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Iren differenziata camion raccoltaL’Inceneritore di Parma, sono passati quattro anni buoni, rappresenta ancora oggi il simbolo di un’ipocrisia politica insopportabile. Quella di un PD impregnato di bugiardi ma anche di un pizzarottismo ipocrita e “aumma aumma capisc’ ammè”.
La Regione, come se i rifiuti fossero tema comparso all’improvviso e non un argomento ampiamente incasellato in cifre e statistiche, scopre di avere più rudo di quanto non si aspettasse.
Il che connota la giunta Bonaccini e la maggioranza che la sostiene ( in prima fila i signori Massimo Iotti, Alessandro Cardinali e Barbara Lori ) nei molto probabili ruoli di imbecilli o di inadeguati. O, come alternativa che mettiamo giusto per bontà d'animo, facenti parte di un partito, quello democratico, piuttosto avvezzo al prendere in giro i parmigiani. Ci riferiamo, chiaramente, alla promessa fatta ai nostri concittadini di un impianto ad appannaggio del territorio, e solo ad esso. Quindi alla promessa di puntare moltissimo sul riciclo e sulla differenziata spinta. Infine su una conclusione del percorso delle discariche, che invece che essere dismesse sono state in qualche caso raddoppiate.

Così ecco che Tutino riuscirà a rifilare 3.600 tonnellate di immondizia reggiana a Piacenza, e causerà l’aumento di portata del nostro inceneritore fino alle 160 mila tonnellate.
Non paghi di ciò si porterà da 160 mila a 210 mila tonnellate l’inceneritore di Modena, da 130 mila a 141 mila tonnellate quello di Ferrara, mentre Coriano e Rimini passeranno da 125 mila a 144 mila tonnellate. Forlì resterà fermo al tonnellaggio massimo consentito, che è di 120 mila.
Il tutto anche grazie al silenzio complice ed omertoso di alcune delle principali organizzazioni ambientaliste (WWF e Legambiente su tutte), popolate da gente che, se gli dai qualcosina da fare, si concentra su altro. Esagerato? Benone: avete ravvisato forse qualche presa di posizione su questo o sulle cementificazioni che stanno investendo Parma? Ecco, per l’appunto.
I pizzarottiani? E chi credete che abbia avvallato, il tutto? Sono al governo da 4 anni e mezzo, mica da 15 minuti.
“Il cambio di programma – fa sapere la nostra agenzia di riferimento, la Dire di Bologna - e' stato anticipato venerdi' scorso in commissione dall'assessore regionale all'Ambiente, Paola Gazzolo, che ha parlato di un "aumento temporaneo per due mesi" a Parma. Ieri, la Giunta Bonaccini ha approvato la delibera nella quale mette nero su bianco le variazioni di capacita' degli inceneritori, dovute al fatto che le previsioni sulla produzione dei rifiuti in Emilia-Romagna contenute nel Piano regionale non hanno centrato il bersaglio. La realta', infatti, restituisce un aumento stimato dell'1,1% della produzione di rifiuti urbani nel 2016 rispetto all'anno scorso, pari a circa 31.000 tonnellate. Allo stesso tempo, c'e' un calo degli indifferenziati del 2,8% pari a circa 33.000 tonnellate. Nel complesso, a livello regionale si parla di circa 212.877 tonnellate in piu' di rifiuti urbani e 118.618 tonnellate di rifiuti indifferenziati rispetto alle previsioni.
A questi numeri si aggiunge in Emilia-Romagna un "ulteriore fabbisogno di 210.000 tonnellate" di rifiuti speciali da smaltire, dato da una produzione stimata in aumento di 140.000 tonnellate a cui si sommano le 70.000 tonnellate che non possono essere trattate dagli inceneritori, avendo "priorita' " i rifiuti urbani in aumento. Come smaltire dunque tutta questa immondizia inattesa? "In base ai dati di produzione e nel rispetto dei criteri in ordine alla modifica dei flussi- detta la Regione- occorre cambiare temporaneamente per il 2016 il quantitativo massimo di rifiuti previsto dall'autorizzazione dell'impianto di termovalorizzazione di Parma, nel rispetto del suo carico termico nominale e della procedura di Valutazione d'impatto ambientale gia' effettuata". Tradotto in numeri, l'inceneritore di Ugozzolo passera' dalle 130.000 tonnellate attuali a circa 160.000: ovvero, 129.129 tonnellate di rifiuti urbani, 20.000 di rifiuti ingombranti e 11.000 di rifiuti speciali, per poi tornare nel 2017 ai livelli precedenti. Inoltre, "all'interno del bacino gestionale di Iren occorre inviare circa 3.600 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati prodotti nella provincia di Reggio Emilia al termovalorizzatore di Piacenza, nel rispetto dei quantitativi massimi di rifiuti autorizzati". Per quanto riguarda i rifiuti speciali, "il sistema delle discariche puo' parzialmente far fronte alle esigenze di trattamento". In particolare, "la discarica di Imola esaurira' la propria capacita' residua nel corso del corrente mese". Quindi, l'impianto di Ravenna "si riconferma come destinazione finale per i rifiuti urbani indifferenziati del bacino faentino". Per ottimizzare i trasporti, ridurre l'impatto ambientale e i costi, i rifiuti saranno prima avviati all''impianto Tm/Tb di Imola e poi "al trattamento di separazione e biostabilizzazione" a Ravenna. (San/ Dire)
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RIFIUTI. IRA M5S: PROMESSA SPEGNERE INCENERITORI ERA BLUFF

