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Scuola adolescenti corridoioAlle porte di un nuovo anno scolastico, gli studenti si trovano a varcare le soglie di un sistema che sempre di più li condanna alla precarietà e all’abnegazione costante dei loro diritti costituzionali, infatti, proseguendo in totale continuità con la riforma Moratti e la riforma Gelmini, il governo Renzi ha approvato la Legge n° 107 del 13 luglio 2015, meglio nota con l’ingannevole nome di Buona Scuola.
La Buona Scuola ha come suo spirito quello della privatizzazione totale della scuola che invece, secondo quanto sancito dalla nostra Costituzione, è libera a tutti e, dunque, è imperativo che essa sia pubblica e gratuita, per permettere anche ai figli delle famiglie meno abbienti di poter ricevere un’istruzione adeguata, affinché possano un giorno anche loro ricoprire un ruolo nel mondo del lavoro.
Chiediamo anche l’abolizione dell’attuale sistema di alternanza scuola lavoro, voluto anch’esso dalla Buona Scuola, che impone agli studenti del terzo, quarto e quinto anno delle scuole superiori un impegno di 400 ore da destinare a servigi a titolo completamente gratuito alle aziende che, bontà loro, aderiscono a questo progetto. Troppo spesso, infatti, gli studenti (soprattutto i ragazzi frequentanti tecnici e professionali) svolgono queste attività obbligatorie per il conseguimento del diploma e, addirittura, parte integrante del voto di maturità all’interno di aziende che insistono su campi del mondo del lavoro totalmente estranei sia alle discipline apprese dallo studente, sia al reale impiego che l’alunno andrà a intraprendere, una volta conclusi i cicli didattici e accademici. Pensiamo sia fondamentale che lo studente possa scegliere, in accordo con i propri docenti, percorsi di avvicinamento al mondo del lavoro, ma questo debba trovare spazio unicamente durante i periodi di interruzione delle attività didattiche, con un salario minimo riconosciuto e per un massimo di 200 ore accumulabili nel triennio.
Affermiamo a gran voce che la scuola debba insegnare non un mestiere, ma il senso critico, la libertà di pensiero e la cultura, unico strumento di consapevolezza dei propri diritti: per questo chiediamo che l’obbligo scolastico sia innalzato a 18 anni.

FGCI Parma

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