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Commissione Bilancio opposizioniUna vaccata “100% Pizzarotti”, quella legata alla vicenda di Giovanni De Leo. Dirigente del Comune di Parma per una ventina d’anni circa, già responsabile unico del progetto della metropolitana e quindi capo della Metro Parma, è stato quindi spostato al servizio Tributi ed Entrate.
Ad un certo punto Pizzarotti impone il ruolo di Marta Segalini, cui viene affidato lo sviluppo “pratico” di quanto voluto dall’assessore in carica, Marco Ferretti. E’ brutto dire che con l’arrivo di Pizzarotti l’Ufficio Tributi, soprattutto nelle parti ispettive della lotta all’evasione, venga polverizzato, ma di fatto l’affermarlo è dare ai lettori un quadro alquanto veritiero della situazione.

D’altronde, qualcuno ha sentito parlare di lotta all’evasione, in questi 5 anni di giunta Pizzarotti?
Fatto sta che De Leo viene messo alla “varie ed eventuali” (si fa per dire, viene destinato ad altri uffici) in modo piuttosto arbitrario, e fa causa al Comune di Parma: a suo modo di vedere questa giunta lo ha demansionato senza addurre motivazioni sufficienti, e ha citato il Comune per danni, chiedendo 250 mila euro.
Il giudice del Lavoro ha ritenuto fosse ben più di un’opinione, e in effetti ha condannato il comune a sganciare 70 mila euro circa, corrispondendo a De Leo 61.470 euro, prendendo atto che “il provvedimento impugnato in questa sede non risulta essere conforme sotto il profilo dell’obbligo motivazionale ai dettami normativo/giurisprudenziali innanzi esplicitati. Pertanto il Comune di Parma si è reso responsabile di un inadempimento contrattuale, foriero di un danno risarcibile nei confronti del ricorrente, questo danno è identificabile come perdita di chances professionali”.
Della questione si è parlato in Commissione ieri sera, anche se nessuno ha fatto il nome di De Leo. Noi lo abbiamo dedotto nel modo più semplice e tranquillo: confrontando le date processuali e i numeri protocollari. I Consiglieri di opposizione, in seduta, hanno rimarcato proprio come fosse una stupidaggine tutta pizzarottiana, e come un comune vada condotto in modo meno fumoso e opaco. La discussione si è resa necessaria perché la sentenza del giudice è immediatamente esecutiva, e la cifra “full optional” costituisce l’ennesimo Debito Fuori Bilancio di questa amministrazione comunale, che è poi l’oggetto della proposta di delibera n.2017-PD-751 del 3 marzo ma messa in discussione e licenziata ieri.
L’assessore Ferretti e i tecnici comunali, va detto, hanno annunciato ricorso, che annunciamo già verrà perso e costituirà a sua volta un esborso di denaro pubblico ulteriore. Deve avere a che fare con l'indicazione, ribadita anche ieri in seduta, dei Revisori dei Conti di rivalersi contro i responsabili dell'illegittima decisione.

In "Richiesta di parere su Riconoscimento legittimità debito fuori bilancio" relativo alla sentenza del Tribunale di Parma, sezione Lavoro, n.31/2017, si legge testualmente: "si esprime parere favorevole per il riconoscimento del debito fuori bilancio derivante da sentenza esecutiva, trattandosi di atto dovuto e vincolato. SI SEGNALA TUTTAVIA L'OPPORTUNITA' DI INDAGARE l'eventuale responsabilità dei soggetti amministrativi del tempo, per valutare la possibile RESPONSABILITA' PER COLPA GRAVE nell'applicazione del regolamento che ha definito in modo puntuale e di facile applicazione la procedura di affidamento degli incarichi dirigenziali".

 

This is Parma, care lettrici e cari lettori.

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