0
0
0
s2smodern

Commissione Bilancio Franco CattabianiEssenzialmente l’amministrazione guidata da Federico Pizzarotti vende azioni di una partecipata, Fiere di Parma, che fa utili da milioni e milioni di euro all’anno, per sottoscrivere l’aumento di capitale (il Comune è presente con il 5% delle azioni) in Sogeap, una società che fa perdite da almeno tre anni, e che più volte ha rischiato di andare gambe all’aria.

Il tutto viene compiuto nell’ultima Commissione utile, il cui numero legale sarebbe oggetto di riflessione in quanto estremamente opinabile, affinché l’operazione venga votata nell’ultimo Consiglio comunale di questa legislatura.
Il motivo dell’operazione caldeggiata dall’assessore Marco Ferretti? Semplicemente l’Unione Industriali ha richiesto formalmente quelle azioni, e a questa giunta poco pare importare se le voglie dell’Upi corripondano ai reali interessi dei cittadini di Parma.
Badate bene, non è una forma di “immaginazione” di Rosso Parma: il video integrale dell’intervento dell’assessore Ferretti, ex consulente di Paolo Buzzi negli anni della giunta Vignali, lo trovate CLICCANDO QUI. Parola per parola.

Al suo fianco Marco Giorgi, sodale di Massimo Iotti e messo nel ruolo di Direttore Generale, a questo punto pare essere più di un sospetto, per “controllare” che tutte le partite con la Regione vadano come stabilito dai vertici degli enti. Una funzione politica in un ruolo che dovrebbe essere di natura prettamente tecnica? E’ una possibilità ormai concretissima.
PER APPROFONDIRE SU FIERE DI PARMA CLICCA E VAI A RITROSO NEI LINK
Fatto sta che la Commissione di ieri è stata la formalizzazione di quanto già annunciato precedentemente, e quindi dell’intenzione manifestata dalle “gemelle” Comune e Provincia di Parma (gemelle perché possono vendere solo all’unisono e in maniera paritaria) di vendere 431 mila azioni di Fiere di Parma, pari al 17% del pacchetto totale. Il prezzo per azione è stato deciso dalla PricewaterhouseCoopers , una società di valutazione che in questi anni di pizzarottismo ha avuto più voce in capitolo di tutte le altre rappresentanze istituzionali e di categoria cittadine messe assieme.
Al prezzo che loro hanno giudicato congruo il Comune ha apportato qualche piccola modifica, che verrà accolta così com’è dalla Provincia di Parma: un dato emerso nel dibattito commissariale è che i tecnici dell’ente guidato da Filippo Fritelli stiano attendendo la delibera licenziata per portarne in aula in piazzale della Pace (sede appunto della Provincia) la gemella.
L’incasso, una volta vendute le azioni (a 24,6 euro per azione), sarà di 10 milioni e mezzo, da dividersi in due. Le quote in capo ai due enti passeranno dal 28% ciascuno al 19,58%.

Tutta questa operazione deve soggiacere a due patti di sindacato, che sono degli accordi tra soci sottesi, attraverso un comportamento comune, a dettare la linea di una società su taluni temi.

Il primo patto di sindacato lo abbiamo già accennato tra le righe, e prevede che Comune e Provincia cedano la medesima quota di azioni, restando al di sopra di un determinato limite (è tutto spiegato compiutamente negli articoli precedenti, di cui trovato il link sopra). Il secondo è quello che vincola i soci pubblici alla Regione Emilia-Romagna, che ha dato il placet all’operazione di cessione in cambio di una rassicurazione per cui si sarebbe valutato l’inserimento delle Fiere di Parma nella “mega holding bonacciniana” del comparto fieristico che avrà, se si realizzerà, sede a Bologna.
In pratica, non si sa se ridere o piangere, Federico Pizzarotti ha ereditato una società partecipata sana e rigogliosa e ne lascia una che non è più dei cittadini, se non molto parzialmente, e che si riferirà a Bologna. Siamo al delirio.
PD Parma Nicola DallOlio sfondo UELA RITUALE BUFFONATA PD: tutta l’operazione, soprattutto nella “porzione bolognese”, è de facto un atto di deferenza della nostra amministrazione comunale al Pd renziano di Stefano Bonaccini. Non c'è una convenienza che sia una nell'imparentarsi con l'indebitata Fiera di Bologna del Boni. Quello di Pizzarotti è un passo che, politicamente parlando, non pare sganciato dalla ricandidatura a sindaco. Anzi, pare proprio collegata. In tutto ciò un altro renziano, Nicola Dall’Olio, si rende protagonista di una sceneggiata da bambini dell’asilo: consapevole della “complicità” del Partito Democratico anche in questa partita (come già è accaduto per Tep e per altre situazioni che hanno gravemente danneggiato Parma) ha dato vita ad una pantomima di opinabile livello in termini di educazione, interrompendo spesso e bofonchiando a mezza bocca le proprie contestazioni all’assessore Ferretti, che non casualmente ogni tre per due ha rimarcato la volontà regionale.
Fatto ciò Dall'Olio si è alzato e se ne è andato. Lo stesso Consigliere ha seguito praticamente tutta la seduta parlando al cellulare nel corridoio antistante alla Sala Cultura, sede della Commissione. E' lui che vedete andare avanti ed indietro ticchettando sullo smartphone nel video integrale postato sopra. In fondo va capito: si trattava solo di Fiere di Parma, avrà certamente avuto cose più importanti da discutere e luoghi più importanti in cui essere. Ci si può forse attendere qualcosa di meglio, in termini di comportamento, da chi ha ruolo pubblico.
Decisamente “sul pezzo” Giuseppe Bizzi, di Possibile (ammesso che esista ancora, soprattutto a Parma...tutto è Possibile), che nella parte conclusiva dell’incontro ha rimarcato come la delibera di vendita delle azioni di Fiere di Parma sia una delle più nitide di tutta l’amministrazione Pizzarotti: “cediamo le quote di una società che va bene – ha affermato dando voce ad un pensiero piuttosto diffuso – per l’aumento di capitale di una società in perdita strutturale come minimo da tre anni e di cui nessuno ha visto un vero e proprio piano economico”.
Speriamo se ne ricordi anche quando Sinistra Italiana piuttosto che Possibile annunceranno che "il compagno Federico Pizzarotti" è un ottimo candidato, alto, slanciato, biondo e affascinante.
IL NUMERO E’ LEGALE?
Quando Dall’Olio si alza per andare per i fatti suoi, a rimanere in Commissione rimangono Pizzigalli, Bizzi e Cattabiani. Tre persone per decidere una faccenda di queste proporzioni. Marco Bosi, presente come auditore, ha fatto numero perché portatore della delega di Ilariuzzi, assente. Così, con un numero “semi legale”, all’ultimo giorno utile, la banda di Effetto Parma impone alla città la dismissione di quote di qualcosa che funzionava benissimo e che nessun parmigiano ha chiesto venisse alienata. Dopo di loro sarà Poco Fiere e Parzialmente di Parma.

PER APPROFONDIRE GUARDA GUARDA GUARDA  GUARDA

Sostieni Rossoparma con una donazione

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

02 RossoParma banner

03 RossoParma banner

04 RossoParma banner

05 RossoParma banner

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner

02 RossoParma banner

03 RossoParma banner

04 RossoParma banner

05 RossoParma banner

06 RossoParma banner

07 RossoParma banner

01 RossoParma banner