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Consiglio comunale Franco Cattabiani ultimo 2017PARTE DELIBERANTE:

(S)VENDITA AZIONI FIERE DI PARMA: il finale di Consiglio comunale è di quelli che raccontano. Innanzitutto raccontano l’asservimento di questa maggioranza alle voglie dell’Unione Industriali, una subalternità che risale fin dai tempi della nomina di Gino Capelli, uomo capace ma certo non iscritto al Partito Comunista dei Lavoratori. E racconta anche il paradosso di un’opposizione grillina fin nelle proprie componenti Pd, impegnata in singolar tenzone con una maggioranza vignaliana più di quella che sostenne la giunta Vignali.
La parte deliberante è iniziata con l’esposizione da parte dell’assessore al Bilancio Marco Ferretti, che ha quasi parola per parola ripetuto quanto affermato in Commissione ( LEGGI DELLA COMMISSIONE BILANCIO ), e d’altronde non è che in poche ore le idee possano essere cambiate un granché.
In estrema sintesi, per volontà di alcuni imprenditori, vendiamo le azioni di una società in attivo sparato per mettere soldi in una società di privati (curiosamente gli stessi imprenditori) in passivo da sempre. E’ un po’ come se, tanto per fare un'ipotesi, quegli imprenditori avessero detto qualcosa del tipo: “bon, siccome possiamo contare su dei leccaculo pattonali, consapevoli del proprio non esistere senza il nostro appoggio, facciamo pagare ai parmigiani una nostra idea del cavolo e prendiamo per quattro lire una loro ottima idea”. Una cosa del genere, certo non letterale, ma insomma...per dare un quadro di massima.
Peraltro, è bene sottolinearlo: il punto centrale non è il Verdi, che con i propri voli ha ricadute di indotto da sempre molto sottovalutate. Il punto è vendere azioni di una società in attivo per sostenere Sogeap, che è molto diverso. Che Pizzarotti trovi altri trastulli o che ci metta i soldi propri,invece che assaltare come al solito quelli dei parmigiani (ma in questo caso la domanda è: di quale Pizzarotti staremo parlando?).
Anche la discussione in aula ha ricalcato quanto udito in Commissione, con Nicola Dall’Olio che parla espressamente di 30 denari, e rimarca l’inopportunità di una deliberazione all’ultimo secondo di un mandato, sottolineando sibillino come la stessa sia un messaggio a certi “giri” rispetto all’essere affidabili, anche a dispetto degli interessi dei cittadini.
A Dall’Olio fa da contraltare il #sempreanovantapieghevole Lucio De Lorenzi (talis pater… ), che rimarca come la decisione in questione sia voluta fortemente dalla Regione (a guida Pd) e che addirittura la Provincia del renzianerrimo avvocato di Autocisa, il presidente Filippo Fritelli (uomo Pd) abbia dato mandato al Comune di Parma di condurre la cosa.
Buzzi e Bizzi, i lettori perdonino la cacofonia (anche politica), per parte loro rimarcano invece come questa decisione arrivi a fronte della mancata visione di un Piano Industriale certo da parte di Sogeap: essenzialmente mettiamo soldi pubblici “al buio”.
Ettore Manno fa un rapido excursus delle cessioni targate Pizzarotti, da Autocisa ad Ente Fiere, che dimostrano “una paura di gestire da parte del pubblico”, che favorisce l’imprenditoria privata.
Roberto Ghiretti ha una memoria di ferro, e nel proprio intervento ricorda tutte le boiate sparate da Pizzarotti sull’aeroporto Verdi, dal “mai soldi pubblici nell’aeroporto” in poi. Oltretutto, si chiede il Consigliere di Parma Unita, non si capisce il perché di tanta fretta nell’approvazione di una delibera tanto importante, che ovviamente “castrerà” il futuro sindaco di Parma, chiunque esso sia. Beato candore: il perché di tanta fretta lo si capisce benissmo. Pizzarotti, di tornare a lavorare, ne ha tanta voglia quanto ne ha Andrea Medioli di tornare in AIerre ( LEGGI ). Già...tornare è il verbo giusto? Pare di no, ma di questo altri si stanno occupando.
Andrea D’Alessandro, al centro ultimamente di una buffa querelle che ha coinvolto tutti i 15 grillini rimasti a Parma, di tutte e tre le fazioni ( LEGGI ), ha, in un rigurgito di dignità, trovato la voglia di sottolineare come le Fiere siano parte di un asset strategico, mentre l’aeroporto, così concepito, no.
“Non si capisce il vantaggio pubblico nella delibera”, dice alla giunta e alla maggioranza che lui stesso ha creato con il proprio sostegno e utilizzando in modo quantomeno opinabile il “brand” M5S.
Per Marco Bosi, guida dei pizzarottiani, la delibera porta un valore aggiunto nelle fiere. Effettivamente un Consigliere che lavora per una banca (e CheBanca!) che caldeggia la vendita di azioni pubbliche a vantaggio di una banca (Crédit Agricole) non rappresenta una novità assoluta: è tutta la vita che la democrazia parmigiana si confronta con personaggi del genere.
Federico Pizzarotti, un Sindaco che lavora per una banca (Credem) caldeggia la vendita di azioni pubbliche a vantaggio di una banca (Crédit Agricole) asserendo che “il Comune eroga servizi pubblici, non fa business” conclude un quadro che non pare necessitare di ulteriori spiegazioni. Magari la prossima volta che andate al voto, riflettete bene su chi votate.
Postilla: nello spazio riservato al pubblico si è notata una tizia, tale Cinzia, che prima ha sostenuto il Pd, venendo inserita negli uffici di via Treves (sede del Provinciale del Partito Democratico), poi però pare non abbia trovato quanto cercava, e ha sostenuto Pizzarotti. Anche in questo caso non pare aver trovato quanto cercava, e quindi ora sostiene Ghirarduzzi, che forse è il candidato dell’ M5S. Tanto per darvi qualche ultimo spunto di riflessione sulla reale natura del Movimento fondato da Beppe Grillo, composto da persone che, agli occhi di chi la politica la segue, sono tutt’altro che nuove. Forse ci vorrebbe maggiore dignità, anche nello spacciarsi per il “nuovo”.

