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Silvio Voltazza registratore intervistaÈ stata una mattinata tutto sommato significativa quella di ieri in via Pintor, dove ci siamo recati per raccogliere gli umori, tra molto pessimismo ed ancor più incertezza, di voi parmigiani, in vista delle prossime amministrative l'11 giugno qui a Parma. Fa caldino, è una bella mattinata, e ci piazziamo davanti alla casa della salute, cercando di cogliere che aria si respira lontano dai banchetti propagandistici di questo o quell'altro partito, e di strappare qualche parola a chi viene e chi va. La voglia di parlare è pochina, scarseggia, alcuni sentendo di cosa si parla allungano il passo a testa bassa, altri borbottano un appena udibile “Non mi interessa” mentre ampliano la falcata verso le loro destinazioni. Comprensibile, l'argomento non è né tra i più leggeri né tra i più facili da affrontare, ma comunque, tra una porta in faccia e l'altra, qualche risposta è arrivata. E la prima è che si respira una certa disaffezione per la politica cittadina: circa la metà delle persone intercettate hanno manifestato delusione, rabbia e diffidenza verso i partiti e i loro candidati, e gli appellativi usati per chi ambisce a dirigere la città sono stati i più svariati, il più gentile dei quali è il parmigianissimo “bagoloni”; certo una mattina in via Pintor è sicuramente poco per fare previsioni sull'affluenza al voto che ci sarà a giugno, ma la sensazione è che saranno in molti a restare a casa ed a rinunciare al diritto di voto.
In chi invece a votare ci andrà regnano confusione e incertezza: in caso di ballotaggio centrodestra e centrosinistra sembrano spartirsi equamente l'elettorato (almeno per quanto percepito), ma la maggior parte dei cittadini che si sono fermati a parlare con noi sono sembrati molto dubbiosi: una signora molto perplessa ci confessa che “Andrò a votare per certo, questo è sicuro, ma davvero non so per chi, non mi convince nessuno”, e sulla stessa linea sono in molti a farle eco, confidandoci che “quest'anno è davvero difficile”, “non saprei chi scegliere, ero incerta tra Pizzarotti e Scarpa, ma forse neanche loro”.
Significativo ciò che ci dichiara un'altra passante: “Sono molto incerta. In caso di ballottaggio tra centrosinistra e centrodestra? Dipende da chi c'è, io non guardo il partito ma la persona”. Significativo perché quel che si respira è una certa diffidenza per dei candidati che, è palpabile, non sembrano aver fatto breccia nel cuore dei parmigiani: mancano punti di riferimento, e i candidati sembrano avere davvero poca familiarità con i loro elettori, per i quali, ad oggi, sembrano essere ancora dei semisconosciuti. La prova sta nel fatto che, a domanda diretta (“Per chi voterà?”), quasi mai è stata data una risposta altrettanto diretta. I partiti più gettonati sono stati Movimento 5 Stelle, PD e Fratelli d'Italia, ma solo in due occasioni sono usciti i nomi, e sono quelli di Emanuele Bacchieri (candidato per Casa Pound) e Federico Pizzarotti (Effetto Parma).
Insomma, manca meno di mese alle amministrative, e Parma si presenta ancora come una città di gente confusa e disorientata, oltre che sempre più distante da chi ambisce a essere per quella gente una guida ed un punto di riferimento. Questo almeno è quanto raccolto nella mattinata di ieri, ma la nostra inchiesta continua, e continuerà fino alle elezioni dell'11 giugno, per sapere cosa frulla nella mente dell'elettore medio, alto o basso che sia, e per raccogliere le vostre idee, le vostre speranze, le vostre ansie e le vostre preoccupazioni, perché partecipare è importante, e si può farlo anche solo con un'opinione. E senza porre limiti al lessico, da “bagoloni” a peggio.
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