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Roberto Ghiretti Parma Unita sala stampaUna conferenza stampa di congedo, come minimo dal ruolo fino ad oggi ricoperto di Consigliere comunale: “il mio futuro sarà ancora di servizio, ma alla comunità in senso lato”, dirà Ghiretti.

E’ l’inizio di una conferenza fiume in cui sono state affrontate un po’ tutte le questioni. In fondo riportiamo il comunicato stampa di Massimo Capuccini, che Ghiretti ha ringraziato “per l’impegno ma anche per la pazienza dimostrata in questi anni”
“Cosa rimane – si è chiesto il Consigliere di Parma Unita - di questo 2016 e delle attività svolte?
- la gratuità: in una ridda di persone che hanno parlato di tagli ai costi della politica e poi sono andate in ferie camuffate da “missioni”, io posso vantarmi di aver rinunciato a qualsiasi benefit e di aver pagato come ogni cittadino tutto ciò che avrei potuto ottenere gratis, dalla tessera al Tardini al parcheggio gratuito all’entrata alle Fiere. Vado orgoglioso della semplicità con cui ho vissuto il mio impegno civico, consapevole non solo di non essere costato ai miei concittadini, ma di essere stato un po’ utile a vedere.
- l’azione politica: in questi dodici mesi ho presentato 440 tra interrogazioni ed interpellanze, ho mandato oltre 550 comunicati stampa e ho dato risposta a, credetemi, migliaia di cittadini. L’ho fatto per un motivo molto semplice: è il ruolo che i parmigiani mi hanno affidato. Se altri non lo hanno assolto peggio per loro: non immaginano neanche a quante soddisfazioni hanno rinunciato. Non so spiegarvi il piacere di sentire un cittadino dire “lei è una brava persona”: da un lato c’è un nutrimento dell’ego, perché siamo tutti esseri umani e i complimenti fanno indubbiamente piacere, dall’altro la sensazione di aver contribuito nel proprio piccolo a ricostruire un tassello di quel rapporto interrotto tra cittadino e politici.
- la violenza: sì, di questo 2016 rimarrà anche una violenza crescente e ormai palpabile, direi. La violenza nelle strade ai danni di cittadini che ormai hanno paura a girare in certi quartieri, ma anche quella ai danni di gruppi etnici in gran parte composti di brave persone e criminalizzati. Perché in fondo qual è il dramma della totale incapacità dell’assessore Casa di rassicurare i propri concittadini? Che si crea una sorta di guerra tra vittime, tra parmigiani che semplicemente vogliono parcheggiare senza essere rapinati e nuovi parmigiani che vorrebbero andare a fare la spesa senza essere guardati storti. In questo quadro incide anche qualche risvegliato, che in età avanzata ha scoperto una coscienza civica e per ottenere una poltrona non si è fatto scrupolo di gettare benzina sul fuoco.
Semmai porteremo avanti delle istanze politiche saranno certamente improntate all’amore: per la nostra città e per i nostri concittadini. Tutti i nostri concittadini che meritino la nostra stima, il nostro rispetto.
Paolo Scarpa: il futuro, per l’appunto. Ci siamo impegnati in primarie aperte, perché riteniamo sia importante oggi dare una risposta alla città che sia corale e inclusiva. Cioé non di imporre la nostra opinione né di obbedire a quella altrui, ma di costruirne una condivisa e condivisibile: è ciò che è mancato in questi 5 anni di egoismo e autocentrismo pizzarottiano. I parmigiani sono stati completamente esclusi dai processi democratici e decisionali, noi siamo fermamente decisi a farli tornare a contare. In quest’ottica fermarsi alle sigle, tipo “andate con il PD”, “andate con Sinistra Italiana”, “andate con tizio e con caio”, significa non aver capito nulla di quanto sia grave il danno di credibilità creato da questa amministrazione a Cinque Stelle. Per sanare la ferita non c’è bisogno di Parma Unita, né del Pd, ma dell’impegno di tutti coloro che credo in una Parma che ama. Paolo Scarpa è una persona perbene, profondamente onesta. Non è un politico di professione, come del resto non lo sono stato io, ma conosce bene la macchina amministrativa, e sono certo farebbe funzionare Parma come un orologio. Attorno a lui un bel po’ di persone di ottimo livello. Dopo 5 anni a sentire banalità da persone impreparate in Consiglio comunale, sono certo che Scarpa sindaco sarebbe una Rivoluzione Paranormale, una specie di miracolo, in effetti.
Quindi che dire: sono stati anni difficili, che ho vissuto con il massimo impegno di cui sono stato capace. Nel futuro potrei impegnarmi, ma solo a fronte di vere e proprie guerre civili: sarebbe infatti auspicabile si spendessero giovani di qualità, e Parma ne è piena, con un bravo padre di famiglia a fare loro da “play maker”. Io resto a disposizione della città che mi ha dato tanto e che ho nel cuore”.