SE VUOI GUARDARE STRALCI DI DIBATTITO: NUZZO SU PIZZAROTTI PARTE I NUZZO "LO CHIAMAVI INCENERITORE" NUZZO SU SOGEAP DE LORENZI SU DALL'OLIO  CLICCA CLICCA CLICCA

FUORI BILANCIO SU PARMA PARK: una “demi-porcade” di epoca vignaliana che non si realizzò per la fiera opposizione dei comitati cittadini, che evitarono la devastazione di alcuni luoghi del centro, tipo piazzale Salvo D’Acquisto, a ridosso della Casa della Musica. Furono ben 14 i parcheggi interrati decisi da Pietro Vignali e non realizzati. L’azienda che aveva vinto l’appalto ha ovviamente fatto causa al Comune di Parma per danni ed il Consiglio di Stato le ha dato ragione, pattuendo un risarcimento di 661 mila euro. Il Tar aveva stabilito 192 mila euro, ma la giunta Pizzarotti ha voluto incasinare tutto sul piano legale, venendo bastonato (con soldi vostri).

COPPINI SI ESPANDE: la Coppini ha chiesto di poter aumentare le proprie dimensioni, Alinovi è propenso a concedere questa espansione all'impresa. I problemi, però emerge dal dibattito,  sono molti, da quelli sulla tempistica a quelli sulla natura geologica del terreno in cui sorgerà la struttura. Le opposizioni quindi si astengono: la delibera viene votata solo dai supporters di Pizzarotti.

 

ZFoto NUzzo Consiglio comunaleRENDICONTO DI BILANCIO 2016: tasse al massimo, tagli di servizi, educatori e genitori dei disabili in piazza, vendita di azioni di Iren e di altre partecipate, ma finalmente il risultato cercato: il bilancio 2016 chiude con un avanzo da 54 milioni di euro. La cifra è anche effetto di un cambio di contabilità che ha riguardato l’intera nazione.
La discussione ha avuto due linee essenziali, una di merito e una di speculazione politica: sul piano del merito l’opposizione ha rimarcato come quei conti fossero il frutto delle fatiche dei cittadini e non di chissà quale mirabolante impresa (Dall’Olio) e di un passaggio dall’essere rivoluzionari a pragmatici (Bizzi). Un accento è stato posto anche sulla totale mancanza di volontà della giunta Pizzarotti rispetto al recupero fiscale, che vede Parma negli ultimi posti in regione e messa malissimo anche a livello italiano ( LEGGI DEL RECUPERO FISCALE ).
NUZZO VS BOSI: un capitolo a parte merita la diatriba tra Mauro Nuzzo (M5S) da una parte a Federico Pizzarotti e Marco Bosi dall’altra. Sostanzialmente Nuzzo ha dichiarato all’aula come il Bilancio 2016 altro non sia che l’attestazione del passaggio del gruppo dei pizzarottiani da grillini a portatori di interesse per conto dell’Unione Industriali. 

