino e ottiene di fare una serie di domande di natura economica alla Rossi che hanno un merito su tutti: far emergere nuovamente la natura ragionieristica dell’assessorato al Welfare di questa gestione politica.
Sostanzialmente il giochino sta in questo: una grossa parte dei servizi in atto sono di natura socio-sanitaria. Questo fatto implica che il Comune possa spendere X euro solo se Ausl, a sua volta, accetta di spendere X euro. Il Comune potrebbe far nascere progetti sperimentali , e così facendo si svincolerebbe da una Ausl che, a suo dire (ma c’è nei filmati) è refrattaria a sganciare denaro. Ma Laura Rossi si “dimentica” di dirlo, che potrebbe fare altre cose, soprattutto vista l’esiguità numerica degli esclusi (12 persone).
GUARDA IL BOTTA E RISPOSTA ERAMO-ROSSI
Parma Unita presentazione Fabrizio Pezzuto capolistaPEZZUTO : “ SIETE LÌ DA 5 ANNI “: Laura Rossi parla di sforamenti strutturali rispondendo ad Eramo. Fabrizio Pezzuto, di Parma Unita, sbotta: “come mai questo problema è uscito adesso? Questo problema strutturale (che la Rossi afferma esserci da 30 anni)...ok, ma voi siete lì da 5 anni! Io sono appena arrivato, ma se volete un contributo ve lo do. Ma voi...voi siete lì da 5 anni”.
Ad interromperlo interviene Marco Maria Freddi, che nessuno da molto tempo capisce più se apra bocca in quanto morosino della Rossi o in quanto eletto del popolo. Pare non abbia mancato di mostrare il proprio spessore anche negli studi di Teleducato, aumentando ancora di più la dimensione dell’interrogativo che lo riguarda. Dev'essere durissima sospettare di esistere, politicamente parlando, solo in quanto colui che si accompagna a.

GUARDA LO SCAMBIO DI BATTUTE TRA PEZZUTO, LA ROSSI ED IL COMPAGNO DELLA ROSSI
La seduta si conclude. In essa Consiglieri comunali eletti dai parmigiani sono stati messi nell’impossibilità di studiare le cifre inerenti un tema importante come la disabilità, per l’ennesima volta. Laura Rossi ha riproposto un tentativo di aggressione ai diritti e ai conti in banca dei disabili. Dodici ragazzi disabili sono stati privati di un diritto da un Comune di Parma che nell’ultimo documento finanziario (approvato due settimane fa in Consiglio comunale) ha dichiarato 12 milioni di euro di attivo e che ha trovato più soldi per far funzionare “orticelli” come Wopa e affini. Il tutto mentre gente come Roberta Roberti e artisti labili si sbracciano per indicare Federico Pizzarotti e la sua accolita come “di sinistra”.
Nota conclusiva: i video che vi informano di quanto detto in Commissione sono realizzati da Rosso Parma e sono a disposizione in modo totalmente gratuito. Se fosse per gente che viene pagata decine e decine di migliaia di euro, se non centinaia di migliaia di euro, proprio dai cittadini, e ci riferiamo a Simona Morini, posizione organizzativa dell’Ufficio Stampa del Comune di Parma, e Marco Giorgi, direttore generale e responsabile dell’ufficio stesso, non ne sapreste niente. Nada de nada. Non lo trovate paradossale? Rifletteteci sopra, e magari cominciate a pretendere di più, in cambio di quei sontuosi stipendi.

PER APPROFONDIRE LEGGI DELLA PRECEDENTE COMMISSIONE WELFARE E VAI A RITROSO NEI LINK

IL COMUNICATO DI PARTITO DEMOCRATICO, PARMA PROTAGONISTA E PARMA UNITA SULLA COMMISSIONE STESSA:

Comune di Parma: il conto lo pagano i disabili?

Far pagare un contributo ai disabili che usufruiscono dei diversi servizi (assistenza domiciliare, inserimenti nei centri, assegni di cura, ecc.). Questa è la proposta che ci siamo sentiti fare ieri a sorpresa in Commissione Servizi Sociali dall'assessore Rossi. Una riunione con un ordine del giorno generico e senza alcun documento preparatorio, convocata in fretta dopo le proteste di alcune associazioni di famiglie di disabili, che lamentavano la mancanza di dialogo da parte dell'Amministrazione.
La ristrettezza delle risorse (regionali e comunali) e l'aumento della domanda di servizi - ci dice l'Assessore - sta mandando in tilt il sistema, tanto da lasciar fuori dall'inserimento in cooperativa 12 ragazzi disabili che hanno appena finito le scuole superiori.
La maggioranza chiede quindi alla minoranza di "condividere" una scelta di base: equità per tutti (leggi: ognuno paga a seconda del reddito) o lista d'attesa (cioè: esclusione) per gli ultimi arrivati?
Posta così la questione sembra semplice (chi non sceglierebbe l'equità?), ma in realtà è molto delicata.
Intanto, come si è arrivati a sforare di 430.000 euro la spesa prevista? perché ci si è accorti solo a settembre che non si potevano attivare i posti in cooperativa, previsti da tempo? Possibile che il Comune di Parma non abbia la possibilità di rispondere a questa emergenza? La questione ci ricorda immediatamente la triste vicenda degli educatori scolastici di due anni fa.
Più in generale, abbiamo chiesto di poter avere dei dati sulle risorse a disposizione, una stima dei bisogni e una proposta concreta di come funzionerebbe questo nuovo sistema: siamo sicuri che non esista nessun'altra strada percorribile se non quella di fare pagare i disabili?
Per questo abbiamo chiesto che cosa il Comune è disposto a investire nella spesa sociale e a che cosa è disposto a rinunciare, perché alla fine si tratta di fissare delle priorità.
Per questo abbiamo insistito sull'importanza dei Tavoli di Zona e della Consulta delle Associazioni (mai convocata!), per mettere al centro i progetti di vita delle persone, le loro famiglie e il dialogo costante con le associazioni, proprio alla luce della legge regionale 112/16.
Chiederci di sostenere una scelta così importante senza avere a disposizione alcuno strumento di analisi e senza un'ampia consultazione degli interessati non è "condivisione", ma ricerca di consenso a buon mercato.
Intanto, purtroppo, per quanto ci è dato di capire, i 12 cominceranno a pagare il conto.

Partito Democratico, Parma Protagonista, Parma Unita - Centristi

SERVIZI AI DISABILI: PER NON DIMENTICARE 

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