I VIDEO DELLA CONFERENZA : GUARDA GUARDA


IL RIASSUNTO IN UN COMUNICATO: Con la fine del 2016 si chiude sostanzialmente un ciclo avviato a metà 2012 con l'insediamento della Giunta Pizzarotti. Parma Unita in questi cinque anni ha fatto un'opposizione vera, sui temi e senza sconti, nel corso dei quali abbiamo prodotto oltre 400 tra interrogazioni, interpellanze e accessi agli atti, ai quali si possono aggiungere una mole consistente di comunicati stampa, circa 550.
Perché un'opposizione così intransigente? In estrema sintesi la giunta Pizzarotti si è caratterizzata fin dall’inizio per tre elementi esecrabili: l’incapacità di tenere fede agli impegni presi verso la città, l’inadeguatezza nel sostenere con atti precisi le iniziative e la totale opacità di alcune decisioni prese nel corso di questi anni.

Gli impegni disattesi nei confronti della città rappresentano il disastro più evidente: l'inceneritore è in funzione, il Quoziente Parma è stato abolito, il bilancio partecipativo non è stato fatto. Tre cose che costituivano un preciso impegno nei confronti della città e che sono state fatte all'opposto degli intendimenti annunciati.

L'inadeguatezza degli atti è un'altra costante. Gli esempi di atti non andati a buon fine sono innumerevoli. A cominciare da quello recentissimo dell'affidamento per l'illuminazione pubblica, per poi andare al bando teatri che ha avuto come solo effetto quello di chiudere un teatro, quello del Vicolo; parliamo poi di Tep, una società che con ogni probabilità dovremo chiudere o dei pasticci combinati per la mostra Mater o per la rassegna di concerti in piazza Duomo. Come non ricordare poi la crociata contro l'Auser terminata poi con un clamoroso passo indietro di Pizzarotti che ha raggiunto l'apice in questi giorni affidando loro anche servizi turistici. Da malfattori a guide turistiche senza mai per altro concedere pubblicamente che forse era stato commesso un errore.

L'opacità amministrativa è infine il vero tratto che non ci saremmo mai aspettati. Il caso principe è costituito dai rapporti con Iren. Una società verso la quale in campagna elettorale si erano spesi proclami bellicosi a dir poco – ricordate tutti il Dies Iren – ed entrata nel cuore dei nostri amministratori nel giro di poco tempo. Azioni svendute, servizi in regime di proroga ben oltre la scadenza, donazioni liberali mai viste prima; in questi cinque anni abbiamo visto di tutto tranne una linea politica trasparente indice di un rapporto alla pari tra l'azienda e il Comune. Abbiamo chiesto più volte spiegazioni di questa o quella scelta ma le risposte sono sempre state evasive, così come lo sono state quelle relative alla vicenda dei rifiuti provenienti da Reggio Emilia e che per un periodo abbiamo bruciato di nascosto.

Ma la nostra non è stata solo un'opposizione priva di proposte. A parte il fatto che quando si esprime una critica essa include sempre implicitamente una proposta, ma in questi anni di battaglie ne abbiamo combattute molte. Sulla Cittadella, vittima di un intervento privo di buon senso e contro i cittadini che la frequentano; sui rifiuti con la raccolta firme per chiedere di valutare l'introduzione di cassonetti intelligenti; sulla sicurezza con la messa a punto di un ampio documento articolato in 17 punti; sul degrado con un'azione costante per segnalare le criticità e chiedere una maggiore cura della città.
Tutte cose che il sindaco in ossequio al principio della trasparenza ha nettamente rifiutato di prendere in considerazione. Con poca lungimiranza visto che allo scadere del suo mandato cosa si ritrova? Due avvisi di garanzia, una città profondamente scontenta e imbruttita e una manciata di opere pubbliche, vero e proprio fumo negli occhi, da provare a giocare in un estremo tentativo di recuperare consenso.

Per questi motivi crediamo che a meno di clamorosi colpi di scena non avremo una nuova Giunta Pizzarotti nel 2017. Per le prossime elezioni Parma Unita ha fatto una scelta coerente con il proprio nome: La scelta di unire e non dividere con l'obiettivo di dare vita a un'amministrazione fatta di persone serie, competenti, non in cerca di poltrone per sé. È stata una scelta sofferta ma che rivendico come un atto d'amore verso la città, nella convinzione che non ci possiamo permettere un nuovo passo falso. Occorre tenere lontano gli avventurismi che si profilano all'orizzonte e se per farlo vale la pena di fare un passo indietro lo faccio volentieri.

Roberto Ghiretti
Parma Unita

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