GUARDA LA RISPOSTA DI NUZZO A BOSI

Un segno tangibile? Il cambio di nomenclatura rispetto all’impianto del Paip, che nel 2012 era chiamato Inceneritore ed oggi invece è stato “promosso” a Termovalorizzatore.
Pizzarotti interrompe e gesticola come sua abitudine, con l’avvallo di Vagnozzi, quello che Fornari ha ringraziato, che lo invita solo una volta a limitarsi. Marco Bosi a sua volta interviene veementemente a difesa del capo, asserendo (letteralmente) che Nuzzo fosse semplicemente l’unico del gruppo ad aver chiesto una poltrona da assessore, per qualcosa tipo “che si era messo già part-time”. Faccende interne al meetup69 di cui mai si saprà con certezza il vero. Di fatto Nuzzo risponde con un “fatto personale”, intervento previsto quando un Consigliere si sente offeso. L’intervento è stato accompagnato dai “sei falso come Giuda” ripetuto quasi da raptus psicotico del Capogruppo di Effetto Parma.
Ecco, queste sceneggiate sono in massima parte il motivo della parte sotto, scritta stamane, intitolata “Presentazione”: è parso di essere all’asilo, con degli indecorosi bimbiminkia intenti a litigarsi il pallone. La democrazia è un’altra cosa, rispetto a questi spettacoli fin troppo ripetuti.
ZFoto maggioranza Consiglio comunale

FUORI BILANCIO SU DE LEO: arriva in aula la questione che abbiamo già trattato in Commissione Bilancio, inerente alla sentenza di condanna del Comune di Parma rispetto ad una richiesta del dirigente De Leo ( LEGGI DELLA SENTENZA ) che il Tribunale del Lavoro ha ritenuto assolutamente congrua. Il Consiglio è chiamato a votare lo stanziamento di quei 61mila euro, interamente responsabilità di Federico Pizzarotti (che è anche assessore al Personale, tra le altre cose). Non dello stesso avviso è proprio il primo cittadino, che a questa annotazione addotta anche dall’opposizione, risponde scaricando la responsabilità su altri dirigenti comunali. Gli stessi Consiglieri , però, lo “pelano” rimarcando anche l’indicazione dei Revisori dei Conti, che in una nota tecnica ufficiale, invitano espressamente ad individuare il responsabile della decisione e di rivalersi su di lui, a tutela dei cittadini.

GUARDA GLI INTERVENTI: GUARDA GUARDA GUARDA GUARDA  GUARDA

 

 

 

 

COMUNICAZIONI:
ZFoto minoranza Consiglio comunaleGHIRETTI SU SPIP3 : Roberto Ghiretti, di Parma Unita, solleva una questione da Corte dei Conti. Alinovi, infatti, ha deciso di “retrocedere” le aree di Spip3 ad uso agricolo. Il problema è che chi le ha acquistate per un’espansione vocazionale ad uso artigianato potrebbe (anzi, è più che altro una certezza) rivalersi, sentendo deprezzate le aree acquisite. Il “protagonista”, se così vogliamo definirlo, sarebbe il curatore fallimentare che segue la vicenda di Spip3, che dovrebbe agire a tutela dei creditori.
Alinovi tiene il punto e rimanda la palla nel campo della magistratura, che sta indagando. E poi lui forse per allora manco ci sarà: che gli frega di una nuova sentenza avversa, viene da chiedersi? Poco, pare.
BIZZI SU DISABILI: Giuseppe Bizzi, di Possibile, riporta in aula la questione sollevata del bando di integrazione scolastica per i disabili ( LEGGI LEGGI), che è stata toccata en passant in Commissione Welfare e che verrà stilato da un dirigente comunale. Un atto, sostiene Bizzi, non come gli altri ma connotante la linea politica di una giunta comunale. Il suo non trattarlo in Consiglio denota poco rispetto e, sostiene Bizzi, paura di parlare dell’argomento in aula. La Rossi afferma che il testo sarà figlio del lavoro condiviso del tavolo instaurato con altri attori della disabilità cittadina. Dobbiamo andare in fiducia, visto che la stessa, quando ciò avverrà, sarà verosimilmente impegnata a fare campagna elettorale per il morosino, candidato con Pizzarotti in Effetto Parma.

