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Commissione Patrimonio e BilancioUna serata, quella passata in Commissione Bilancio ieri, che ha offerto parecchi spunti di riflessione sulla reale natura della giunta Pizzarotti e sulle linee guida etiche che ha seguito, in questo caso sul piano economico e fiscale.
L’occasione l’ha offerta la rendicontazione del bilancio 2016, esposta dall’assessore Marco Ferretti e relativa ai conti al 31/12/2016.
L’evasione fiscale? Un disastro. Parma è una città dove il più furbo la fa franca, con il tacito assenso di un’amministrazione comunale che tra i primi atti compiuti ha essenzialmente devastato l’Ufficio Tributi ( LEGGI DELLA SENTENZA DE LEO ).
Nell’avanzo di amministrazione, 54 milioni di “roba”, 25,7 milioni sono costituiti da fondi accantonati per crediti di dubbia esigibilità. Cioè, in altre parole, il Comune di Parma li dà per morti, o comunque per difficilmente incassabili. I fondi parti di contenziosi legali (che quindi vanno accantonati in quanto tali), costituiscono il gruzzoletto di 6,4 milioni in parte corrente che proprio dobbiamo tenere lì, incrociando le dita.
Tutta la menata delle multe per la differenziata, poi...mamma mia! Decine e decine di comunicati stampa con foto di sacchetti del rudo etichettati, a dare l’impressione di un Gabriele Folli dal pugno di ferro, per poi scoprire, in un’anonima e piuttosto deserta Commissione, che i sui fondi di crediti di dubbia esigibilità (i 25,7 milioni descritti sopra) pesano i 13,5 milioni di euro di insoluto per la Tari, che è la tassa sui rifiuti urbani . La dirigente Marta Segalini ha detto che è vero, l’evasione sulla Tari è piuttosto diffusa, a Parma, ma che il nostro Comune è sostanzialmente in linea rispetto a quanto accade nel resto dell’Anci. E questo è parzialmente falso, come minimo generalizzando il discorso.
OPENPOLIS, PARMA ED IL RECUPERO DEI RESIDUI ATTIVI
Quella che è arrivata in aula, almeno in parte, viene tecnicamente definita gestione dei residui attivi, e sostanzialmente racconta dei crediti che un comune può vantare nei confronti dei cittadini e delle imprese. Essi sono accertati (e per l’appunto Marta Segalini li ha enunciati) ma non sono ancora stati incassati. Sono un indice della salute reale dei conti e dell’onestà degli amministratori.
Cioé a dire: se tu dichiari 50 milioni di attivo in bilancio, ma sai benissimo che 49 milioni e 900 mila euro li vedrai solo acquistando un binocolo, formalmente affermi il vero, ma sostanzialmente prendi per i fondelli i cittadini. Che poi corrisponde il momento in cui, in via del tutto teorica, emerge il ruolo della stampa.
I residui attivi, in effetti, i comuni economicamente virtuosi li conteggiano in parte o non li conteggiano affatto.
Openpolis, l’associazione probabilmente più seria nell’analisi dei comportamenti singoli e complessivi delle Pubbliche Amministrazioni, usa i residui attivi come parametro di “salute” dei comuni, e ha stabilito un indicatore per calcolare l’affidabilità dei residui attivi stessi, correlando quelli espressi ad inizio anno e quelli incassati realmente al 31/12. Parma ne esce a pezzi.

Il recente studio vede in testa Trieste e Verona, rispettivamente con il 49,4% ed il 43,05% di credito recuperato.

La nostra città? Rispetto all’Emilia-Romagna è al 244° posto sui 317 comuni rilevati. Dei capiluoghi di provincia della regione solo Rimini (263° posto ) e Bologna (273° posto) hanno fatto peggio.
Dei crediti vantati da cittadini ed imprese, nell’ultimo triennio, solo il 39,7% dei residui attivi è stato effettivamente incassato dal Comune. Praticamente due cittadini o imprese su tre hanno fatto quello che gli è parso.
Se pensiamo che il recupero fiscale è stato l’oggetto della prima conferenza stampa in assoluto in Comune di Federico Pizzarotti (Rosso Parma non era nemmeno ancora nato) e osserviamo che Openpolis pone Parma al 3649-imo posto (il totale è sugli 8 mila)… c’è da restare basiti. Perché chiaramente il messaggio sociale che si manda è: “se fai il furbo tranquillo...qualcun altro pagherà anche al posto tuo!”. Il che è inaccettabile.

LEGGI OPENPOLIS SU ASILI, POLIZIA MUNICIPALE E CULTURA

LA COMMISSIONE DI IERI: GUARDA GUARDA GUARDA GUARDA GUARDA

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