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Federico Pizzarotti e Pietro Vignali fotoLe promesse fatte ai parmigiani, quando ancora si riusciva a farlo passare per una brava persona, comprendevano certo l’inceneritore, ma più in generale una inversione di tendenza rispetto al baraccone amministrativo di notevoli dimensioni messo in piedi da Pietro Vignali. L'opinione non è tanto nostra (o meglio non solo), quanto dei grillini sguinzagliati per la città in quella campagna elettorale.
Il 10 aprile 2012 il candidato sindaco scriveva: “ Non più consulenze esterne, i famigerati art. 110 e 90, ma valorizzazione delle risorse già esistenti. Ogni risparmio o guadagno ottenuto in termini di minor personale esterno, consulenze, art.110, recupero da evasioni tributarie, dovrà essere suddiviso tra i dipendenti comunali che si sono prodigati nell'ottenerlo e l'Amministrazione; più si risparmia o si recupera più si verrà gratificati.
Ricordiamoci quindi del Movimento 5 Stelle di Parma: cittadini con idee giovani, non professionisti della politica. Noi siamo da sempre per la tutela dell'ambiente, per la trasparenza della pubblica amministrazione, siamo gente con la fedina penale pulita, siamo gente che ama Parma”.
L’ultima frase, quella sulla fedina penale, fa particolarmente ridere, visti il rifiuto del candidato sindaco a presentare il proprio modello sui carichi pendenti ( LEGGI LEGGI LEGGI LEGGI ), e la recente chiusura delle indagini su Stu Pasubio che non lo ha visto scagionato ( LEGGI LEGGI LEGGI ). Ma volendosi concentrare sulla parte riguardante gli sprechi e l’utilizzo delle risorse già esistenti, detto del piccolo esercito di collaboratori in articolo 90 o 110 ormai intruppato nelle fila del Comune di Parma ( LEGGI LEGGI LEGGI ), c’era solo una cosa che lo distingueva dal predecessore Pietro Vignali: il ricorso a “dirigenti esternalizzati” o “assessori part-time”. Vignali li aveva chiamati “Agenti”: Bernini era quello per le politiche a favore dei disabili, per esempio.
ZFoto luigi xviii a calaisPizzarotti li ha chiamati “Delegati”. I secondi costano denaro al contribuente, e nemmeno poco.
Pizzarotti li ha inquadrati come "funzionari" e avranno quindi un “trattamento economico pari a quello previsto per la categoria D3 dal vigente CCNL del comparto Regioni- autonomie locali”. In pratica 1.400 euro al mese netti, circa. Che come secondo stipendio non è niente male.
Il lordo ci costerà poco più di 2 mila euro al mese, quindi 25 mila euro all’anno, ed essendo in 4 ( per inclusione sociale, disabilità, decoro urbano e semplificazione) si può dire che ci costeranno un minimo di 100 mila euro all’anno, al netto di bonus e gratifiche varie.
Se a questo aggiungiamo la sfilza di ruoli, sempre di collaborazione in articolo 90 e 110, quelli che l'A Seventh of Mayor (lo abbiamo soprannominato Un Settimo di Sindaco perché votato da un settimo della popolazione cittadina) aveva promesso non avrebbe utilizzato, come Capo di Gabinetto, Portavoce del Sindaco, Direttore Generale e quelli di ambito comunicativo, per i quali abbiamo già annunciato i vincitori in barba al fatto che siano bandi pubblici ( LEGGI LEGGI LEGGI LEGGI ), si può dire che la corte di Federico Pizzarotti sia ormai un affaruccio che ci costa abbondantemente oltre il mezzo milione di euro all’anno. Alla faccia della valorizzazione delle risorse già esistenti!
Le domande dovranno pervenire entro il 21 agosto, ed è necessario piacere a Pizzarotti: “l’individuazione del soggetto da incaricare -racconta infatti il testo del bando pubblicato dal Comune di Parma - avverrà previa valutazione, effettuata dal Sindaco, dei curricula presentati dai richiedenti in possesso dei requisiti di accesso previsti dal presente avviso.
Il Sindaco valuterà, successivamente all’analisi dei curricula ritenuti più idonei, se convocare i candidati per un colloquio individuale”. Decide Pizzarotti, in tutti e 4 gli ambiti, che ci capisca qualcosa o meno. Farebbe ridere, se non fosse tragico.

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