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Commissione Bilancio2017 aula consiliareQuanto accaduto alcuni mesi fa in Stu Authority racconta di un furto, ma anche di altro, e cioé dell’etica dell’ufficio stampa del Comune di Parma di Simona Morini (peraltro cugina della renzianissima PD Mara) e della figura del direttore generale Marco Giorgi (anch’egli del PD).

In che senso? E’ molto semplice: a giugno un nominato da questa giunta, Federico Faccini, ha ideato una abile truffa che gli ha consentito di intascare oltre mezzo milione di euro di soldi pubblici. Di soldi vostri, per essere ancora più chiari.
Al netto della riservatezza che si deve al segreto istruttorio qualcuno negli uffici del Comune di Parma si è assunto la responsabilità di non informare il cittadino parmigiano di quanto accaduto, il tutto nel bel mezzo di una elezione amministrativa. Ipotizzare che la non informazione abbia in una qualche misura avvantaggiato il candidato sindaco Federico Pizzarotti è tutt'altro che pratica peregrina: questi certo non avrebbe figurato bene a pochi giorni dal voto (e ricordiamo che il primo turno vide una differenza risicata tra i due principali candidati, e nemmeno Laura Cavandoli era troppo lontana “dalla vetta”, per così dire).
Le righe sopra non sono (solo) una interpretazione della storia recente fatta da parte di questa testata, ma essenzialmente il succo di quanto espresso dai presenti alla seduta congiunta delle Commissioni Bilancio e Controllo, presieduta proprio da Paolo Scarpa e che ha visto tra gli interventi quelli dell’altra citata, la leghista Laura Cavandoli. Federico Pizzarotti era fuori, nell’area riservata al pubblico, a sghignazzare: per lui una vicenda del genere dev’essere alquanto divertente, evidentemente.
PER APPROFONDIRE LEGGI DI FEDERICO FACCINI E DEI 576 MILA EURO
LA COMMISSIONE SULL’AUTHORITY: detto di Paolo Scarpa presidente della Commissione Controllo, al tavolo si sono annoverate le presenze anche di Fabrizio Pezzuto, a sua volta presidente per la parte del Bilancio, dell’assessore Marco Ferretti, e del dirigente Nicola Rinaldi, colui la cui firma è stata falsificata dal Faccini per mettere le mani sul malloppo.
Ad ascoltarli gli ornamentali (praticamente neanche una parola proferita anche in questo giro di valzer, uno spettacolo avvilente) Consiglieri di maggioranza Sebastiano Pizzigalli, Oronzo Pinto, Roberto Massari e Ferdinando De Maria, e i più attivi Consiglieri di minoranza Lorenzo Lavagetto, Sandro Campanini, Pier Paolo Eramo, Emiliano Occhi e Laura Cavandoli.
Paolo Scarpa, aprendo la seduta, annuncia una richiesta di accesso agli atti, perché “al di là della fiducia personale verso l’assessore, vorremmo anche la possibilità di vedere, perché sono tanti i bonifici che ci sono stati e questa è un’operazione che ci lascia molto perplessi: perché figure come quella di questo signore (Faccini, ndr) avevano titolarità ad agire in conti pubblici? Perché poteva godere di tanta fiducia dal sistema bancario da potersi far accettare bonifici di quella cifra?”. Scarpa fa poi cenno alle indagini pregresse che hanno riguardato le assunzioni nelle partecipate e che hanno visto coinvolto Faccini, quindi pone una delle questioni accennate nell’incipit dell’articolo: “perché di tutto ciò siamo venuti a conoscenza della stampa?”. Già: sarà per lo stesso motivo per cui non c’è ormai Consiglio comunale annunciato sul sito del Comune di Parma che conceda al cittadino la lettura dell’Ordine del Giorno dei lavori assembleari, né una notizia che riguardi la giunta in senso negativo, nemmeno quando questo va a danno della collettività. Prima dell'arrivo di certa gente, in effetti, avevi una bozza di ordine dei lavori già con una settimana di anticipo.