La promessa del governatore Stefano Bonaccini di "iniziare a spegnere qualche inceneritore" in Emilia-Romagna era "solo un bluff: ormai e' chiaro a tutti". Attacca a testa bassa l'M5s, dopo che la Giunta regionale ha approvato una delibera con cui aumenta la portata degli impianti di Parma, Modena, Ferrara, Forli' e Rimini, per poter smaltire i rifiuti prodotti nel 2016, in aumento rispetto alle previsioni. "E' la dimostrazione che il Piano regionale dei rifiuti era solo uno specchio per le allodole - affondano il colpo in una nota i grillini Gianluca Sassi e Andrea Bertani - il risultato, per usare la definizione dello stesso Bonaccini, e' che il miglior piano rifiuti della storia di questa Regione sta fallendo". Del resto, sottolinea l'M5s, "aumentare la portata degli impianti significa bruciare piu' spazzatura, con buona pace delle promesse di Bonaccini e Gazzolo, che dissero che avrebbero chiuso qualcuno, se non tutti, gli inceneritori nel giro di pochissimo tempo. Un bluff che scoprimmo gia' prima di aprile, quando il piano venne approvato dall'aula e che ci spinse a non partecipare ai lavori dell'Assemblea". Allora, "Bonaccini ci accuso' di demagogia- ricordano i 5 stelle - adesso siamo curiosi di sapere come giustifichera' l'ennesima promessa tradita, visto che quello stesso piano che doveva rivoluzionare il sistema dei rifiuti dopo pochi mesi e' nei fatti delegittimato e sull'orlo del fallimento. E' incredibile come dopo meno di sei mesi la Regione riveda gli obiettivi: gia' nel piano si capiva che non corrispondevano in nessun modo a quello che in realta' sarebbe accaduto". L'M5s rilancia quindi le sue proposte, "tariffa puntuale e porta a porta subito nei territori che sono piu' indietro, anche con eventuale aumento delle tariffe di smaltimento per gli inadempienti".
Dal canto suo, l'assessore regionale all'Ambiente, Paola Gazzolo, precisa in una nota che la capacita' degli inceneritori non aumentera' ( e grazie al cavolo! Come se fosse sua prerogativa aumentare o diminuire le autorizzazioni di un inceneritore, ndr) "rispetto a quanto gia' autorizzato. Solo l'impianto di Parma sara' chiamato, per un periodo limitato di due mesi e quindi fino al 31 dicembre, a trattare circa 30.000 tonnellate aggiuntive, ma comunque ampiamente nei limiti della valutazione di impatto ambientale gia' svolta". Quella che riguarda Parma "e' una scelta temporanea- continua Gazzolo- assunta sulla base del criterio di prossimita' territoriale e di bacino gestionale. Dall'1 gennaio il carico autorizzato per l'impianto di Uguzzolo tornera' quello previsto nella pianificazione regionale, ossia 130.000 tonnellate". Resta il fatto che, come scritto chiaramente in delibera, per gli ultimi mesi del 2016 sara' richiesto un maggior lavoro agli inceneritori di Modena (da 180.000 tonnellate di fabbisogno di smaltimento a 210.000 tonnellate previste), Ferrara (da 130.000 a 141.000 tonnellate) e Coriano a Rimini da 125.000 a 144.000 tonnellate), mentre l'impianto di Forli' verra' portato al massimo della capacita' autorizzata (120.000 tonnellate), mentre sara' ridotto di circa 20.000 tonnellate il carico per Bologna. "I dati economici indicano che crescono i consumi, l'occupazione e le presenze turistiche sulla costa, quindi anche i rifiuti prodotti- spiega Gazzolo- nonostante un costante incremento della capacita' di differenziare e ridurre l'indifferenziato". In ogni caso, l'Emilia-Romagna "si conferma totalmente autosufficiente nello smaltimento, come previsto dal Piano: gli impianti attivi riescono ad assorbire l'aumento dei rifiuti urbani prodotti sul proprio territorio, nel limite delle capacita' gia' autorizzate".
L'assessore regionale sottolinea poi che per l'impianto di Ferrara le circa 12.000 tonnellate provenienti dalla Puglia e trattate nei mesi estivi, fino a settembre, erano gia' contemplate nell'autorizzazione al funzionamento, mentre l'impianto di Forli' tratta solo rifiuti urbani provenienti dal territorio provinciale. "In sintesi- spiega Gazzolo- gli impianti di termovalorizzazione tratteranno piu' rifiuti urbani e meno speciali che, a loro volta, verranno parzialmente assorbiti dalle discariche gia' autorizzate, nel pieno rispetto della pianificazione regionale". Secondo l'assessore, "il 2016 rappresenta chiaramente un periodo di transizione: i rifiuti indifferenziati calano, ma gli effetti positivi delle misure previste dalla legge sull'economia circolare e dal Piano regionale, approvato solo lo scorso maggio, si dispiegheranno a partire dal prossimo anno". Fino al 2020, dunque, "ci attende un continuo work in progress che intendiamo svolgere fianco a fianco di Atersir, Comuni e cittadini, per rendere la nostra regione sempre piu' virtuosa e sostenibile". (San/ Dire)

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