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Cimitero di Valera entrata IParma vive una situazione alquanto diffusa, in Italia, solo con una maggiore ipocrisia. Da decenni, infatti, una nutrita comunità di nostri concittadini fedeli all’Islam si trova senza un luogo di preghiera decente né senza un cimitero nel quale piangere i propri defunti.


IL CIMITERO DI VALERA: se ne parlava ai tempi di Elvio Ubaldi, con un’acerba comunità islamica ancora situata in borgo San Giuseppe. Un tourbillon di dichiarazioni di intenti, cui non è stato fatto seguire nulla. Se n’è quindi riparlato con Pietro Vignali, identico scenario. E’ infine arrivato il momento di Federico Pizzarotti, che proprio a pochi mesi dalle elezioni ha ritenuto, bontà sua, di dare seguito alle tante chiacchiere fatte sull’argomento anche dalla sua amministrazione. Per ottenere cosa? Bé, 60 loculi per una comunità di 14 mila persone, ma il tutto deve ancora prendere il via: la gara non risulta mentre scriviamo né appaltata né redatta. Oltre ai bla bla bla non isi è ancora andati.

LEGGI DEL CIMITERO DI VALERA

LA MOSCHEA DI VIA REGGIO: sì, sì...il Centro Islamico! Nella perbenista ed ipocrita Parma di Pizzarotti il solo termine “moschea” genera ansie e reazioni politiche ostili. Con tutto che il termine si abbina invece alla fede in Dio e quindi a qualcosa di intrinsecamente spirituale ed affettuoso. Da sempre preferiamo usare la più neutra espressione “Centro Islamico”, solo in parte perché più corretta sul piano formale.
Già, la moschea (o Centro Islamico): che fine ha fatto? Doveva sorgere in via Reggio, e trovò nel precedente Consiglio comunale parecchie orecchie attente e persone sensibili al tema. Nondimeno Michele Alinovi non andò oltre al chiacchiericcio istituzionale.
Era gennaio 2016, il giovane segretario del Centro Islamico Adel El Moudden, si presentò in Commissione Pari Opportunità (una delle poche sedute di quella inerte commissione) e definì senza troppi giri di parole “umiliante” la condizione di chi non aveva luogo degno in cui esercitare la propria fede religiosa.
LEGGI DI QUELLA RIUNIONE DELLA COMMISSIONE PARI OPPORTUNITÀ
Sono passati quasi due anni, a che punto è il progetto? Quanti atti amministrativi, di ambito dirigenziale o assessorile, mancano per completare il percorso? Non è dato a sapersi: il tema riguardante i nostri concittadini fedeli all’Islam ha lambito il dibattito pre-elettorale solo il tempo necessario a incassare quei voti, poi è nuovamente scomparso all’orizzonte, e anche da questo punto di vista la cortina del silenzio è impenetrabile. Nessun atto è stato pubblicato da quel giorno sull’argomento, che pure è tornato a lambire di quando in quando il dibattito politico.
PER APPROFONDIRE LEGGI LEGGI 
Perciò ecco un tema su cui riflettere: annunciare iniziative formalmente inclusive senza farle seguire da provvedimenti coerenti e tangibili si può considerare reale inclusione? O è piuttosto un’islamofobia ben dissimulata? Agosto va a concludersi, la speranza è che gli amministratori trovino in se stessi la dignità di un agire in linea con quanto promesso. Che ci riescano almeno una volta, nella vita.

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