Un esempio? Federico Pizzarotti verrà forse rinviato a giudizio per la vicenda Stu Pasubio ( LEGGI ). I giudici asseriscono che il suo comportamento abbia recato danno alle casse comunali. Il compito dell’ufficio stampa del Comune è rendere edotti i cittadini del danno o identificare l’ente con la propria rappresentanza politica e quindi difendere il primo cittadino? Ecco, a seconda di come vi risponderete vi porrete da una parte o dall’altra rispetto alla necessità o meno di dare notizia dell’accaduto in merito alla fuga di capitali truffaldina perpetrata dal Faccini.

PROVA A CERCARE DEL CONSIGLIO COMUNALE SUL SITO DEL COMUNE DI PARMA, SE CI RIESCI
“A me sembra – conclude Paolo Scarpa – che minimizzare non sia corretto, e che sia necessario portare gli atti: senza vedere gli atti credo sia impossibile stabilire delle responsabilità”.
Commissione Bilancio2017 Partecipate opposizioni“L’opacità sulle partecipate – risponde Marco Ferretti -, vorrei partire da qui: io credo che in termini di opacità questa amministrazione e quella precedente in continuità abbiano dimostrato di averla molto ridotta. Sul sito stesso del Comune trovate determine e delibere se non il giorno dopo, il giorno stesso dell’approvazione”. Affermazione curiosa, se applicata all’evento odierno, il Consiglio comunale, di cui non si possono conoscere i contenuti.
Il riferimento di Ferretti comunque è più specifico, e si riferisce all’assenza del Faccini dall’elenco dei consulenti del Comune, che (a detta sempre di Scarpa) potrebbe essere presente attraverso una sigla d’impresa. Ferretti afferma che ogni consulente di Parmainfrastrutture si dovrebbe trovare sul sito di Parmainfrastrutture.
“ Stu Authority – informa Ferretti – è una società messa in liquidazione nel 2014, che ha un liquidatore (per l’appunto il Rinaldi, ndr) e un dipendente che non è un dipendente, nel senso che è un comunale mandato “in comando” (è un’espressione tecnica, ndr) in Stu per aiutare il liquidatore. Nel mettere in liquidazione abbiamo dato il compito di finire tre o quattro cosette: la Scuola Europea, il Ponte a Nord, il Quadrifoglio e la piscina di viale Piacenza”.
Bé, se consideriamo che la Scuola Europea ha preso vita a settembre di quest’anno dopo 4 anni di attesa ed infiniti rinvii, che il ponte a Nord è chiuso, il Quadrifoglio ha avuto a lungo la stessa sorte della Scuola Europea e che la piscina di viale Piacenza è chiusa...ehi, ottimo lavoro!
“Il lavoro del liquidatore – ha proseguito l’assessore al Bilancio – ha consentito di avere la Scuola Europea, avvalendosi di un dipendente e di un consulente, che era lì dal 2012 ed era stato assolto da quelle accuse. Voi capite che mandare via uno che era stato assolto sarebbe risultato difficile, perché saremmo potuti essere citati a nostra volta”.
Ecco, è quando spara "minchiate" come questa che Marco Ferretti risulta particolarmente indigesto: un rapporto di collaborazione non prevede in nessun modo un’interruzione per giusta causa. Ormai non lo prevede più nemmeno il contratto di lavoro da dipendente, grazie a gente come Patrizia Maestri, Giuseppe Romanini e Giorgio Pagliari, estensori del Job Act. Se un consulente non è più congruo, il sostituirlo è il gioco più facile del mondo. Chiunque può fare causa a chiunque, in uno Stato di diritto, ma c’è il non luogo a procedere per le controversie temerarie o di alcuna consistenza. Nessuno dei Consiglieri ha ritenuto di farlo notare all’assessore.
GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DEGLI INTERVENTI DI PAOLO SCARPA E MARCO FERRETTI
E’ quindi la volta di Nicola Rinaldi, che per prima cosa mette in chiaro un paio di aspetti: “questo signore è arrivato in società prima di me”, afferma prima di delineare brevemente il quadro dell’azienda al proprio arrivo. Ha quindi descritto brevemente il Faccini, “un consulente fin dal 2013, che si è occupato di tutta una serie di aspetti di natura amministrativa. Non era un profilo di alto livello: era un profilo di basso livello”. Rinaldi poi si dichiara decisamente incredulo per quanto accaduto.
Non c’è motivo di dubitare delle sue affermazioni o del suo agire, ma è un fatto che una persona che lui definisce “di basso profilo” sia stato messo nella condizione di intascarsi oltre mezzo milione di euro pubblici. E non è una grande consolazione che quel denaro sia stato rifuso dalla banca (evidentemente si è ritenuta responsabile di un controllo capillare), nel senso che comunque qualcuno ce li metterà, e dubitiamo saranno assessore, liquidatore e/o presidente dell’istituto di credito. Siamo di fronte ad una slot machine che non paga mai, se ci pensate bene.
GUARDA L’INTERO INTERVENTO DI NICOLA RINALDI
“Un aspetto non decoroso della situazione – ha dichiarato nel proprio intervento Lorenzo Lavagetto, Capogruppo del PD in Consiglio comunale – è stato il silenzio rispetto a quanto accaduto. Non capisco, fatte salve le necessità di verificare quanto successo, perché qualcuno abbia ritenuto che la città non debba essere informata, soprattutto in circostanze molto particolari come queste e a fronte di un esito tutto sommato positivo, visto che il Comune ha recuperato integralmente la somma. Le cose che sono emerse oggi sono poi cose accadute a giugno scorso: ritengo che nel momento in cui quelle informazioni fossero state date, con tutte le cautele imposte dall’indagine ma esiste una forma di obbligatorietà nei confronti della città di fronte a tali notizie, si sarebbero dati alla città stessa degli elementi di valutazione politica”.
Appunto, ciò ci rimanda alla domanda nell’incipit dell’articolo: come si sono permessi Marco Giorgi e Simona Morini di non comunicare alla città, con le cautele dovute nei confronti del lavoro della Magistratura, il fatto che un consulente era fuggito all’estero con oltre mezzo milione di euro?
GUARDA L’INTERO INTERVENTO DI LORENZO LAVAGETTO
Emiliano Occhi e Laura Cavandoli hanno fatto interventi più o meno sulla stessa falsariga, ponendo l’accento sulla gravità di una omessa informazione alla cittadinanza. Il video integrale lo potete ascoltare su Radio Padania. O guardarlo su TelePadania. O leggerlo su La Padania. Niente? Vabbé, va: ECCO QUI UNO STRALCIO DELL'INTERVENTO DELLA CAVANDOLI E UNO STRALCIO DELL'INTERVENTO DI EMILIANO OCCHI
(Per i leghisti: il periodo dell’articolo tende ad ironizzare sulle chiusure per eccesso di passività degli organi di informazione del Carroccio. Ci stiamo organizzando per disegnini esplicativi che agevolino la comprensione del testo)

Anche Fabrizio Pezzuto è intervenuto con argomentazioni similari. GUARDA UNO STRALCIO DELL'INTERVENTO DI PEZZUTO
Comune di Parma logo vetrinaMARCO GIORGI E LA DEMOCRAZIA: un altro passaggio piuttosto narrativo dello spessore morale di Marco Giorgi è quello che ha visto l’intervento di Fabrizio Pezzuto interrotto dal direttore generale, esterno alla Commissione ed in attesa della parte relativa al bilancio consolidato STT.
Marco Ferretti viene interrogato rispetto alla possibilità non (eventualmente) colta di istituire maggiori controlli incrociati in seno alla società, volti ad evitare una possibilità colta da Faccini, quella di intascarsi un pacco di denaro. Chi interroga Ferretti chiede di una eventuale doppia firma, cioè di richiedere per dei passaggi bancari particolarmente importanti la firma di due persone differenti (al posto di quella del solo, incosapevole, liquidatore Rinaldi).
