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Inceneritore di Parma in costruzioneIl tema dell’inceneritore racconta molte cose, di questa città. E ne racconta altrettante di Federico Pizzarotti, di Gabriele Folli e di quello che fu la “ghenga” dei GCR.
A sollevare la questione, a riportarla in aula, è stato il Consigliere Maurizio Vescovi, che nella vita fa il medico: il sunto dell’interpellanza che ha presentato in seno al Consiglio comunale di ieri riconduce non solo alla mancanza dei due rispetto alla parola data in campagna elettorale (con l’assessore che era addirittura nel ruolo di chi chiede ai candidati un impegno preciso), ma anche al reale impegno profuso nell’adempiere la promessa successiva, quella che voleva l’inceneritore di Parma come l’impianto più controllato al mondo.
“ Un intervento per chiedere conto dei dati attuali rispetto alle ricadute sanitarie dell’inceneritore: volevamo conoscere i dati disponibili – ci racconta nella breve intervista che ci ha gentilmente concesso -: volevo conoscere la ricaduta sulla salute dei nostri concittadini derivanti dall’inceneritore. E’ stata una risposta vaga, e io mi aspettavo dati precisi, soprattutto perché l’inceneritore è stato l’argomento principale della campagna elettorale e credevo ci sarebbe stato un interessamento molto forte di comunicazione da parte di questa amministrazione, passo passo sui dati rilevati. Anche se però sappiamo che alcuni di essi saranno molto più in là, perché l’epidemiologia dà dati anche molto distanti”.

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E in effetti la risposta di Gabriele Folli è stata a dir poco inconsistente: ha di fatto rimandato la palla nel campo degli strumenti di ambito territoriale, controlli in massima parte provinciali e regionali. Come cambia la prospettiva, quando si ha una poltrona da difendere.
“ Come amministrazione – ha replicato Maurizio Vescovi in aula – avete avuto un atteggiamento molto deludente: comunicare i dati alla nostra comunità ad intervalli di tempo regolari , anche in relazione alla vostra posizione assunta sul tema dell’inceneritore e proprio perché è stato il vostro tema politico centrale. Fossi stato in voi avrei sentito il bisogno di un’attenzione particolare sulle tematiche sanitarie del Paip, e quindi per la trasmissione in tempo reale dei dati”.

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Già, il tema del Paip non racconta solo di quante “palle” ha sparato il Movimento Cinque Stelle in campagna elettorale, ma anche di quanto gliene importi a Federico Pizzarotti di quanto ha dichiarato una volta che si spengono i faretti delle telecamere e le interviste finiscono. Un medico chiede conto della salute pubblica, con parole che sembrano destinate a cadere nel vuoto di una politica che è ormai un promessificio compulsivo.

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