INTERVENTO DI BIZZI SUI DISABILI
FORNARI SU VAGNOZZI: Stefano Fornari ringrazia con una comunicazione il presidente del Consiglio Marco Vagnozzi per il modo con cui ha condotto in questi anni i lavori assembleari. Non c’è dubbio che uno che sostiene Pizzarotti sia grato a Vagnozzi per le modalità adottate.

INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE:
ZFoto Consiglio Buzzi su PizzarottiLe interrogazioni di oggi sono state in molta parte targate Dall’Olio,che ne ha infilate un bel po’.
L’esordio è consistito in un’interrogazione relativa all’ex scalo merci di viale Fratti (proprio dall’altra parte della strada rispetto al Duc), nel quale sarà trasferita secondo questa amministrazione la Polizia Municipale, oggi in via del Taglio. Dall’Olio, oltre a rilevare che la proposta era stata portata in aula dal Pd anni fa solleva la questione della Food Valley station, altra idea dell’amministrazione Pizzarotti annunciata alla stampa.
Alinovi, su questo tema, ha dichiarato che il progetto era una proposta preliminare che l’Amministrazione ha poi accantonato. Il che ci può stare, ma la domanda è: perché menarla a tutta la città per quella che poi si è rivelata poco più che una boutade? Mah.
Dall’Olio poi interviene sulla questione STT, per la quale verranno vendute azioni Iren in cambio di una stabilizzazione dei conti che in realtà è tutt’altro che necessaria, essendo i bilanci piuttosto “sedimentati”. Ancora Dall’Olio fa notare a Marco Ferretti, che ha risposto all’interrogazione, che cedendo anche la quota in Fiere di Parma (altra interrogazione) si fa cassa ma si persegue una “svendita per interessi che stanno fuori dal Comune”, riferendosi forse alle voglie del proprio presidente di Regione Stefano Bonaccini, regista non occulto di un’operazione che vuole le nostre fiere satelliti di quella bolognese.

LA PRESENTAZIONE:
Consiglio comunale giunta distrattaSiamo all’ultimo Consiglio comunale della giunta Pizzarotti.
Non ci mancheranno, questo è poco ma sicuro. Non ci mancheranno pezzi di maggioranza e di giunta che attaccano e offendono i genitori dei bambini disabili di Parma. Non ci mancheranno gli interventi in gamba tesa di una figura un tempo terza ed imparziale come il presidente del Consiglio sugli eletti non in linea con il sindaco (spesso Nuzzo ma non solo). Non ci mancheranno stuoli di Consiglieri di maggioranza intenti a ticchettare sul cellulare o intenti su Facebook invece che ascoltare quanto veniva detto. Non ci mancheranno le chiacchiere come se fossero al bar di alcuni di essi, vera offesa ad un ruolo che invece un tempo ebbe dignità. Non ci mancheranno le risposte offensive da pupillo di ponte Caprazzucca di Pizzarotti, che non pare mai aver davvero compreso quanto valoriale fosse il proprio ruolo in quell’aula. Non ci mancherà Sebastiano Pizzigalli che attraversa tutta l’aula per andare a dire ad un Consigliere di opposizione “Questa me la paghi!” perché semplicemente in disaccordo (e chissà se avrà mai capito la gravità di un gesto del genere). Non ci mancheranno i banchi perennemente vuoti della giunta, e se qualcuno dei lettori sapesse chi è visivamente Giovanni Marani (senza spiare su Google) gli offriremmo volentieri da bere. Non cimancherà un'area riservata ai cittadini mai così vuota, e in Consiglio ci andiamo dalla notte dei tempi. Ci mancheranno invece le voci di alcuni Consiglieri di maggioranza, che hanno incamerato un gettone di presenza dopo l’altro limitandosi a votare ciò che veniva scelto dalla giunta senza mai (o quasi) ritenere di dire la propria opinione.
Esagerazioni? Ok, ci stiamo! Cinque anni di votazioni, di appelli nominali, di inquadrature, di foto sul giornale: sapete per caso chi sia Olimpia Adardi? Ecco. Ovviamente il problema non è la signorina (o signora? Non siamo così dentro alle cose della politica) Adardi, spesso presente e per lo meno educata nel comportamento verso l'aula stessa, ma una visione della democrazia inaccettabile per superficialità e mancanza di contenuti. La preoccupazione è che questa, unita al sempiterno ticchettio sugli smartphone, prefiguri l’arrivo di un’ “ondata Trump”, cioé di un’accozzaglia di barbari semplicemente più partecipativi e coinvolti di costoro. Parma vive una pagina delicata e molto sottovalutata, sul piano meramente democratico.

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