Marco Ferretti afferma che a suo modo di vedere in una società dall’asset tanto snello fosse una possibilità sostanzialmente impraticabile, e quindi aggiunge “comunque qui abbiamo un commercialista, possiamo chiedere a lui”, ed indica Fabrizio Pezzuto. Il quale il commercialista lo fa nella vita, e quindi aggiunge: “bé, sì che si può: si può individuare un soggetto esterno alla società che...”. La frase non viene terminata, perché da fuori commissione Marco Giorgi , non interrogato e senza che gli venisse concessa la parola da quello stesso presidente che stava zittendo, urla qualcosa sul fatto di essere socio o meno di questa eventuale terza figura esterna, chiudendo de facto la bocca a Pezzuto. Il direttore generale comincia a diventare un problema di democrazia all’interno del nostro “parlamento locale”: è pagato con denaro pubblico, probabilmente non per fare il cane da guardia del sindaco, ma per tutelare l’interesse del pubblico stesso. Se lo stesso (e chi lo circonda) cominciasse a farsi un serio esame di coscienza attorno a questo concetto base, sarebbe meglio. Se i Consiglieri si interrogassero a loro volta rispetto allo stare zitti di fronte a siffatti comportamenti sarebbe sublime.
BILANCIO CONSOLIDATO STT: licenziato Rinaldi (nel senso che viene lasciato libero di tornare alle proprie faccende) è la volta di Bussolati, amministratore unico della madre di tutte le partecipate, STT. L’intervento quasi integrale lo potete vedere da voi : GUARDA L’INTERVENTO DI BUSSOLATI IN COMMISSIONE .
Non è che l’amministratore narri concetti troppo differenti da quelli espressi nella Commissione precedente da Marco Ferretti ( GUARDA UNO STRALCIO DELLA PRESENTAZIONE DI FERRETTI ): il gruppo Parma, intendendolo come Comune di Parma e le sue partecipate, chiude con un indebitamente di 375 milioni di euro, di cui 278 verso il sistema bancario e 83 milioni verso quei fornitori che Federico Pizzarotti, nell’anno precedente le elezioni, aveva dichiarato fossero stati pagati tutti. I segni più arrivano dalle vendite delle azioni Iren (6 milioni e rotti di euro) e dal dividendo di Tep (3 milioni per Comune e Provincia di Parma).
Interessante la chiusura d’anno, che segna un passivo da 3 milioni e 600 mila euro per il 2016: essenzialmente il motivo va ricondotto al fatto che si sono messe nel bilancio precedente operazioni poi rivelatesi non efficaci: i terreni di Alfa sono rimasti sul groppone, e così anche quelli di Stu Authority al Quadrifoglio (l’impianto sportivo dedicato soprattutto al baseball e softball che vedete alle spalle del Palazzetto dello Sport). Di positivo c’è che Metroparma ha ottenuto uno “sconto” sul debito dalle banche. Della vicenda che lega Stu Stazione alla Banca Popolare di Vicenza vi abbiamo già narrato in una recente commissione ( LEGGI ).
La Commissione si chiude lasciando sospesa nell’aria le domande sollevate da Sandro Campanini ( GUARDA IL SUO INTERVENTO ) e più in generale dai Consiglieri di opposizione: se la stampa non avesse informato la città ed i consiglieri del furto di mezzo milione di fondi pubblici da parte di Faccini, che cosa ne sapreste? Non è forse compito di chi comunica per conto del Comune dare di queste notizie? E quando la giunta Pizzarotti avrebbe ritenuto etico darne notizia formale a tutti?

Non sono domande da poco: dalla loro risposta, che rimandiamo alla coscienza di ognuno, nasce il metro della differenza tra una democrazia compiuta ed una nuova, sottile e burocratica, forma di fascismo.

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