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Parma Unita Roberto Ghiretti sede nuovaUna sede nuova di zecca, in una zona della città che sovente balza agli onori della cronaca per serrande che si abbassano (la crisi, nonostante ciò che dice il privo cittadino Pizzarotti ha colpito durissimo, i negozianti) e microcriminalità. Una scelta, quella di aprire un circolo in via Saffi 76, che rimarca la volontà “di operare tra la gente: se non riusciamo a capirne i problemi, a farli arrivare qui e sentire inclusi in un progetto forte, tanto varrà andare a casa, perché avremo fallito”, dice il fondatore Roberto Ghiretti.
Il Consigliere comunale è, a suo modo, un fenomeno politico degno di attenzione: superata la sessantina è l'unico dei nostri rappresentanti che utilizzi i social in modo critico ma piuttosto finalizzato. Per esempio dà vita a dirette Facebook piuttosto gustose, fatto che, provenendo da uno che non è più esattamente un ragazzino, indubbiamente incuriosisce.
Il “consumo critico di social” è un tema anche quello piuttosto intrigante: “viviamo in una finta rappresentazione di democrazia – ha raccontato stamane ai cronisti che hanno partecipato all'inaugurazione della sede - , fatta di like più o meno sinceri, più o meno comprati. E sulla base del numero di questi dovremmo avere una rappresentazione di partecipazione. Questa è una democrazia di plastica, ed il nostro dovere è quello di fare tornare quella vera. Dobbiamo provare ad aggregare le forze moderate e progettare una Parma migliore,  tangibile. Perciò continueremo il lavoro tra i parmigiani, che non si sentono più ascoltati da nessuno: nelle piazze, con i banchetti”.
Una netta controtendenza rispetto ad un sindaco, per esempio, che nessuno o quasi conosce davvero: lo vedono solo in tv, o alle inaugurazioni. Ma pare essere anche uno smarcamento rispetto ad un'area moderata altrimenti composta da pensionati con tanto tempo libero ed un pc sempre acceso.
Attorno al leader un bel po' di gente: Parma Unita il suo zoccolo duro lo ha, o almeno lo avrebbe.
Il lato debole del soggeto politico è probabilmente questo: mentre in Consiglio comunale Ghiretti rivendica, anche giustamente al limite, 300 tra comunicazioni, interpellanze e interrogazioni, “senza fare sconti ai poteri forti, come hanno capito in Iren o in Tep”, il resto del gruppo non ha ancora espresso punti di riferimento certi nei singoli tavoli programmatici. Certo, hanno stupito tutti con raccolte firme oceaniche, ma avendo protagonisti indistinti.

I parmigiani sanno che Bax è più o meno il referente sulla sicurezza, ma...e il resto? Chi sa fare cosa? Mistero.

Parma Unita inaugurazione sede gente che parla“Siamo qui proprio per costruire assieme un nuovo modello di città – sottolinea Ghiretti, cambiando prospettiva -, che sia frutto dell'ascolto e del lavoro comune, senza protagonisti”.
Parte delle dichiarazioni (altre le ha dette a colleghi o off the records) sono contenute nell'intervista che trovate CLICCANDO QUI.
Il futuro, il tema dei temi. Detto di organizzazione e di ascolto, la grande incognita è cosa accadrà in un po' tutto il panorama politico cittadino, con focus particolare nella cosiddetta area moderata.
“Parma io ci sto!”, ennesimo floppone elettorale della Parma imprenditoriale (sanno di politica tanto quanto sanno di comunicazione e di economia), verosimilmente si ridurrà a mero cartello di sostegno (di Pizzarotti o di altri ancora non si capisce), i nani da giardino che spopolano su Facebook più che invitare il cognato famoso o rilanciare per la duecentesima volta l'intervista con Adrasto Ferraguti, non fanno...insomma, la fase è fluida, esaltante e deprimente contemporaneamente.
Ghiretti nicchia e non raccoglie: “la gente, conta solo far ritornare la democrazia tra la gente comune. E' un po' come quando ti parte la figlia per l'erasmus: al suo ritorno le devi far trovare i biscotti preferiti nella mensola, la camera in ordine. E così noi con la democrazia: quando questo periodo di sospensione finirà, dovremo essere realmente pronti”.

Amen. Ci riuscirà? Non ci riuscirà? E' un punto interrogativo da 10-15 mila voti, quindi un fatto politico rilevante, rispetto ad un mandato targato Lega Nord o di espressione civica. La partita, per quanto riguarda l'area moderata, si gioca su questi presupposti.

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